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In quadam remota regione trans Thraciam …
In una remota regione al di là della Tracia, presso i Cimmerii, c'è un monte alto e dirupato, e, ai piedi del monte, c'è una grotta buia, dimora del pigro dio Sonno. In quel luogo (non) entra mai la luce del sole, ma nubi cineree miste a fumo vengono esalate dalla terra. Lì (non) canta nessun uccello; lì, né cani, né oche, né altri animali rompono il profondo silenzio con i loro suoni. Lì non si sente il rumore dei rami mossi dal vento, né riecheggiano voci umane nell'aria tenebrosa. Una muta quiete abita questi luoghi. Tuttavia dall'alta rupe scorre il fiume Letè e le sue onde con un lento movimento invitano al sonno. Davanti all'ingresso della grotta fioriscono papaveri soporiferi e innumerevoli erbe. La dimora non ha alcuna porta, nessun custode sulla soglia, invece al centro della spelonca c'è un grande letto d'avorio, coperto con una coperta scura, sul quale giace il dio Sonno e dorme profondamente.
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Vitellio succedit Vespasianus imperator factus …
Succedette Vespasiano a Vitellio, eletto dai suoi soldati imperatore in Palestina. Nato da oscuri natali in un piccolo paese dei Sabini, era un principe magnanimo e clemente, famoso per la vita privata; amava alquanto il denaro ma non era un avaro; offriva infatti del denaro ed aiuto ai poveri ed agli indigenti. Puniva i rei non con la morte ma con la pena dell'esilio. Aggiunse la Giudea all'impero Romano e Gerusalemme, nobile città della Palestina; dopo la vittoria su Gerusalemme trionfa con il figlio Tito. Ridusse a colonia L'Acaia, ...(CONTINUA)
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Duae virgines formosae Herculi …
Due giovani di bell'aspetto vanno incontro al giovane Ercole in un bivio. La prima, fanciulla di stupefacente bellezza, vestita con splendidi ornamenti e abbellita con gioielli d'oro e d'argento, dice con voce dolce: "Io sono chiamata Piacere e offro agli uomini un facile cammino. Se andrai per la mia strada, riempirai il tuo animo di grandi gioie e piaceri". La seconda, invece, donna di grande modestia, vestita con una veste squallida, dice ad Ercole: "Io sono chiamata Virtù, non ascoltare le lusinghe del Piacere, ma scegli la mia strada! Andrai per un cammino lungo e impervio, scalerai ardue montagne, attraverserai fiumi profondi, affronterai molti pericoli, ma alla fine giungerai alla gloria eterna. Infatti i piaceri sono effimeri, la gloria della Virtù è eterna". Ercole obbedisce a queste parole della Virtù e, senza indugio, sceglie la via della Virtù.
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Olim ut mythus tradit Iuppiter …
Un giorno, come narra il mito, Giove voleva punire Apollo per la sua superbia; per questo lo manda dal re Admeto in Tessaglia, dove il dio, per un anno, viene costretto a portare al pascolo, in qualità di pastore, le greggi del re. Admeto, non conosceva la natura divina di Apollo, ma trattava il giovane con grandissima generosità e lo teneva nella cerchia degli amici. Per questo, quando Admeto viene colpito da una malattia mortale, Apollo, riconoscente, vuole salvare il re, e dice: "Oh re, potrai evitare la morte, se qualcuno, familiare o amico, offrirà la sua vita in cambio della tua vita e vorrà morire al tuo posto". Admeto implora aiuto dai genitori, ma né il padre, né la madre, sebbene vecchi, vogliono morire al posto del figlio; solo Alcesti, giovane e bella moglie di Admeto, offre la propria vita in cambio della vita del marito e per amore si dà la morte. Ma per caso Ercole giunge alla reggia di Admeto e viene a sapere della morte di Alcesti: allora scende agli Inferi, strappa Alcesti alla morte, e la restituisce ad Admeto.
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Leo dum per vastum campum deambulat …
Un leone, mentre passeggia per un vasto campo, solleva per caso gli occhi al cielo e, su un'alta rupe che sovrastava la pianura, vede una bella capra che saltava tra le rocce. Allora il leone, già pregustando la tenera preda, adesca il pavido animale con parole dolci e ingannevoli: "Oh bella capra, abbandona le alte rocce di un monte scosceso, e scendi dall'alta rupe: lì, sulla cima del monte cerchi invano prati delicati, lì non c'è nessun cibo adatto a te; qui invece, nella vasta pianura, fioriscono pascoli rigogliosi ed erbe profumate a te gradite, qui potrai sempre trovare cibo abbondante: io sarò tuo compagno e ti difenderò dai pericoli". Allora la capra, piccola, ma astuta, risponde prontamente al lupo: "Sembro paurosa, ma non sono sciocca, infatti capisco il tuo inganno e preferisco restare su questa rupe dove sono al sicuro!". Come insegna la favola, le parole dei malvagi, anche se sono dolci, nascondono sempre insidie.