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Nocturnus fur panem iecit cani, sperans animal obiectum cibum capturum esse. Fur optabat ne canis latraret. Heus – dixit canis – linguam meam …
Un ladro della notte, lanciò a un cane un pezzo di pane, sperando che l'animale avrebbe preso il cibo gettatogli davanti. Il ladro sperava che il cane non abbaiasse. Ascolta – disse il cane – tu vuoi bloccare la mia lingua, affinché io non abbai in difesa del patrimonio del padrone? Sbagli fortemente. Infatti, codesta gentilezza, improvvisa e inattesa, mi impone che a maggior ragione io vigili, affinché tu non realizzi un guadagno per colpa mia.
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Tibicines, quia censores vetuerunt eos in aede Iovis sumere, quod traditum antiquitus erat, quoniam id aegre …
I flautisti, dal momento che i censori vietarono loro di consumare il cibo nel tempio di Giove, cosa che era stata anticamente tramandata, dal momento che sopportavano malvolentieri ciò, se andarono tutti insieme a Tivoli. E così a Roma non c'era nessuno che accompagnasse con la musica i sacrifici. Il carattere sacro di quel problema preoccupò i senatori, i quali inviarono dei portavoce a Tivoli, affinché facessero in modo che quegli uomini fossero restituiti ai Romani. Gli abitanti di Tivoli supplicavano i flautisti di ritornare a Roma; poiché quelli non volevano, in un giorno di festa li invitarono per un banchetto, e, riempitili di vino, di cui quella categoria (la categoria dei flautisti) era decisamente ingorda, li fecero addormentare, e così, dopo che erano stati sopraffatti dal sonno, li gettarono su dei carri, e li trasportarono a Roma. Tutti accorrevano da tutte le parti per vedere i flautisti e chiedevano insistentemente che essi rimanessero a Roma. E così, a coloro che accompagnavano con la musica le cerimonie religiose, venne restituito il diritto di mangiare nel tempio.
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Licet – inquit – omnia concesserint in unius dicione, terrae legionibus custodiantur, maria classibus, caesarianus miles obsideat portas: Cato …
Ammettiamo pure – disse – che tutte le cose si siano arrese a quest'unico uomo, che le regioni siano sorvegliate dalle legioni, e che i mari siano sorvegliati dalle flotte, e che un soldato cesariano controlli le porte: Catone ha per dove uscire; con una sola mano aprirà un'ampia via alla libertà. Codesta spada, intatta e innocente anche nella guerra civile, produrrà finalmente opere buone e nobili: darà a Catone la libertà che non è riuscita a dare alla patria.
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Aristides, qui adeo excellebat abstinentia, ut unus illis temporibus Iustus sit appellatus, tam vehementi …
Aristide, il quale, in fatto di temperanza, eccelleva al punto che lui solo, in quei tempi, venne chiamato "Il Giusto", venne accusato di tradimento con un tale impeto, che il popolo lo condannò all'esilio. Ma dopo che era stato esiliato, Aristide vene richiamato in patria per ordine del popolo, e stette a capo degli Ateniesi nella battaglia presso Platea. Egli medesimo, da estremamente vecchio, morì in una povertà tanto profonda che non lasciò assolutamente nulla.
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Decimae legionis adventu tanta commutatio fuit ut nostri, etiam qui vulneribus …
Grazie all'arrivo della decima legione, ci fu un rivolgimento tanto profondo che i nostri, anche coloro che si erano accasciati a causa delle ferite, ristabilirono la battaglia. A quel punto, i soldati addetti al trasporto delle vettovaglie videro i nemici che erano nel terrore, e sebbene disarmati, aggredirono gli armati. I cavalieri, invece, per cancellare per mezzo del valore il disonore della fuga, combattevano da tutte le parti, al fine di mostrarsi forti ai legionari. Tuttavia, i nemici dimostrarono un valore tanto grande che, dopo che i primi di loro furono morti, i rimanenti insistevano nel combattimento.