- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
In magna insula Sicilia vitam ago. Romae provinciae et ... parsimoniam incolarum. Incolae multas deas colunt: semper in dearum aris coronas invenies.
Trascorro la vita nella grande isola della Sicilia. E' una provincia di Roma ed il granaio dell'Italia. La terra, fertile e ridente, fornisce agli abitanti grande abbondanza di olive e di uve. Gli abitanti sperimentano sempre venti benefici. Le leonesse, le pantere, le vipere e tutte le altre belve non infestano i boschi. Agricoltori e marinai elogiano sempre la Sicilia. Gli abitanti accumulano e conservano una grande ricchezza. I poeti celebrano spesso la laboriosità e lo zelo degli agricoltori, la temerarietà dei marinai, la parsimonia degli abitanti. Gli abitanti venerano molte dee: troverai sempre corone sugli altari delle dee.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Croesus Lydiae rex divitiis abundabat sed permagno dolore opprimebatur: filium enim habebat forma et ingenio ...
Creso, il re della Lidia, era ben provvisto di ricchezza, ma era tormentato da un enorme dolore: infatti aveva un figlio, eccellente per bellezza e per intelligenza, ma muto. Il padre aveva già impiegato parecchie cure, ma tutte erano riuscite inutili. Alla fine si era recato presso l'oracolo di Apollo, dove la Pizia gli rispose: Quando tuo figlio avrà aperto la bocca, per te sarà un momento sinistro. E ovviamente le parole di Apollo vennero confermate. Infatti le truppe dei Persiani espugnarono Sarde, la capitale della Lidia, e i nemici, all'improvviso, fecero un assalto contro Creso. Il re era in pericolo di morte. Allora, per la prima volta, il giovane muto aprì la bocca e gridò a gran voce: O soldati, abbassate le armi! Se avrete ucciso mio padre, poi la Lidia non avrà più un re.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Romae incolae Fortunam colunt: deae multas pretiosaque aras dicant. Sed dea raro parabat divitias et opulentiam ...
Gli abitanti di Roma venerano la Fortuna: alla dea dedicano numerosi altari preziosi. Ma la dea raramente procurava ricchezza ed opulenza agli abitanti di tutta l'Italia, e la vita di questi non era mai felice. Le fanciulle, ad Atene e a Roma, pregavano : "O Fortuna, salva la tua ancella!". Ma la fortuna era cieca. O Fortuna, aiuta gli onesti!. La Fortuna, al contrario, si mostrava malevola, non conosceva la giustizia, non obbediva alla pietà, e spesso era causa di inimicizie.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Quondam Mediolani, in villa mea, eram. Illuc inopinate puer adventat....Ego denique respondeo: "Vale!"
Una volta mi trovavo (= io ero) a Milano, nella mia tenuta. In quel luogo all'improvviso, sopraggiunge un ragazzo. Ritornava in Italia, sua patria, da Parigi (=Lutezia), ma voleva affrettarsi verso Brindisi attraverso Roma e l'Appennino. Passeggiamo in giardino per alcune ore. Il ragazzo diceva: «Sono felice, ma desidero affrettarmi e visitare le belle città dell'Italia. Da Brindisi, attraverso il mare, mi dirigerò in fretta in Grecia e mi recherò ad Atene, culla della letteratura». Io alla fine rispondo: («Stammi bene!» =) Ciao!
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Prima hominum aetas sub Saturni regno est. Saturni aetatem multi poetae vocant beatam.... Gentes erant in laetis otiis cum tranquillitate ubi terra sine magno labore poma et fruges donabat.
La prima epoca degli esseri umani ha luogo (est = c'è) sotto il regno di Saturno. Molti poeti definiscono beata/felice l'età di Saturno: il tempo era piacevole, e gli uomini e le donne rispettavano la giustizia senza le leggi; le navi ancora non percorrevano il mare crudele, e del mare vedevano soltanto le coste. Le città non avevano né le mura, né le torri: né i fossati, né le palizzate cingevano le città; gli uomini, infatti, ancora non avevano armi. Le popolazioni stavano con tranquillità in liete condizioni di pace, dove la terra donava frutti e raccolti senza grande fatica.