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Bacchus deus a Mida rege quaesivit: Quod desiderium habes? Ego enim tibi omnes …
Il dio Bacco chiese al re Mida: Quale desiderio hai? Io infatti realizzerò per te tutte le tue brame. Quello rispose: Mutare in oro tutto quello che tocco con le mie mani. Bacco concesse questo dono. Ma, dopo, Mida non poteva mangiare niente, poiché tutte le cose venivano mutate in oro. Per questo motivo quello era torturato dalla fame. In seguito si lavò in un fiume, l'acqua del quale prese il colore dell'oro; ora questo fiume, in Lidia, viene chiamato "il Fiume d'oro".
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Cervus e communibus herbis equum pellebat, donec equus, minor in certamine, imploravit opes hominis frenumque recepit; sed, postquam victor …
Un cervo scacciava un cavallo dai prati comuni, finché il cavallo, inferiore nella lotta, supplicò gli aiuti dell'uomo e accettò la briglia; ma, dopo che il fiero vincitore si allontanò dal nemico, non rimosse il cavaliere dalla groppa, né la briglia dalla bocca. Così l'uomo povero, temendo la povertà, abbandona la libertà, ma poi trasporterà un padrone e sarà per sempre schiavo, perché non saprà fare con poco.
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Duae feminae ad Salomonem regem sapientem veniebant et eius iudicio …
Due donne si recavano presso il saggio re Salomone, ed affidavano al giudizio di lui un'importante disputa. La prima donna disse: O re, questo è il mio bambino, e codesta donna è una bugiarda! La seconda donna, ardente di rabbia, disse al contrario: In verità sono io la madre! Le parole di codesta sono false, poiché costei partorì un figlio, ma presto quello morì. Ieri il mio figliolo è stato rapito di nascosto da costei: questo bambino di certo non è suo figlio. Salomone fu per lungo tempo incerto, poi risolse la cosa in questa maniera: Da me vi viene proposta questa cosa: questo fanciullo verrà tagliato con una spada in due parti. Allora la prima donna esclamò: Ciò è giusto! Ma la seconda, temendo l'uccisione del figlio, disse: Consegnate il bambino a codesta donna, ma non lo uccidete! Allora Salomone stabilì: Costei è la vera madre! Consegnò a lei il figlio e disse: Invece mettete quella nelle carceri.
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Ut Nasidieni iuvit te cena beati? Nam mihi quaerenti convivam dictus here illic de medio potare die ….
Ti è piaciuta la cena di quel riccone di Nasidieno? Infatti, a me che domandavo per invitarti, hanno detto che eri là a bere dalla metà della giornata. Racconta, se non ti dispiace, con quali piatti avete cominciato a placare la pancia inferocita. Come prima cosa un cinghiale della Lucania, catturato al levarsi dello scirocco: di contorno ravanelli piccanti, insalate, radici, e cose in grado di stuzzicare uno stomaco stanco e stremato dalla fame, pastinaca, salsa di pesce, e feccia del vino di Coo. Mangiamo uccelli, cozze, pesci, cose che nascondevano un sapore di gran lunga diverso da quello conosciuto, come fu chiaro anche di seguito, dopo che mi ebbe offerto filetti di passero e di rombo mai assaggiati prima.
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Hyacinthus puer pulcher erat. Quamquam is valde ab Apolline amatus …
Giacinto era un fanciullo avvenente. Sebbene egli fu amato intensamente da Apollo, un giorno, mentre giocava con un disco presso il fiume Eurota, morì per essere stato colpito dal disco medesimo. Dopo la morte, dalle ceneri di lui crebbero fiori dal nome di lui medesimo. Persino le Ninfe lo piansero, e dalle loro lacrime venne prodotta una sorgente perenne. Ai morti è stato consacrato il cipresso, perché esso, una volta che è stato tagliato, non ritorna mai verde. I Romani avevano il costume di apporre un ramo di cipresso sulla casa in lutto. In merito al cipresso, raccontano questa favola: il fanciullo Ciparisso aveva caro un cervo; senza colpa, lo uccise con una propria freccia, e a seguito di questo episodio, morì di dolore. Quindi fu trasformato in un albero di cipresso da Apollo, che lo amava intensamente: in questa maniera, il suo ricordo di lui vivrà per sempre.