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Dum Sertorianum bellum in Hispania geritur, quattuor et sexaginta servi ludo gladiatorio …
Mentre si combatte la guerra in Spagna contro Sertorio, sessantaquattro schiavi fuggirono da una scuola gladiatori, sotto la guida di Spartaco, e rubarono delle spade dalla città di Capua; all’inizio si diressero verso il monte Vesuvio, poi, crescendo di giorni in giorno la moltitudine, afflissero l’Italia con accidenti gravi e vari. E il loro numero crebbe così tanto, che novantamila uomini si opposero all’esercito Romano. M. Crasso ebbe il merito della vittoria, ed egli stesso, presto, con il consenso di tutti fu eletto capo dello Stato.
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Hodierno die non tantum meo beneficio vaco sed pugilatus spectaculi …
Oggi sono libero, non soltanto per una concessione mia, ma per una concessione di quello spettacolo di pugilato che ha richiamato al pugilato tutti gli uomini importuni. Nessuno farà irruzione, nessuno impedirà la mia meditazione, la quale, per questa stessa certezza, va avanti tranquilla. L’uscio non scricchiolerà ripetutamente, la tenda non verrà sollevata. Tuttavia ho detto una parola grossa: ecco che un notevole schiamazzo viene portato dallo stadio, che conduce la mia mente a codesta riflessione. Molti, infatti, allenano i corpi, pochi allenano le menti. Il corpo, infatti, ha bisogno di molte cose affinché stia bene: lo spirito cresce da sé, si alimenta da solo, allena se stesso. Quelli hanno bisogno di molto cibo e di molta bevanda, di molto olio, ed infine di un lungo lavoro: la virtù ti arriverà senza preparativi, senza spesa.
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Duo Arcades una iter faciebant; postquam Megaram venerant, unus ad cauponem …
Due Arcadici viaggiavano insieme; dopo che erano arrivati a Megara, uno andò presso un locandiere, l’altro presso un ospite. Colui che si trovava presso l’ospite, dopo cena riposò, e mentre dormiva tranquillamente, vide nei sogni l’amico che lo pregava di andargli in soccorso. In un primo momento, terrorizzato, scese improvvisamente dal letto, poi si sdraiò di nuovo; ma, mentre dormiva, gli apparve nuovamente il compagno, chiedendo che egli vendicasse la sua morte; infatti l’amico diceva così: Il locandiere malvagio, per rubare il denaro, mi ha ucciso e ha nascosto il mio cadavere; inoltre ti chiedo che domani ti rechi alla porta, e che lì interroghi un bovaro, e frughi nel suo carro. Spinto da siffatta richiesta, al mattino si recò presso la porta, vide un bovaro sopra a un carro, e trovò il cadavere dell’amico coperto con del letame. Quindi denunciò lo spaventoso delitto, affinché i giudici punissero con un duro castigo l’autore del crimine.
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In maximis meis doloribus excruciat me valetudo Tulliae nostrae, de qua nihil est quod ad te …
Fra i miei più grandi dolori, mi tormenta lo stato di salute della nostra Tullia, non c’è ragione per cui io ti scriva di più, so con certezza, infatti, che ti sta tanto a cuore quanto a me. Riguardo al fatto che volete avvicinarvi a me, mi rendo conto che bisogna fare così; l’avrei fatto anche prima, ma mi bloccarono molte cose, che neppure adesso sono state risolte. Ma attendo una lettera da Pomponio, che vorrei che tu ti preoccupassi di farmi recapitare quanto prima. Adoperati per stare bene.
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Utinam vilicus ita fecisset! Sed multa saepe illum impediverunt. Haec erunt enim vilici officia …
Magari il fattore avesse agito in questa maniera! Ma spesso molte cose l’hanno ostacolato. Questi saranno infatti i doveri del fattore. Che i giorni festivi vengano rispettati. Che tenga la mano lontana dal denaro altrui, e che conservi diligentemente il proprio. Che la servitù si astenga dai litigi. Che la schiavitù non abbia male, che non patisca il freddo, e che non patisca la fame. Che pratichi bene il lavoro. Che renda grazie in cambio di una concessione, affinché per gli altri sia piacevole agire onestamente. Che il fattore non sia bighellone, che sia sempre sobrio. Che mantenga indaffarata la servitù. Che consideri propri amici gli amici del padrone. Che non compia riti sacri su un altare o su un focolare tranne che in occasione dei Compitali. Che non conceda credito a nessuno senza un ordine del padrone.