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Phaedro patria Macedonia erat. Romanorum captivus Augusti servus erat; ei acuto ingenio et …
Fedro aveva la Macedonia per patria. Prigioniero dei Romani, era uno schiavo di Augusto; a lui era caro per via dell'acuta intelligenza e della grande saggezza. Fedro aveva una cultura speciale e una conoscenza della letteratura Latina. Era un poeta illustre, e inventava favole brevi e belle, care ai Romani, soprattutto ai fanciulli e alle fanciulle. Nelle favole di Fedro c'erano insegnamenti di vita straordinari, e un grande desiderio di giustizia.
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Longo post tempore Romae in Circo Maximo cruentum venationis spectaculum populo erat …
Dopo lungo tempo, a Roma, nel Circo Massimo, c'era un sanguinoso spettacolo di caccia per il popolo. Nel circo c'era grande abbondanza di animali feroci: il leone aveva prestanza ed imponenza di corpo, e ferocia di volto. Quando la belva vede Androclo da lontano, si avvicina in maniera calma e poco alla volta all'uomo sventurato, scuote la coda giocosamente, alla maniera dei cani, e, con la lingua, accarezza delicatamente il corpo dell'uomo. Androcolo, stupito e lieto, riconosce l'animale feroce. A quel punto l'imperatore libera di fronte al popolo l'uomo e l'animale.
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Gaetuli et Libyes populi inculti Africam initio incolebant. Iis cibus erat caro ferina atque pabulum …
I Getuli e i Libici, popoli incivili, all'inizio abitavano l'Africa. Avevano come cibo la carne delle bestie feroci, oppure il foraggio, come le greggi. Essi non avevano né tradizioni, né leggi, né il potere di un monarca: non avevano dimore, ma erano popoli nomadi. Ma dopo che Ercole, come credono gli Africani, morì in Spagna, il suo esercito, composto da popolazioni diverse, in breve tempo si disperse. Tra queste popolazioni i Medi, i Persiani, gli Armeni passarono, per mezzo di navi, in Africa, ed occuparono i luoghi più vicini al mare. I Persiani utilizzarono gli scafi capovolti delle navi come capanne, perché nei campi non c'era legno, né c'era possibilità di acquistarlo dalla Spagna: il grande mare e l'ignoranza della lingua ostacolavano il commercio. Essi, poco alla volta, tramite i matrimoni, si mescolarono con i Getuli, e, poiché si spostavano spesso attraverso luoghi differenti, si diedero essi stessi il nome di "Nomadi".
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Est maritimis urbibus quaedam corruptela ac demutatio morum; earum cives important non solum …
Le città di mare hanno una certa corruzione e trasformazione dei costumi; non soltanto i cittadini di esse introducono merci estere, ma anche nuovi costumi. D'altra parte, coloro che abitano vicino al mare non restano fissi nelle loro terre, ma sono sempre incostanti e, anche quando con il corpo restano, tuttavia con l'animo vanno in esilio. E del resto, anche la rovina di Cartagine e di Corinto si verificava quando si verificavano lo spostamento e la dispersione dei cittadini, poiché, per brama di commerciante abbandonavano la pratica dei campi e delle armi. Inoltre, dal mare giungono molti inviti alla dissolutezza dannosi per le città; e la gaiezza delle spiagge, spesso, spinge ad una vita sfarzosa e pigra.
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Cicero Attico salutem dicit. Totum iter mihi incertum facit exspectatio litterarum vestrarum …
Cicerone dice salve ad Attico. L'attesa delle vostre lettere rende dubbioso tutto il mio viaggio. Infatti, se ci sarà occasione, la destinazione sarà l'Epiro, in caso contrario, Cizico, o qualche altra località. D'altra parte, le tue lettere, che io leggo spesso, mi tolgono fiducia; e infatti, quanto più attentamente sono lette, tanto più indeboliscono il mio animo, tanto che diviene evidente che tu hai voluto obbedire sia alla consolazione, sia alla verità. Pertanto ti prego apertamente di scrivere a me le cose che sai come realmente saranno, e le cose che penserai esattamente come le pensi nella tua mente.