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Nella pace fioriscono le arti e le lettere, l'agricoltura cresce, il commercio aumenta (lett. : "viene accresciuto"). In pace nessuno teme alcuna cosa per la propria vita; il pericolo dei nemici non atterrisce l'animo di nessuno; il timore di uccisioni o percosse non porta angustie a nessuno; l'insicura speranza del futuro non tormenta nessuno. In guerra, invece, non c'è niente di sicuro, niente di piacevole, niente di sicuro, e nessuno può rivolgere la mente con tranquillità alle proprie occupazioni. In guerra gli animi sono infiammati dagli odi, i corpi degli uomini sono lacerati dai colpi e dalle ferite, le case sono riempite dai lutti e dalle lacrime, i costumi dei cittadini vengono corrotti, e la vita o i beni di nessuno sono al sicuro, ma sempre nel timore e nel pericolo.
Solon Atheniensis in magna veneratione apud suos cives erat: nam multis virtutibus praeditus erat ma
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L'Ateniese Solone era (tenuto) in grande rispetto tra i suoi concittadini: infatti egli era provvisto di molte qualità, governava Atene con grande accortezza, e la faceva crescere per mezzo di nuove leggi. E così, con animo imparziale, risolveva le discordie dei cittadini: infatti, da Solone, la giustizia veniva praticata con animo appassionato. Poi lasciava la città, e navigava alla volta dell'Egitto e di Cipro, e, dopo lunghi viaggi attraverso le città dell'Asia, ritornava in patria. Nel frattempo, Pisistrato, un cittadino di grande intelligenza, ben provvisto di ricchezza, e pieno di astuzia, desiderava il potere assoluto, e faceva spesso richiesta di guardie del corpo. Solone comprendeva il piano segreto di Pisistrato, e spesso avvertiva i propri concittadini in questa maniera: Dovrete essere cauti! Se Pisistrato avrà ottenuto le guardie del corpo, priverà gli Ateniesi della libertà. Gli Ateniesi però non prestavano ascolto alle parole di Solone, e acconsentivano alle richieste di Pisistrato. E così Pisistrato, insieme a pochi compagni, occupava con l'inganno la rocca, e, nel giro di breve tempo, stabiliva la tirannide ad Atene. Tuttavia era un capo saggio: riempiva Atene di edifici magnifici, e la arricchiva di molti templi di marmo. Inoltre, sotto il governo di Pisistrato, prosperavano l'agricoltura, l'artigianato e il commercio, anche se i cittadini erano privati della libertà.
Licet – inquit – omnia concesserint in unius dicione, terrae legionibus custodiantur, maria classibu
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Ammettiamo pure – disse – che tutte le cose si siano arrese a quest'unico uomo, che le regioni siano sorvegliate dalle legioni, e che i mari siano sorvegliati dalle flotte, e che un soldato cesariano controlli (tutte) le porte: Catone ha per dove uscire; con una sola mano aprirà un'ampia via alla libertà. Codesta spada, intatta e innocente anche nella guerra civile, produrrà finalmente opere buone e nobili: darà a Catone la libertà che non è riuscita a dare alla patria.
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In seguito, dopo numerosi re, attraverso la linea di successione, il regno ricadde su Astiage. Questi, spaventato da una profezia, decise di assassinare il proprio nipote bambino. Il bambino che era nato venne affidato ad Arpagone, amico e partecipe dei segreti del sovrano, affinché fosse ucciso. Egli affidò il fanciullo a un pastore del bestiame regio, che andò rapidamente nel bosco per abbandonare il fanciullo. Casualmente, nello stesso periodo, era nato un figlio anche allo stesso pastore. Pertanto la moglie di lui pregò con grandissime suppliche che il marito le facesse vedere il nipote del sovrano. Stanco di queste preghiere, il pastore ritornò nel bosco, e scoprì, accanto al bambino, una cagna che porgeva le mammelle al piccolo e che lo proteggeva dagli animali selvatici. Mosso anch'egli a compassione, portò il fanciullo in una stalla. E quando la moglie lo prese in braccio, sul viso di lui comparve un dolce sorriso. Allora la moglie desiderò allevarlo. E così il fanciullo, che era destinato a privare il nonno del regno, fu educato fra i pastori.
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L'uomo sano deve avere uno stile di vita vario: ora (deve) essere in campagna, ora (deve) trascorrere la vita in città. È vantaggioso navigare, coltivare i campi, recarsi spesso in palestra, riposare di tanto in tanto, allenarsi. Infatti, la pigrizia indebolisce il corpo, la fatica lo rafforza. La pigrizia rende la vecchiaia precoce, la diligenza rende lunga la giovinezza. Senza esercizi il corpo si lascia andare, e i corpi, senza la fatica, invecchiano rapidamente e si ammalano.
- Athenae poetarum et athletarum magnam copiam adnumerant. Athletae cotidie in palaestris se exercent
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- Quondam Gyges, Lydorum rex, legatos misit Delphos et Apollinis oraculum interrogavit: Quis est morta