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Deos deasque romani antiqui pie colebant …
Gli antichi Romani veneravano devotamente gli dei e le dee e li onoravano con cerimonie e sacrifici con grande diligenza. Giove, che abitava nell'Olimpo, era considerato il signore degli dèi. In seguito, nel novero degli dèi, c'erano Saturno Mercurio, Nettuno, Giano e Vulcano. Saturno, padre di Giove era un antico dio italiano della semina e dei campi, per questo i contadini quando seminavano i cereali, oppure aravano i campi, invocavano l'aiuto di Saturno; Mercurio era il protettore del commercio e delle ricchezze ed il messaggero degli dèi e inoltre, come signore delle Muse, proteggeva le arti, ispirava gli animi dei poeti e alimentava le qualità degli uomini. Si trovavano sotto la protezione di Nettuno, dio delle acque, non solo il mare, ma anche i fiumi e i laghi; Giano, dio della pace e della guerra, proteggeva gli esordi di tutte le cose, per questo custodiva anche gli ingressi della città o della casa; infine Vulcano, fabbro degli dei, possedeva la sua officina sull'Etna e fabbricava armi divine e splendide.
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Olim Sempronia paupera matrona …
Un tempo Sempronia, matrona Romana povera, non aveva molte ancelle, ma soltanto una. L'ancella non obbediva alla padrona, non svolgeva alcun lavoro: le ancelle delle altre padrone si occupavano della cucina; dalle ancelle venivano lavate le anfore e le pentole, oppure venivano preparate le cene per le padrone e veniva ornata la tavola con le rose. Talvolta aiutavano anche i contadini con grande abilità e laboriosità; oppure inoltre lavavano la lana, la tessevano e la tingevano con la porpora. Sempronia non poteva vedere alcun lavoro dell'ancella svogliata: la padrona infatti può elogiare soltanto le ancelle diligenti, ma rimprovera e spesso punisce l'ancella svogliata e lenta. Ma all'improvviso la dea Fortuna cambia la sorte di Sempronia. Sempronia viene vista da un ricco marinaio; egli comincia subito ad amare Sempronia. Immediatamente avvengono le nozze. Ora, nell'aia della villa, Sempronia, padrona Romana, siede insieme a molte ancelle e racconta favole piacevoli. La padrona venera con devozione la dea Fortuna e Vesta, protettrice delle matrone.
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Poenici nautae summa cum peritia navigabant. In navibus...
I marinai Fenici navigavano con grande abilità. Sulle navi portavano non soltanto merci varie e preziose, ma anche grande abbondanza di anfore, piene di vino e di olio. Percorrevano le coste dell'Africa, dell'Asia e dell'Europa, conoscevano nuove terre e i loro abitanti, frequentavano anche le ricche colonie Greche; inoltre fondavano molte colonie Fenicie in Sicilia e in Sardegna. La vita dei marinai era dunque certamente varia, ma la sorte non sempre li aiutava. Spesso infatti i marinai avevano molte preoccupazioni: le navi ora venivano distrutte dalle tempeste, ora venivano assalite dai pirati, talvolta gli abitanti delle isole combattevano contro i marinai e li uccidevano. Per questo i marinai elogiavano spesso la vita tranquilla degli agricoltori.
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Aestate Tullia in villa est et cum …
D'estate Tullia sta nella villa e, con Giulia e Cornelia, sue care amiche, gioca volentieri a palla e con le bambole, e passeggia nei boschi: infatti boschi ridenti circondano la villa. Un giorno le fanciulle vagavano felici sui sentieri e raccoglievano viole, quand'ecco che si vede svolazzare una grande aquila. Tutti i piccoli animali del bosco fuggono e si nascondono, poiché temono fortemente l'aquila. Infatti la veloce aquila scende improvvisamente e cattura una piccola colomba. Le fanciulle spaventate gridano e fuggono. Allora i contadini accorrono con i forconi, ma non riescono a catturare l'aquila: l'aquila infatti vola via veloce e fugge con la sua preda. Il ricordo della colomba sventurata e della crudele aquila resterà a lungo nell'animo delle fanciulle.
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Flavia dives matrona Romana multas ancillas …
Flavia, ricca matrona Romana, aveva molte ancelle. Le ancelle obbedivano alla padrona e svolgevano vari lavori: alcune si occupavano della cucina, lavavano le anfore e le pentole, preparavano la cena alla padrona, e ornavano la tavola con le rose, altre ogni giorno pulivano l'aia e davano il cibo alle galline, alle agnelle, alle capre; altre aiutavano i contadini con grande abilità e laboriosità; altre infine lavavano la lana, la tessevano e la tingevano con la porpora. Flavia osservava con grande cura il lavoro delle ancelle: infatti dalla padrona venivano elogiate le ancelle diligenti, mentre le ancelle pigre e lente venivano rimproverate e talvolta venivano punite. Talvolta la padrona sedeva insieme alle ancelle nell'aia della villa, e raccontava piacevoli favole. La padrona venerava con devozione Vesta, protettrice delle matrone, e ornava con corone di rose l'altare della dea; le ancelle veneravano Libera, dea delle schiave, e ne ornavano la statua con corone di spighe.