Traianus ceteros imperatores clementia et iustitia anteiit. Olim dum ad bellum it et postquam iam in
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Traiano, in fatto di clemenza e giustizia, superò tutti gli altri imperatori. Un giorno, mentre si recava ad una guerra, e quando ormai era già montato sul cavallo, una certa vedova, sfinita dagli anni e dai dolori, si gettò ai piedi di lui, e, piangendo, lo pregò di vendicare la morte del figlio. Allora l'imperatore, poiché si affrettava ad uscire da Roma, rispose: Quando sarò ritornato dalla guerra, ti renderò giustizia! Ma la vedova, girando attorno al cavallo dell'imperatore, disse: Qualora non sarai ritornato, chi mi renderà giustizia? Rispose Traiano: Se sarò morto in guerra, ti darà soddisfazione il mio successore. Ma quella: Cosa gioverà a te, se qualcun altro avrà agito bene? Tu mi sei debitore, pertanto l'altrui giustizia non ti libererà (dal debito). Non andare via prima che tu mi abbia reso giustizia! Scosso da queste parole, Traiano scese dal cavallo, e ritornò dentro Roma, ascoltò l'umile vedova, e le rese giustizia.
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Ti amo, ti apprezzo, sarò sempre vicino a te con l'anima e la mente: tu infatti, o cara, mi hai ridestato da un torpore mortale, tu mi hai dato la speranza, la fiducia, la salvezza dell'anima, tu non hai rifiutato di dividere con me gli interessi, i pericoli, la povertà, tu sei la mia vita. Ora tutti vogliono per noi ogni bene; tutti desiderano conoscerci, stare sempre in mezzo a noi, chiedere aiuto a noi, amarci: grazie a te noi ora siamo conosciuti, grazie a te noi siamo una cosa amabile, desiderabile, fortunata. Posso dire a te nuovamente: sei la mia vita e ti ringrazio.
Erant inter Athenienses et Peloponnesios veteres simultates. Peloponnesii ob gravem annonae egestate
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Tra gli Ateniesi e i Peloponnesiaci c'erano antiche rivalità. I Peloponnesiaci, a causa di una pesante carestia di raccolto, giungono nell'Attica, scacciano gli abitanti, e piazzano l'accampamento nelle vicinanze della città. A questo punto inviano degli ambasciatori a Delfi, e consultano gli oracoli in merito alla vittoria della guerra. L'oracolo risponde in questa maniera: Sarete i vincitori, ma non dovrete uccidere il re degli Ateniesi. Per questo motivo i Peloponnesiaci, prima di tutte le cose, raccomandano ai loro soldati la tutela del re. All'epoca il re degli Ateniesi era Codro. Egli viene a sapere il responso del dio e le indicazioni dei nemici, sveste l'abito regale, ed entra cencioso nell'accampamento dei nemici. Lì un soldato veniva ferito con una falce dal re: ed il soldato, adirato, uccide Codro con la spada. A questo punto i Peloponnesiaci riconoscono il corpo del re, e, memori dell'oracolo, se ne vanno senza combattere (lett. : "senza battaglia"). E così, il re Codro, grazie al valore, cerca la morte in cambio della salvezza della patria, e libera gli Ateniesi dalla guerra.
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Mentre si combatte la guerra in Spagna contro Sertorio, sessantaquattro schiavi fuggirono da una scuola gladiatori, sotto la guida di Spartaco, e rubarono delle spade dalla città di Capua; all'inizio si diressero verso il monte Vesuvio, poi, crescendo di giorni in giorno la moltitudine, afflissero l'Italia con accidenti gravi e vari. E il loro numero crebbe così tanto, che novantamila uomini si opposero all'esercito Romano. M. Crasso ebbe il merito della vittoria, ed egli stesso, presto, con il consenso di tutti fu eletto capo dello Stato.
Fuit olim homo pauperrimus qui, senectute et morbo defatigatus, in humillima domo solus vivebat, sin
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Ci fu, un tempo, un uomo poverissimo che, sfiancato dalla vecchiaia e dall'infermità, viveva solo in un'umilissima dimora, senza moglie e figli, portava abiti pessimi, mangiava cibi di bassissimo prezzo e non aveva alcuna speranza di miglior fortuna. Durante l'intera giornata tagliava pezzi di legno nel bosco, la sera portava la fascina dei pezzi di legno nella misera capanna. Una volta, sfinito dal cammino e dal pesantissimo sforzo, depose a terra il carico e sedette sui pezzi di legno. Guardò le bellissime ville delle persone ricche e si lamentò: Tutti gli altri uomini vivono una vita molto più fortunata; nessuna condizione è più dura della mia. Quindi invocò la morte. La morte con la sua falce si precipitò e disse all'anziano: Che cosa desideri, o amico? A quel punto il vecchio, atterrito dall'aspetto della morte, ripose in questa maniera: Forniscimi aiuto: appoggia di nuovo sulle mie spalle la fascina dei pezzi di legno. Per gli uomini davvero alcun bene è più caro della vita.
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