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Postquam hostes nostris castris appropinquaverunt, Romanorum imperator his …
Dopo che i nemici si avvicinarono al nostro accampamento, il generale dei Romani esortò i soldati con queste parole: O soldati Romani, che avete partecipato con me a molte battaglie, ora, alla fine, è vicina l'ora che voi tutti avete desiderato. I nemici non sono molto lontani dal nostro accampamento. Dunque combattete coraggiosamente contro i barbari! I nemici infatti sono stati sacrileghi: hanno violato i patti e le sacre leggi degli dèi. Dunque gli dèi saranno con noi e puniranno la loro perfidia. Siate valorosi: io stesso prenderò parte al combattimento. Ai Galli non sarà utile l'aiuto delle tribù. Contro le armi dei Romani tutte le cose saranno inutili. Tutti devono venir meno al proprio dovere. Pochissimi nemici sopravvivranno alla disfatta, e saranno i testimoni della tenacia Romana e del vostro coraggio.
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Vidi villam extructam lapide quadrato, murum circumdatum silva, turres quoque in propugnaculum …
Ho visto la villa costruita con dei massi quadrati, un muro circondato da un bosco, e anche le torri innalzate da una parte e dall'altra a difesa della villa, una cisterna nascosta da edifici e piante, che basterebbe persino per i bisogni di un esercito, un piccolo bagno, buio secondo la consuetudine antica: infatti ai nostri antenati non sembrava caldo a meno che non fosse buio. Dunque mi prese un gran piacere nel confrontare i costumi di Scipione e i nostri: in questo luogo appartato quel grande "flagello di Cartagine", a cui Roma deve il fatto di essere stata conquistata soltanto una volta, lavava il corpo, stanco a causa delle fatiche dei campi. Infatti si teneva in esercizio con l'attività e lavorava lui stesso la terra, come gli antenati avevano costume. Quel grande stette sotto questo tetto così misero, questo pavimento così vile sostenne quel grande.
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Deum maxime Mercurium colunt. Huius sunt plurima simulacra: hunc omnium …
Tra gli dèi, venerano principalmente Mercurio. Di costui ci sono moltissime statue: ritengono costui l'inventore di tutte le arti, costui la guida delle vie e dei cammini. Costui ha una grandissima influenza ai fini del guadagno di denaro e dei commerci. Dopo costui, venerano Apollo e Marte e Giove e Minerva. Apollo scaccia le malattie, Minerva insegna i fondamenti dei mestieri e delle arti, Giove detiene il governo degli dèi del cielo, Marte governa le guerre. A questo dio, quando hanno deciso di scontrarsi in una battaglia, offrono in voto per lo più quelle cose che hanno conquistato in guerra. Ho visto, in molte città, molte vittime nei luoghi consacrati; e non (le) possono nascondere presso di sé contro la prescrizione religiosa: per quel delitto vi è un grande castigo.
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Bello civili in Caesaris exercitu Crastinus, vir singulari virtute, erat. Hic, postquam signifer …
Nella guerra civile, nell'esercito di Cesare c'era Crastino, un uomo di eccezionale coraggio. Costui, dopo che il portainsegne diede il segnale, così disse ai soldati del manipolo: Soldati del mio manipolo, adoperatevi per il vostro generale; rimane quest'unica battaglia: quando l'avremo portata a temine, riacquisteremo la nostra libertà. Poi, mentre si volgeva a guardare Cesare, aggiunse queste poche parole: Io do quest'anima per te e per lo Stato; o vivo o morto, mi tu renderai grazie a me vivo o a me morto. Dopo che ebbe detto queste cose, attaccò per primo dal fianco destro, e i soldati avanzarono insieme a lui.
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Augustus in villa erat, iniqua febri laborabat et noctes inquietas agebat. Etenim paulum quiescere …
Augusto era nella villa, soffriva per una febbre inopportuna, e passava notti inquiete. In realtà poteva riposare poco, poiché il canto continuo e triste di una civetta interrompeva il sonno dell'imperatore. Pertanto fece venire un lettore: i libri, infatti, gli conciliavano il sonno. Un giorno Augusto si imbatté in un senatore che riusciva a dormire pesantemente. Immediatamente l'imperatore disse: Comprerò a caro prezzo il materasso del senatore. Infatti un materasso sul quale un uomo riesce sempre a dormire mi è indispensabile.