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Magna est pertinacia spei humanae…
È grande la tenacia della speranza umana contro le disgrazie: infatti la carestia non dissuade il contadino da ciò che ha cominciato, né la tempesta (dissuade) il marinaio, né i crolli delle case (dissuadono) l'architetto, né la morte prematura dei figli (dissuade) il padre di famiglia. Davanti agli occhi ho dei pescatori stremati dai freddi e dalla fame: digiuni e nudi, per giorni e notti intere, insonni fino al mattino, gettano in mare o gli ami o le reti. Per lo più sprecano tempo, faticano invano, tra le onde e gli scogli non trovano niente, e, tuttavia, non desistono da ciò che hanno iniziato...(CONTINUA)
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Caesaris adventu Veneti reliquaeque orae maritimae civitates contra Britanniam ...
Con l'arrivo di Cesare i Veneti e le altre città dei Galli di tutta la costa marittima dell'oceano la quale è posizionata di fronte alla Britannia, spinti dalla grandezza del pericolo e dalla paura della schiavitù, stabiliscono di allestire una guerra: fortificano le città, trasportano dai campi alle città il grano, preparano le navi e tutte le cose che sono pertinenti all'utilizzo delle navi, aggiungono a sé come alleati per la guerra, i Lesovi, i Morini, i Menapi, mandano a chiedere truppe ausiliarie dalla Britannia. Nel frattempo i soldati Romani che non conoscevano i guadi i porti e le isole di quelle regioni si trovavano in grande difficoltà: ...(continua)
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Caesaris adventu Veneti reliquaeque orae maritimae civitates contra Britanniam ...
Con l'arrivo di Cesare i Veneti e le altre città dei Galli di tutta la costa marittima dell'oceano la quale è posizionata di fronte alla Britannia, spinti dalla grandezza del pericolo e dalla paura della schiavitù, stabiliscono di allestire una guerra: fortificano le città, trasportano dai campi alle città il grano, preparano le navi e tutte le cose che sono pertinenti all'utilizzo delle navi, aggiungono a sé come alleati per la guerra, i Lesovi, i Morini, i Menapi, mandano a chiedere truppe ausiliarie dalla Britannia. Nel frattempo i soldati Romani che non conoscevano i guadi i porti e le isole di quelle regioni si trovavano in grande difficoltà: ...(continua)
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Olim Plato, philosophorum Graecorum princeps, …
Un giorno Platone, il più importante tra i filosofi Greci, si recò da Atene ad Olimpia per assistere ai famosi giochi. Sul cammino strinse amicizia con uomini sconosciuti, ma non fece alcun riferimento riguardante la filosofia. E quindi, quando fu interrogato: "Chi sei, da dove vieni?" rispose semplicemente: "Sono Ateniese, il mio nome è Platone". Successivamente i medesimi uomini giunsero ad Atene e furono accolti con benevolenza da Platone...(continua)
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In Aulide Graecorum naves paratae ad …
In Aulide le navi dei Greci erano state allestite per la partenza, ma la flotta era continuamente trattenuta dai venti contrari. Allora i capi dei Greci persuasero Agamennone, condottiero della guerra contro Troia, ad interrogare l'indovino Calcante. Calcante rispose così: "Tu, oh Agamennone, hai commesso un'azione empia contro la dea Diana, perché hai ucciso una cerva sacra alla dea. Unicamente con il sacrificio di tua figlia Ifigenia potrà essere placata la collera di Diana: solo allora la dea ti perdonerà e soffieranno di nuovo venti favorevoli alla navigazione. Agamennone dapprima rifiutò il crimine nefando, ma alla fine, incitato dalle preghiere degli altri capi dei Greci, obbedì alla volontà della dea. Quando Ifigenia seppe il suo destino, spinta dall'amore per il padre e per la patria, acconsentì al sacrificio con animo sereno. Ormai il sacerdote preparava il pugnale per il sacrificio di Ifigenia, quando all'improvviso, per volere di Diana, apparve una cerva e fu sacrificata la posto della fanciulla. Ifigenia fu portata dalla dea nella terra dei Tauri, dove divenne sacerdotessa nel tempio di Diana.