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Un agricoltore passeggia per i campi: calpesta, a terra, una vipera rigida, mezza morta a causa dei venti. Non uccide l'animale malvagio, ma, nella fattoria, lo appoggia presso il focolare, dove cura il malanno della vipera; presto la viperarecupera la vita, ma non cambia l'indole malvagia: infatti, in maniera ingiusta, uccide l'agricoltore. Ormai l'agricoltore muore (lett. : spira l'anima, rende l'anima, emette l'ultimo respiro"), e, con grande tristezza, esclama: Non muoio senza una giusta ragione, infatti ho concesso la vita ad un animale irriconoscente.
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Dopo aver sedato le guerre civili nel mondo intero, si diresse in patria, dove celebrò il trionfo di gran lunga più magnifico di tutti, e raggiunse il massimo prestigio. Abbellì Roma con bellissimi monumenti e governò lo Stato con altissima saggezza. Più generoso che avveduto, accordò il perdono anche a parecchi rivali. Dopo breve tempo, però, cominciò a comportarsi piuttosto arrogantemente e contro la tradizione della libertà Romana: difatti conferiva cariche a sua discrezione e non adoperava rispetto nei confronti del senato. A quel punto, molti senatori e cavalieri romani ordirono una congiura contro Cesare; alle Idi di Marzo la moglie aveva avvertito invano il marito di rimanere in casa, Cesare, però, non tenne in conto le parole della consorte e si affrettò verso la Curia, dove Bruto e Cassio, con pochi alleati, assassinarono il dittatore con dei pugnali, davanti alla statua di Pompeo.
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Si leggono molti racconti riguardo alla vita degli uomini e degli animali. Un pastore anziano pascolava un asinello in un prato. Egli viene spaventato dall'improvviso schiamazzo dei nemici, ed esorta l'asino alla fuga. Ma l'asino non presta attenzione alle parole dell'anziano, avanza lentamente, e dice al padrone: Io non temo i nemici. Infatti sarò catturato dai nemici, cambierò il nome del padrone, ma sarò sempre uno schiavo. Un dominio nuovo è un dominio sempre triste.
Post Ancum Marcium bellicosus Lucius Tarquinius Priscus regnum Romanum occupat et imperium accipit .
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Dopo Anco Marzio, il bellicoso Tarquinio Prisco occupa il trono Romano e prende il potere. Tarquinio sconfigge i coraggiosi Latini e i feroci Sabini, ed unisce vasti terreni al territorio di Roma. Per l'intero popolo Sabino fu letale: infatti espugna molte città dei Sabini, ed assegna ai Romani i terreni di tutto il territorio dei Sabini. Tarquinio si dedica non soltanto alle guerre con i Sabini, ma anche alle questioni pubbliche. Per giunta raddoppia il numero dei senatori, costruisce un circo a Roma, istituisce gli spettacoli "Romani", costruisce le mura e le fognature, costruisce molti edifici al centro del Foro, avvìa un tempio sul Campidoglio.
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Una leonessa ed una lupa, compagne di caccia, mentre camminano in un bosco, vedono una cerva sulla sponda di uno stagno. La bestia pacifica, inconsapevole dell'agguato, bruca l'erba e beve l'acqua limpida. A quel punto, la preda risveglia l'indole malvagia degli animali feroci, ed è causa di invidia e di discordia. Infatti, la leonessa esclama con grande sfacciataggine: Io rivendico la preda intera, infatti io sono la regina delle belve. Ma la lupa risponde minacciosamente: O compagna ingorda, io non temo la tua arroganza: la cerva è la mia preda. Mentre le belve, spinte dall'ira, incominciano una violenta lotta, la cerva, con la fuga, evita il pericolo, e si salva la vita. Frattanto si avvicina un'orsa, placa la zuffa, e rimprovera le belve sciocche: O mie amiche, la vostra stupidità è grande: non soltanto la cerva ormai è salva, ma voi siete piene di ferite!