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Ludi magister et grammaticus multa …
Nella scuola un maestro e un grammatico insegnano molte cose agli allievi, così gli allievi diligenti imparano molte cose. Nella scuola il maestro insegna ai fanciulli a scrivere con la penna e a contare con i sassolini. Il grammatico, invece, insegna agli allievi a leggere i libri dei poeti Greci e Latini. Il maestro e il grammatico sono i maestri della scuola. Molti maestri antichi sono celebri. Orbilio era il maestro del poeta Orazio. Egli era chiamato "manesco" dal poeta, perché spesso il maestro faceva uso delle percosse, e frustava gli scolari. Quintiliano, celebre maestro Romano, diceva spesso: "Il maestro non deve soltanto insegnare, ma anche fare spesso domande". Infatti, se gli scolari non sono interrogati, non ascoltano le parole del maestro. E se non ascoltano le parole del maestro, gli scolari non capiscono e non imparano.
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Olim misera mula ponderosum currum …
Un giorno una povera mula trascinava un carro pesante, ed avanzava lenta. Una mosca sedeva sulla schiena della mula e gridava: "Come sei lenta, oh mula! Devi accelerare il passo, infatti se non avanzi più velocemente io ti pungerò dapprima la schiena e poi tutto il collo". Risponde la mula: "Non sono agitata dalle tue parole, oh sciocca mosca, perché non temo le tue minacce; io temo soltanto l'uomo; il cocchiere infatti, che siede sul sedile, tiene una frusta e con la frusta controlla la mia andatura". La favola insegna: "Vane sono le minacce senza potere!".
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Syracusani quia bellum contra …
I Siracusani, poiché la guerra contro i Cartaginesi diventava troppo lunga, e c'era una grande discordia riguardo alla conduzione della guerra, stabiliscono di affidare ad un unico uomo il comando supremo, e così eleggono immediatamente un tiranno. Allora il poeta Stesicoro, uomo dotto, provvisto di grande saggezza, racconta ai Siracusani questa storia: "Un tempo, nei campi, vivevano liberi, in grande concordia, cavalli, asini, cinghiali, cervi, e altrui animali, ma un giorno il cavallo arrogante, che pretendeva il potere, disse agli altri: "Io sono il signore dei campi, quindi voi mi dovete obbedire!". Il cervo e il cinghiale rifiutano risolutamente di obbedire al cavallo, allora il cavallo, che desidera vendicare il torto, chiede l'aiuto del contadino. L'uomo concede volentieri l'aiuto richiesto, ma immediatamente mette le redini al cavallo; quindi, cavalcando, incalza il cinghiale e il cervo e li uccide. In questo modo lo sciocco cavallo sconfisse gli avversari, ma ora ha un padrone e viene tormentato da un eterno giogo". Allo stesso modo, oh Siracusani – dice Stesicoro – il vostro tiranno dapprima sconfigge i Cartaginesi, vostri nemici, poi riduce in schiavitù voi!".
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Fortuna ut antiqui dicunt …
La fortuna, come dicono gli antichi, è cieca. Infatti, con grande incostanza, distribuisce agli uomini ricchezze o povertà, gloria o tenebre, beni o mali. E così le vite degli uomini sono diverse, ma sempre sottomesse all'arbitrio della fortuna. Chi ignora l'esempio del ricco Creso, re dei Lidi?...
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Sparta Lacedaemoniorum oppidum …
Sparta, città degli Spartani, si trova nel Peloponneso. Gli antichi Spartani abitavano nella città, non trattavano nessun affare, ma si dedicavano al solo esercizio delle armi; gli schiavi, invece, che venivano chiamati Iloti, vivevano nei campi, non avevano alcun diritto, e conducevano una vita miserabile. Gli Iloti, infatti, coltivavano i campi, ma erano costretti a dare tutti i prodotti della terra ai padroni. Gli Spartani non si dedicavano né all'agricoltura, né al commercio, disprezzavano la letteratura e le ricchezze, facevano continuamente guerre con i popoli confinanti; così crearono nel Peloponneso un vasto impero. Non soltanto gli uomini conducevano una vita dura, ma anche i fanciulli, che venivano educati con una severa disciplina; questi infatti lasciavano i genitori e vivevano in un edificio pubblico con gli altri fanciulli, non potevano mai giocare, si dedicavano poco allo studio della letteratura, ma si dedicavano molto alla palestra e alle armi: imparavano a sopportare fatiche e difficoltà. Per questo gli Spartani erano considerati i più valorosi di tutta la Grecia.