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Alexander Magnus ad paludem prope insulam Pharum pervenit atque magno studio loci …
Alessandro Magno arrivò alla palude presso l'isola di Faro, e con grande interesse esaminò la geografia del luogo. Poiché l'isola non era stata esposta alle scorrerie dei nemici, il comandante dei Macedoni fondò nell'isola una nuova città. Ma, dopo che ad Alessandro la nuova isola apparve grande, cambiò parere, scelse un altro luogo tra la palude e il mare, e tracciò i confini. Mentre il re tracciava con la farina d'orzo il cerchio delle mura, poiché i Macedoni avevano siffatta abitudine, giunsero in volo degli stormi d'uccelli e mangiarono la farina. Al re un simile avvenimento apparve un cattivo presagio, ma gli indovini dissero: La nuova città sarà sontuosa ed importante, poiché avrà afflusso di stranieri e fornirà a tutti molti mezzi di sussistenza.
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Eurystheus ab Hercule petivit poma aurea in horto Hesperidum. Hercules, quia hortum ignorabat …
Euristeo domandò ad Ercole i frutti d'oro nel giardino delle Esperidi. Ercole, poiché non conosceva il giardino, chiese la strada a Proteo, un dio marino. Dopo che ebbe superato molti pericoli, l'audace eroe raggiunse i confini estremi del mondo, e arrivò ad Atlante. Atlante reggeva il cielo con le spalle. Ad Atlante Ercole chiese il luogo desiderato. Poiché una creatura portentosa sorvegliava costantemente i frutti del giardino, Ercole cercava inutilmente di raggiungere la pianta. Alla fine Atlante fu di aiuto ad Ercole e colse i pomi, mentre Ercole reggeva il cielo al posto del gigante. Poiché Atlante rifiutava di togliere il fardello ad Ercole, alla fine l'eroe si liberò con l'inganno. Dopo che ebbe cercato la salvezza con la fuga, fece ritorno in patria, e diede i frutti d'oro ad Euristeo.
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Hymenaeus Atheniensis pulcher adulescens erat: quare multi illum puellam …
L'Ateniese Imeneo era un bel giovane: per la qual cosa molti lo ritenevano una fanciulla. Il giovane amava una fanciulla nobile e ricca, ma non aveva speranza nelle nozze, poiché era povero. Poiché allora c'erano le feste religiose in onore di Demetra, l'uomo, in abito femminile, camminava felice insieme alla fanciulla. D'un tratto si avvicinarono dei pirati e rapirono le fanciulle nobili degli Ateniesi: tra le donne c'era anche Imeneo. Dopo che i pirati ebbero trasportato la preda attraverso mari lontani, presto giunsero in un'isola disabitata. Lì abbandonarono al sonno i corpi affaticati dal viaggio. A quel punto Imeneo uccise tutti quanti i pirati, lasciò le fanciulle sull'isola e tornò nella città di Atene. Mentre riferiva la grande impresa, disse: Datemi la fanciulla desiderata, e poi riporterò in patria tutte le altre. Alla fine gli Ateniesi accolsero la richiesta.
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Romani Iugurthae, Numidarum regi, bellum indixerunt quia Iugurtha Adherbalem et Himepsalem …
I Romani, dichiararono guerra a Giugurta, il re dei Numidi, poiché Giugurta aveva giustiziato Aderbale e Iempsale, figli di Micipsa e suoi cugini, re e alleati del popolo Romano. Il console Calpurnio Bestia concluse con il re dei Numidi una pace disonorevole, che il senato ricusò. Allora i Romani fecero ritornare a Roma Calpurnio Bestia, ed inviarono contro il re Spurio Albino; anche costui combatté contro i Numidi in maniera ignominiosa. In seguito misero a capo dell'esercito Romano Q. Cecilio Metello, che riportò i soldati alla disciplina dei Romani, sconfisse Giugurta in diverse battaglie, uccise o catturò i suoi elefanti, e accettò in resa molte città.
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Post crebras contentiones Octavianus et Antonius societatem foedere confirmaverunt: Octavianus …
Dopo le continue dispute, Ottaviano ed Antonio rinsaldarono l'alleanza con un trattato: Ottaviano ottenne l'Italia e la Spagna, ad Antonio toccò il comando delle regioni dell'Oriente. Ottaviano, con opere insigni e con l'integrità della vita, destava l'ammirazione dei cittadini, Antonio aveva fissato la dimora ad Alessandria, e viveva voluttuosamente con Cleopatra, la regina d'Egitto. In più, per amore e su istigazione di Cleopatra, preparava la rovina per lo stato Romano. Per questo, il senato, su esortazione di Ottaviano, dichiarò guerra ad Antonio e alla regina d'Egitto. Per questo motivo, nel mese di Settembre, nell'insenatura di mare di Azio, le truppe dei comandanti combatterono una guerra navale; gli eserciti e le flotte erano di pari livello, e lottarono con grande coraggio. L'esito della guerra fu per lungo tempo incerto, ma, improvvisamente, Cleopatra, per mezzo di un'imbarcazione veloce, abbandonò il luogo della battaglia, e fece ritorno a casa. A quel punto, anche Antonio, immemore del dovere di un comandante, fece vela verso Alessandria. Ai soldati del disertore Antonio, Ottaviano promise la vita e il perdono.