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Nel medesimo periodo venne dichiarata guerra ai Tarentini, che si trovano quasi all'estremità dell'Italia, poiché essi avevano fatto torto agli ambasciatori dei Romani. Costoro, in aiuto contro i Romani, invocarono Pirro, il re dell'Epiro, il quale traeva origine dalla stirpe di Achille. Egli si recò presto in Italia, ed allora per la prima volta, i Romani si scontrarono con un nemico d'al di là del mare. Contro di lui venne mandato il console P. Valerio Levino, il quale, dopo che ebbe catturato degli esploratori di Pirro, ordinò che essi venissero condotti per l'accampamento, che fosse mostrato loro tutto l'esercito e che poi fossero lasciati andare, affinché riferissero a Pirro tutto ciò che veniva fatto dai Romani. Ingaggiata subito dopo una battaglia, quando Pirro già fuggiva, egli vinse grazie all'aiuto degli elefanti, che i Romani temettero poiché non li conoscevano. Ma la notte mise fine al combattimento; Levino, tuttavia, durante la notte fuggì, Pirro catturò mille e ottocento Romani, e li tratto con enorme rispetto, e seppellì quelli uccisi.
Civitas est hominum multitudo societatis vinculo adunata dicta a civibus id est ab incolis urbis ...
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La civitas è una moltitudine di uomini, unita dal legame di una società, e denominata così a partire dai "cittadini" ossia dagli abitanti della città. Del resto le società sono tre: delle famiglie, delle città, dei popoli. L'urbs fu denominata così a partire da "circolo" perché le città antiche erano costruite in circolo; oppure a partire dall'urvo, un pezzo dell'aratro con il quale venivano tracciate le mura. Infatti la sede della futura città veniva delimitata con un solco, e vale a dire con un aratro. Gli antichi denominarono così l'oppidum (partendo) dall'opposizione dei muri, oppure dalle ricchezze che nascondevano in quei luoghi, o ancora perché in un oppidum una comunità di abitanti si aiuta a vicenda contro un nemico. Infatti, inizialmente, gli uomini, nudi ed disarmati, non avevano difese contro gli animali feroci, né ricoveri contro il freddo ed il caldo, e non erano abbastanza al sicuro. Alla fine, grazie ad un naturale spirito d'iniziativa, per mezzo di caverne e ripari silvestri, protessero nel loro interesse le baracche e le tende, e la vita fu al sicuro. Questa è l'origine degli "oppida". Inoltre, un oppidum si differenzia da un villaggio, da una cittadella e da un villaggio per la grandezza e per le mura. Le civitates invece vengono chiamate o colonie, o municipi, o villaggi, o castelli o paesi.
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O Prisco, sei solito chiedere spesso che genere di uomo diventerei, se diventassi ricco e fossi all'improvviso potente. Credi che qualcuno possa descrivere le abitudini future? Dimmi, se tu diventerai un leone, che genere di leone sarai?
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A Vitellio succede Vespasiano, eletto imperatore in Palestina dai suoi soldati. Nato da umile famiglia, in un piccolo villaggio dei Sabini, era un capo magnanimo e clemente, ed illustre nella vita privata; amava parecchio il denaro, ma non era avido; offriva infatti sempre aiuto e monete ai poveri e ai bisognosi. Puniva i colpevoli con il castigo dell'esilio, non (con il castigo) della morte. Aggiunge all'impero Romano la Giudea, e Gerusalemme, illustre città della Palestina; dopo la vittoria, insieme al figlio Tito, celebra il trionfo sugli abitanti di Gerusalemme. Riduce alla condizione di province l'Acaia, la Licia, Rodi, Bisanzio, Samo, che in precedenza erano libere, e allo stesso modo la Tracia e la Cilicia. Era incurante delle offese e delle inimicizie e un diligente moderatore della disciplina militare. Era piacevole e amabile con tutti. Morì da vecchio nella sua villa Sabina e, come raccontano, ascese immediatamente al cielo tra gli dèi e viene chiamato "divino".
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Non dobbiamo mai prestare fiducia ad un uomo bugiardo: la favola insegna ciò. Un certo fanciullo, guardiano di pecore, che ogni giorno, all'alba, spingeva il suo gregge al pascolo, una volta, mentre pascolava le pecore, poiché era annoiato, iniziò per scherzo a gridare a voce alta: Portatemi aiuto, voi che mi sentite! Si avvicinano dei lupi famelici che divoreranno le mie pecore. I pastori vicini accorsero immediatamente con bastoni e pugnali, ma non trovarono alcun lupo. Allora il fanciullo disse: Vi ringrazio perché siete venuti velocemente in mio soccorso, ma i lupi, dopo che avevano sentito la mia voce, e si erano accorti del vostro arrivo, sono fuggiti nel bosco. Dunque ritornate ai vostri lavori. Perciò il fanciullo, allegro perché lo scherzo era riuscito con successo, lo ripeté piuttosto spesso gridando: Al lupo! E, tutte le volte che altri pastori accorrevano, egli accampava nuove scuse. Alla fine, quando i lupi arrivarono veramente, il fanciullo spaventato chiese nuovamente aiuto agli amici, ma i pastori, la cui fiducia era stata ingannata le altre volte, ora non prestarono fiducia al fanciullo, e non accorsero in suo aiuto. E così i lupi, senza alcun pericolo, catturarono e divorarono un grande numero di pecore.