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Mare pacavi a praedonibus. Eo bello servos, qui fugerant a dominis suis et arma contra rem publicam ceperant …
Ho pacificato il mare dai pirati. In quella guerra, riconsegnai ai padroni gli schiavi, che erano fuggiti dai propri padroni, e avevano preso le armi contro lo Stato. Tutta l'Italia prestò volontariamente giuramento insieme a me, e mi invocò come comandante della guerra che io vinsi ad Azio. Prestarono giuramento con me anche la Gallia, la Spagna, l'Africa, la Sicilia, la Sardegna. Ci furono molti senatori i quali, all'epoca, prestarono servizio militare sotto le mie insegne.
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Philippus, Macedonum rex, aliquot oratores ab Atheniensibus petiverat quia pacem cum Atheniensibus …
Filippo, il re dei Macedoni, aveva chiesto agli Ateniesi alcuni oratori, poiché desiderava stipulare la pace con gli Ateniesi. Allora Demostene, un famosissimo oratore, che era ostile a Filippo, narrò ai suoi concittadini questo racconto: Un tempo i lupi inviarono ai pastori degli ambasciatori, i quali dissero: Mettete da parte le vecchie inimicizie e stipulate con noi un patto di amicizia! Infatti i nostri animi saranno facilmente riconciliati se consegnerete a noi i cani, nei quali è la causa dei litigi. Allora i pastori stettero ai patti, e per speranza di sicurezza, consegnarono quelli che avevano come custodi fedeli delle proprie pecore. E così i lupi divorarono tutte le greggi. Demostene disse così: I cani sono i custodi del gregge, gli oratori sono i custodi della libertà. Anche Filippo chiede agli Ateniesi gli oratori poiché vuole sottomettere la città.
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Deus vocavit virum: Adame, Adame. Qui respondit: Timui conspectum tuum et abscondi …
Dio chiamò l'uomo: O Adamo, Adamo! Quello rispose: Ho temuto il tuo sguardo, e mi sono nascosto. La donna, che mi hai dato come compagna, mi ha dato codesto frutto. Il Signore disse alla donna: Perché hai fatto questo?. Quella rispose: Il serpente mi ha tratto in inganno. Il Signore disse al serpente: Poiché hai ingannato la donna, sarai odiato e maledetto fra tutti gli animali; striscerai sopra il petto, e mangerai la terra. Disse inoltre alla donna: Ti punirò con molte sciagure; partorirai i figli nel dolore, e ti troverai sotto il dominio dell'uomo.
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Nexus Centaurus ab Hercule transfixus est sagitta Hydrae sanguine plena: ira igitur incensus …
Il centauro Nesso fu trapassato da Ercole con una freccia ricoperta del sangue dell'Idra; pertanto fu infiammato dalla collera e desiderò vendicare la propria morte. Allora offrì la tunica imbevuta del proprio sangue, a Deianira, la moglie di Ercole, e disse: Conserva diligentemente questa tunica; se Ercole arderà per amore di un'altra donna, questa tunica estinguerà facilmente la fiamma dell'amore. In seguito Ercole fu infiammato dall'amore per una bella giovane, che era stata ridotta in schiavitù. Quindi Deianira, memore del suggerimento di Nesso, diede a un suo domestico la veste intinta con il sangue del centauro, e gli comandò così: Metti indosso a Ercole questa tunica! E quando Ercole l'aveva ormai indossata, immediatamente cominciò a bruciare. Ercole fu pervaso per tutte le membra dal veleno, e sentì la morte vicina.
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Caius Plinius Gallo suo salutem dicit. Laurentina haec mea domus tanto opere me delctat, propter gratiam villae, opportunitatem …
Gaio Plinio saluta il suo amico Gallo. Questa mia villa di Laurento mi diletta moltissimo, per la bellezza della casa, per la comodità del luogo, per l'estensione della spiaggia. Non è lontano da Roma, infatti dista da Roma soltanto diciassette miglia. Ci si arriva non per un'unica via; infatti, verso il medesimo luogo, conducono sia la Laurentina che l'Ostiense. Da entrambe le parti segue un cammino sabbioso, breve e agevole con i cavalli. Da una parte e dall'altra ci sono diversi tipi di paesaggio: infatti ora la via è chiusa dai boschi, ora si apre in ampi prati; lì ci sono molte greggi di pecore, molte mandrie di cavalli e di buoi, che si nutrono con le erbe.