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Hannibal, Hamilcaris filius, Carthaginiensis fuit ..... sic conservavit, ut prius animam quam id deposuerit.
Annibale figlio di Amilcare è stato un Cartaginese. Se è vero, cosa che nessuno dubita, che il popolo Romano ha superato in valore tutte le genti, non si deve negare che Annibale fu superiore tanto agli altri generali in accortezza quanto il popolo Romano superò in forza tutte le altre nazioni. Infatti ogni volta che Annibale si scontrò con quello in Italia, ne uscì sempre vincitore.Se non fosse stato indebolito dall'avversione dei suoi concittadini in patria, sembra che avrebbe potuto sconfiggere i Romani. Ma l'odio di molti vinse il valore di uno solo. In lui l'odio per i Romani trasmessogli dal padre come un'eredità era così radicato, in modo tale che lasciò andare prima l'anima.
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Inizio: Cum acerrime comminus pugnaretur, hostes loco et numero, ..... Fine: Ita pugnans post paulo concidit ac suis saluti fuit.
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In eo magistratu pari diligentia se Hannibal praebuit, ..... domum a fundamentis disiecerunt, ipsum exulem iudicarunt
In questa magistratura Annibale si dimostrò di pari diligenza, come era stato in guerra (si mostrò tanto zelante quanto lo era stato in guerra). Infatti ricavò da nuove tasse non solo affinchè ci fosse denaro, che era derivato da un accordo con i Romani, ma anche affinché sovrabbondasse, e questo era riposto nell’erario. In seguito l'anno dopo la pretura, sotto il consolato di Marco Claudio e Lucio Furio, giunsero a Cartagine ambasciatori da Roma. Annibale, ritenendo che fossero stati mandati per reclamarlo, prima che il senato si consegnasse loro, si imbarcò di nascosto e si rifugiò presso Antioco in Siria. Reso pubblico il fatto, i Cartaginesi spedirono due navi per catturarlo, se fosse stato possibile raggiungerlo, confiscarono i suoi beni, demolirono la casa dalle fondamenta, lo giudicarono esule.
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Romae non licebat feminis vinum bibere .... viro insciente et dote multavit
A Roma non era permesso che le donne bevessero del vino. Rinveniamo tra gli esempi la moglie di Egnazio Metenno, che, per il fatto che aveva bevuto del vino da una botte, fu uccisa dal marito a bastonate e lui fu assolto da Romolo per il suo delitto. Fabio Pittore nei suoi Annali scrisse di una matrona, che per via del fatto che aveva aperto le cassette in cui si trovavano le chiavi delle celle contenenti il vino, fu costretta dai suoi a morire di fame. Perciò Catone racconta che i parenti davano un bacio alle donne, per sapere se non mandasse odore di una bevanda inebriante. Allora il vino aveva questo nome, e da qui l’ubriachezza. Il giudice Gneo Domizio condannò che una donna avesse bevuto più vino di quanto ne potesse giustificare la salute, di nascosto dal marito, e la multò con la dote (togliendole la dote).
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Post pugnam magnus terror Tarquinio atque Etruscis adfuit. Itaque nocte ambo ("entrambi, nom. plur. m. ) exercitus, Veius Tarquiniensisque, ad suas domos appropinquaverunt. Interfuerunt etiam miracula huic pugnae: silentio noctis ingens vox in silva haec pronuntiaverat: «Romani in bello superiores ("più forti", nom. plur. m. ) sunt». Postquam lux adfuerat, hostes in conspectu non erant. Itaque P. Valerius consul spolia congregavit et locum reliquit; postea magno apparatu funus fecit Bruti consulis; defuit autem favor populi, quia mutabiles sunt populi animi. Hae fuerunt suspicionis causae: nam nec collegam subrogaverat in locum Bruti et domum aedificabat in Velia monte, quod cupiditatem regni in eo monstrabat.