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Haedus ad ovile in vico situm pergebat. Forte lupo incurrit sed eum facile …
Un capretto si dirigeva verso un ovile ubicato in un villaggio. Casualmente incontrò un lupo, ma lo beffò facilmente. Infatti anche il lupo si dirigeva al villaggio, e vide il capretto, sicuro, tra le pecore. Il predatore infaticabile aveva deciso di ucciderlo, e, senza perdere tempo, disse così: In tutti i templi una morte ingiusta bagna la terra del sangue degli animali. Se avrai trovato rifugio insieme a me, in un campo sicuro, non morirai davanti ai templi. Il capretto ascoltò le parole del lupo ma non approvò il suo consiglio. Poi rispose: Verserò sangue per gli dèi, ma non sazierò la pancia di un lupo rabbioso. La favola insegna: se gli esseri umani saranno stati posti dinnanzi ad una duplice infausto pericolo, sceglieranno la morte gloriosa, e disdegneranno la morte disonorevole.
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Dum Sulla Mithridatem in Achaia et in Asia vincit, Marius et Cinna in Italia bellum renovaverunt …
Mentre Silla vinceva Mitridate in Acaia e in Asia, Mario e Cinna ricominciarono la guerra in Italia e, a Roma, assassinarono nobili senatori ed ex consoli, bandirono molti, costrinsero alla fuga il figlio e la moglie di Silla. I restanti senatori fuggirono dalla città e si riunirono in Grecia, presso Silla. I senatori chiedevano l'aiuto del comandante, poiché temevano molto. Allora Silla tornò in Italia e combatté la guerra civile contro i consoli Norbano e Scipione. Quando, nel primo combattimento, si scontrò con Norbano non lontano da Capua, molti soldati di Silla morirono, ma Silla catturò molti nemici. Poi Silla si diresse verso Scipione e, prima della battaglia, ricevette in resa tutto l'esercito senza spargimento di sangue.
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Postquam Achilles Hectorem necaverat, corpus transportavit in Graecorum castra. Infelicem …
Dopo che Achille aveva ucciso Ettore, trasportò il corpo nell'accampamento dei Greci. Un acuto dolore tormentava l'infelice Priamo, padre di Ettore e re dei Troiani. Perciò, con l'aiuto di Mercurio, andò in fretta presso Achille con grandi doni. Dopo che era entrato nella tenda del coraggioso condottiero, si gettò ai piedi di Achille e disse: Se sei memore del tuo vecchio padre, o Achille, restituisci a me il povero corpo del mio Ettore. Marte, spietato, mi ha sottratto quasi tutti i figli in crudeli battaglie: tu hai ucciso anche Ettore. Ascolta le mie preghiere! Prendi questi doni preziosi e concedi l'estremo conforto all'infelice vecchiaia di Priamo. Achille tacque a lungo, ma, infine, le parole dello sventurato padre indussero a un'insolita pietà l'animo feroce del vincitore. Con sollecita benevolenza, Achille rialzò il vecchio re, e restituì all'infelice padre il corpo del figlio.
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Disciplinae liberalium artium septem sunt. Prima grammatica est, quia fundamentum …
Le discipline delle arti liberali sono sette. La prima è la grammatica, poiché è il fondamento di tutte le arti. Seconda la retorica, poiché, per l'eleganza e ricchezza della sua eloquenza, è giudicata grandemente necessaria nelle questioni civili. Terza la dialettica, poiché separa le cose vere dalle false. La quarta è l'aritmetica, poiché le relazioni dei numeri e le divisioni sono utili. Quinta la musica, poiché, grazie alle canzoni e ai canti, gli alunni imparano molte cose. La sesta è chiamata geometria, poiché comprende le misure e le dimensioni della terra. Settima l'astronomia, poiché racchiude la legge degli astri.
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Tarentinis bellum Romani indixerunt quia Romanorum legatos offenderant; ideo Tarentini …
I Romani dichiararono guerra ai Tarantini, poiché avevano violato gli ambasciatori dei Romani; per questo motivo, i Tarantini, poiché temevano le forze armate dei Romani, richiesero in aiuto Pirro, il famoso re dell'Epiro. Pirro traeva origine dalla stirpe di Achille. Presto venne in Italia con vaste truppe e allora, per la prima volta, i Romani combatterono con un nemico d'oltremare. Contro Pirro i senatori inviarono il console Valerio Levino; si combatté per molte ore presso Eraclea, ed ormai il console aveva messo in fuga le truppe degli Epiroti, quando improvvisamente Pirro vinse grazie all'aiuto degli elefanti, degli animali che i Romani non avevano mai visto. Quindi la notte pose fine al combattimento; il console Levino fuggì, il re catturò molti Romani. Ma Pirro trattò i prigionieri con grande riguardo, poiché i Romani, nella battaglia, avevano dimostrato uno straordinario coraggio.