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Trascorro la vita nella grande isola della Sicilia. (Essa) è una provincia di Roma ed il granaio dell'Italia. La terra, fertile e ridente, fornisce agli abitanti grande abbondanza di olive e di uve. Gli abitanti sperimentano sempre venti benefici. Le leonesse, le pantere, le vipere e tutte le altre belve non infestano i boschi. Agricoltori e marinai elogiano sempre la Sicilia. Gli abitanti accumulano e conservano una grande ricchezza. I poeti celebrano spesso la laboriosità e lo zelo degli agricoltori, la temerarietà dei marinai, la parsimonia degli abitanti. Gli abitanti venerano molte dèe: troverai sempre corone sugli altari delle dée.
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Temistocle, dopo la vittoria di quella guerra che ci fu con i Persiani, disse in un'assemblea che egli aveva un piano vantaggioso per lo Stato, e chiese che il popolo gli assegnasse qualcuno fidato al punto che egli potesse consultarsi con lui. Il popolo gli assegnò Aristide. A costui quello (Temistocle) rivelò il piano. Temistocle desiderava che gli Ateniesi, di nascosto, incendiassero la flotta degli Spartani, in maniera tale che potessero debellare le forze armate degli Spartani. Dopo che Aristide aveva ascoltato questa cosa, con grande attesa (nel senso di: "fortemente atteso") si recò in assemblea, e disse: Il piano di Temistocle è vantaggioso, ma in alcun modo onesto. E così avvenne che gli Ateniesi respingessero quella proposta.
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Un capretto si dirigeva verso un ovile ubicato in un villaggio. Casualmente incontrò un lupo, ma lo beffò facilmente. Infatti anche il lupo si dirigeva al villaggio, e vide il capretto, sicuro, tra le pecore. Il predatore infaticabile aveva deciso di ucciderlo, e, senza perdere tempo, disse così: In tutti i templi una morte ingiusta bagna la terra del sangue degli animali (cruentat: "bagna di sangue"). Se avrai trovato rifugio insieme a me, in un campo sicuro, non morirai davanti ai templi. Il capretto ascoltò le parole del lupo ma non approvò il suo consiglio. Poi rispose: Verserò sangue per gli dèi, ma non sazierò la pancia di un lupo rabbioso. La favola insegna: se gli esseri umani saranno stati posti dinnanzi ad una duplice infausto pericolo, sceglieranno la morte gloriosa, e disdegneranno la morte disonorevole.
Rhea Silvia geminos filios gignit. Amulius ferus Rheae patruus regnum occupat et pueros in fluvii ..
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Rea Silvia partorisce (due) figli gemelli. Amulio, il crudele zio di Rea, occupa il trono, ed abbandona i due fanciulli sulla riva del fiume. Ma gli dèi risparmiano i gemelli sventurati: infatti, prima una lupa nutre i fanciulli, poi Faustolo, il bovàro reale, li trova e li alleva nella propria piccola capanna. Romolo e Remo da adulti uccidono Amulio e restituiscono il potere al nonno. Successivamente fondano una città sul Palatino, ma hanno un litigio riguardo al potere, e Romolo uccide Remo. Poi chiama la nuova città "Roma". I primi abitanti di Roma si radunano dai luoghi vicini, abitano in piccole capanne, pascolano agnelle e capre nei campi e nei boschi, coltivano i campi. Essi non hanno né oro, né argento, né ricchezza, ma conducono una vita onesta e morigerata. Ma i Romani non hanno le donne. Allora Romolo decide di rapire le fanciulle dei Sabini, un popolo limitrofo. A causa dell'offesa, i Sabini dichiarano guerra ai Romani, ma le donne placano il litigio, e rimangono con piacere a Roma; e così i Romani formano un unico popolo con i Sabini.
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Le padrone e le ancelle Romane, con la sacra mola, sacrificavano vittime (lett. : vittime e vittime) sugli altari delle dée e pregavano le dée con grande assiduità. Costruivano molti altari di Diana, di Minerva, di Proserpina e di Vesta, e a Roma c'era grande abbondanza di statue delle dèe.
- Tanta vis honestatis ut speciem utilitatis obscuret. Athenienses, quoniam Persarum impetum ...
- Puella Lydiae, quam Arachnen appellabant, summa industria saepissime telas texebat et splendidissime
- Caesarem assidentem conspirati, specie salutationis, circumsteterunt et Cimber Tillius ...
- Resistendum, Laeli et Scipio, senectuti est, eiusque vitia diligentia compensanda sunt; tamquam cont