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I flautisti, dal momento che i censori vietarono loro di consumare il cibo nel tempio di Giove, cosa che era stata anticamente tramandata, dal momento che sopportavano malvolentieri ciò, se andarono tutti insieme (uno agmnine = "in blocco") a Tivoli. E così a Roma non c'era nessuno che accompagnasse con la musica i sacrifici. Il carattere sacro di quel problema preoccupò i senatori, i quali inviarono dei portavoce a Tivoli, affinché facessero in modo che quegli uomini fossero restituiti ai Romani. Gli abitanti di Tivoli supplicavano i flautisti di ritornare a Roma; poiché quelli non volevano, in un giorno di festa li invitarono per un banchetto, e, riempitili di vino, di cui quella categoria (la categoria dei flautisti) era decisamente ingorda, li fecero addormentare, e così, dopo che erano stati sopraffatti dal sonno, li gettarono su dei carri, e li trasportarono a Roma. Tutti accorrevano da tutte le parti pervedere i flautisti e chiedevano insistentemente che essi rimanessero a Roma. E così, a coloro che accompagnavano con la musica le cerimonie religiose, venne restituito il diritto di mangiare nel tempio.
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L'imperatore Nerone da fanciullo toccò pressappoco tutte le arti liberali. E così, versato nell'arte poetica, compose poesie con piacere e senza sforzo, e non diffuse, come alcuni pensano, poesie d'altri come se fossero le proprie. Infatti io stesso ho visto tavolette e libretti con noti versi scritti di sua mano. Là molte cose erano state sia cancellate, sia inserite, sia sovrascritte. Nerone ebbe anche una passione non comune per la pittura e la scultura.
Philippus, Macedonum rex, aliquot oratores ab Atheniensibus petiverat quia pacem cum Atheniensibus .
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Filippo, il re dei Macedoni, aveva chiesto agli Ateniesi alcuni oratori, poiché desiderava stipulare la pace con gli Ateniesi. Allora Demostene, un famosissimo oratore, che era ostile a Filippo, narrò ai suoi concittadini questo racconto: Un tempo i lupi inviarono ai pastori degli ambasciatori, i quali dissero: Mettete da parte le vecchie inimicizie e stipulate con noi un patto di amicizia! Infatti i nostri animi saranno facilmente riconciliati se consegnerete a noi i cani, nei quali è la causa dei litigi. Allora i pastori stettero ai patti, e per speranza di sicurezza, consegnarono quelli che avevano come custodi fedeli delle proprie pecore. E così i lupi divorarono tutte le greggi. Demostene disse così: I cani sono i custodi del gregge, gli oratori sono i custodi della libertà. Anche Filippo chiede agli Ateniesi gli oratori poiché vuole sottomettere la città.
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Elogiare gli avvocati antichi è una cosa giusta. Essi, che erano soliti confutare i crimini in maniera chiara, e difendere con abbondanza di argomenti le cause degli imputati, vengono elogiati meritatamente e a buon diritto; quelli, senz'altro, hanno primeggiato su questi difensori di oggigiorno, non soltanto grazie al talento, ma anche grazie alla buona sorte: all'epoca, infatti, nessuno commetteva una colpa in maniera tale da non lasciare spazio alla difesa; nessuno viveva in maniera tale che nessun aspetto della sua vita fosse privo di una gravissima turpitudine. nessuno, infine, era sfacciato al punto da negare la colpa: infatti stare alla larga dalla colpa è caratteristico dell'uomo onesto.
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I Romani coltivavano i giardini con grande attenzione. Galba aveva dei giardini sulla via Aurelia; un tempo sul Pincio c'erano i giardini Sallustiani; Columella ricorda i vasti giardini di Ortensio, Svetonio elogia quelli di Mecenate. Giulio Cesare abbelliva giardini splendidi e sontuosi con statue antiche, dipinti, vasche di marmo per pesci e padiglioni ombrosi. I giardini avevano un aspetto fatto con arte. Nel parco c'era una grande abbondanza di tigli, lauri, cipressi, platani; nel frutteto verdeggiavano peri, meli, fichi, ciliegi e mandorli. Nel vivaio i Romani custodivano aquile, galline, capre, elefanti, cervi ed orsi vivi; nel roseto c'erano i fiori delle rose, nell'aiuola delle viole c'erano i fiori delle viole. L'acqua corrente delle fontanelle irrigava le erbe, e cibo delicato nutriva le murene nelle vasche per i pesci.
- Poetae agricolae villam magnam visitat. Agricola in stabulis ...
- Agamemnon ab Achille Briseidam captivam abduxerat. Quare Achilles ob iram proelio abstinuit ...
- Helvetii, cum angustos fines se habere arbitrarentur novasque sedes occupare cuperent ...
- Furius Camillus oppidum Falerios obsidebat; tunc ludi magister multos nobiles pueros extra moenia se