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I Fratelli Fabii
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Inizio: Aves animalia laetissima et fortunatissima ex omnibus videntur...Fine: ad flexus et modulationem vocis habeant.
Fra tutti gli animali i più lieti e i più fortunati sembrano (proprio) gli uccelli. (Essi) conducono infatti una vita libera e più varia rispetto agli animali terrestri e acquatici, potendo volare per gli immensi spazi del cielo con un rapidissimo movimento delle ali e salire molto facilmente dalla più bassa parte della terra alla più elevata estremità del cielo. Inoltre la loro vista e il loro udito sono di gran lunga i più acuti di tutti gli animali, così che possono osservare dal cielo meravigliosi spettacoli e soprattutto vari. Né minore è la velocità delle ali e la forza delle membra: così ogni anno si trasferiscono attraverso moltissimi territori, attraverso vastissimi mari e altissime montagne per giungere in terre più calde dove il clima è più mite, i freddi più lievi e gli inverni più tiepidi e tollerabili....(continua)
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Verum est quod in Andria Terentius dicit: "Obsequium amicos, veritas odium parit". ... delet enim veritatem, sine qua nomen amicitiae valere non potest.
E' vero ciò che Terenzio afferma (dice) nell'Andria L'ossequio partorisce amici la verità odio. La verità è molesta se da lei nasce l'odio che è veleno dell'amicizia; ma la compiacenza ossequiosa e molto più moltesta (infausta) grandissima è poi la colpa di colui che disprezza la verità ed è spinto all'inganno dalla compiacenza. Si deve dunque in tutto questo affare usar accortezza e garbo prima perché l'ammonimento sia senza asprezza poi perché il rimprovero sia senza offesa; e semmai nell'«ossequio» (uso volentieri la parola terenziana) ci sia della gentilezza non però dell'adulazione che non solo non è degna di un amico ma neppure di un libero; in un modo infatti si vive con un tiranno in un altro con un amico....(continua)
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Alexander, cum per Ciliciam transiret, itinere et solis ardore fessus, ...ad conspectum militum se obtulit et medicus quasi deus ab omnibus consalutatus est.
Alessandro, viaggiando per la Cilicia, spossato dal tragitto e dal calore del sole, depose la veste e scese nel fiume Cidno, che scorreva nella città di Tarso per detergere il corpo insudiciato dalla polvere e dal sudore. Questa leggerezza gli fu quasi fatale. Infatti improvvisamente i suoi arti iniziarono ad irrigidirsi ed il calore vitale abbandonò tutto il corpo. Costui, come chi sta per morire, fu trasportato nella tenda. Ciò ispirò una grande sollecitudine da parte di tutti i soldati. Poi il re, dopo che fu rianimato un poco,...(continua)
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Apud Helvetios longe nobilissimus et ditissimus fuit Orgetorix, cui maxima auctoritas era...in quibus inerat magna bellandi cupiditas, magno dolore afficerentur. da Cesare
Presso gli Elvezi il più nobile e il più ricco in assoluto fu Orgetorige, il quale aveva grande autorità sulla popolazione. Egli, aspirando con il più grande desiderio alla tirannide, convinse la comunità ad espandersi con tutto l’esercito oltre i propri confini. Infatti diceva infatti che ciò sarebbe riuscito loro molto facilmente perchè superavano per valore e coraggio tutti i Galli. Ciò li convinse più facilmente perché i territori degli Elvezi sono circondati da ogni parte dalla natura: da un lato dal fiume Reno, larghissimo ed assai profondo divide i loro terreni dai Germani; da un altro lato dall’altissimo monte Giura, che si trova fra Sequani ed Elvezi; un terzo dal lago Lemano e dal fiume Rodano, che separa la nostra provincia da loro. Per queste ragioni succedeva che non avessero alcuna possibilità di espandersi, a tal punto che essi, nei quali mancava un gran desiderio di combattere, con gran rincrescimento ne furono dotati.