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Ariovistus autem, Germanorum princeps, victis Gallis …
Tuttavia Ariovisto, il capo dei Germani, vinti i Galli, dominava in maniera arrogante e crudele. È noto che Ariovisto era un uomo barbaro, collerico e sfrontato. I Galli dicevano di non poter sopportare più a lungo i suoi ordini. I Galli chiedevano aiuto a Cesare. Infatti temevano che sarebbero andati via dalla patria, e si sarebbero diretti verso un’altra dimora, verso altre sedi, lontane dai Germani. Speravano che Cesare, o per mezzo della potenza dei Romani e dell’ esercito, o grazie alla recente vittoria, o col nome del popolo Romano, avrebbe respinto l’attacco dei Germani ed avrebbe difeso l’intera Gallia dalla violenza di Ariovisto.
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Vendit aedes vir bonus quae aliqua vitia habent: in omnibus cubiculis …
Un uomo onesto vende una casa che ha alcuni difetti: in tutte le stanze compaiono serpi, esse sono mal costruite e pericolanti, ma nessuno all’infuori del padrone sa questa cosa. Però il venditore non dice queste cose ai compratori. Non fa forse ciò in maniera disonesta e fraudolenta? Dice Antipatro: Egli lo fa senz’altro, infatti il venditore sa di indurre il prossimo in un errore. Diogene viceversa (dice): Forse che ti ha costretto a comprare? Quello ha messo in vendita una cosa che non (gli) piaceva, tu hai comprato ciò che (ti) piaceva. Laddove infatti la scelta è del compratore, quale può essere lì la frode del venditore? È una cosa stupida che un venditore racconti i difetti di quella cosa che egli vende. È una cosa assurda che un banditore, per ordine del padrone, premetta: Vendo una casa decadente.
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Post L. Verum M. Antoninus solus re publicam tenuit vir facile laudabilis …
Dopo L. Vero, governò lo Stato, da solo, M. Antonino, un uomo facilmente meritevole di lode. Fu pacato sin dal principio della vita: infatti è noto che, sin dalla fanciullezza, egli non cambiò nemmeno l’espressione, né a causa della gioia, né a causa dell’afflizione. Apprese la filosofia grazie ad Apollonio di Calcedonia, la conoscenza della letteratura Greca grazie a Sesto di Cheronea, un nipote di Plutarco. Inoltre sappiamo che Frontone, un insigne oratore, gli insegnò la letteratura Latina. Costui a Roma trattò alla pari con tutti, non fu di alcuna arroganza e fu di pronta generosità. Risulta che amministrò le province con grande benevolenza e temperanza. Combattendo contro i Germani, questo imperatore condusse l’impresa con successo; egli combatté l’unica guerra contro i Marcomanni: gli storici, però, dichiarano che questa guerra fu, senza dubbio alcuno, memorabile. Tramandano che sotto M. Antonino ci fu un’epidemia; dicono che, dopo la vittoria in Persia, a Roma e per l’Italia e per le province, a causa della malattia, vennero a mancare una grande parte degli uomini, e pressappoco tutte le truppe dei soldati.
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Altera manu Orientem, altera Occidentem, rex, contingis: cur, his rebus non contentus, ea concupiscis...
O re, con una delle due mani tocchi l’Oriente e con l’altra l’Occidente: perché, non soddisfatto di queste cose, desideri quelle cose che non hai? È sciocco colui che desidera i frutti di quegli alberi dei quali non ha ponderato l’altezza; e spesso, mentre si dirige verso la cima, egli cade insieme a quegli stessi rami che ha afferrato. Cosa abbiamo noi in comune con te? Non abbiamo toccato la tua terra. Sei un grand’uomo e vigoroso, tuttavia pensa questa cosa: le popolazioni non sopportano un dominatore straniero; per questa ragione coloro che tu hai sconfitto non saranno per te amici leali e neppure sinceri; infatti, tra gli schiavi e il padrone, non può esistere amicizia.
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Timoleon, iam senex, oculorum lumina sine morbo amisit. Hanc calamitatem aequo animo …
Timoleonte, ormai vecchio, persa la vista degli occhi senza una malattia. Sopportò questa sventura con animo sereno, e non proferì lamentele, e neppure si allontanò dalle attività private e pubbliche. Al contrario, si recava al teatro nel quale il popolo teneva l’assemblea, trasportato in un carro, a causa della salute compromessa. E i cittadini non attribuivano questa cosa all’arroganza, perché egli non si era mai dimostrato sfacciato, né vanaglorioso. Egli, anzi, quando ascoltava le sue lodi, dichiarava: Io rendo grazie agli dèi, perché, senza la volontà degli dèi, gli esseri umani non compiono nulla.