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Matronae Romanae honorabant Minervam deam sapientiae Dianam deam lunae et silvarum Vestam deam familiae; eis aras dicabant agnas immolabant statuas violarum et rosarum coronis ornabant ...
Le matrone Romane veneravano Minerva, la dea della conoscenza, Diana, la dea della luna e dei boschi, Vesta, la dea della famiglia; ad esse dedicavano altari, sacrificavano vittime, (ne) abbellivano le statue con corone di viole e di rose. A Minerva era sacra la civetta, a Diana la cerva, a Vesta il focolare perpetuo. Minerva, dea bellicosa, che gli abitanti di Atene amavano poiché aveva donato loro l'ulivo, indossava una lancia e un elmo. Diana, figlia di Latona, percorreva i boschi insieme alle ninfe e con le frecce colpiva le bestie feroci. . Nelle ore notturne la stella dedicata a Diana illuminava i boschi bui. Le Vestali votavano la vita alla custodia della fiamma di Vesta, che l'intera famiglia venerava.
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Columba dum lavat alas in fovea videt in foveae aqua formicam ...
Una colomba, mentre si lava le ali in un fossato, vede una formica nell'acqua del fossato. La povera formica piange e implora l'intervento della colomba. Allora la colomba offre un filo d'erba all'insetto e salva la formica. Successivamente un agricoltore, presso la sua fattoria, vede la colomba e prepara una freccia: infatti vuole uccidere la colomba oppure donarla viva ai figli e alle figlie. Infatti l'agricoltore ha dei figli e delle figlie nella sua fattoria. Ma mentre l'agricoltore riflette, la formica riconoscente si avvicina e morde l'agricoltore. L'agricoltore allora, a causa del dolore, lascia cadere la freccia e la colomba vola via.
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In Italia multae silvae sunt ...
In Italia ci sono molti boschi. Corone di boschi circondano spesso le capanne degli agricoltori; nei boschi cantano gli usignoli, le allodole, le civette; gli agricoltori amano i boschi pieni di ombre. La vita di campagna all'interno dei boschi è cara ai poeti. O fanciulle, celebrate la gloria dei boschi e donate alla vostra maestra le verdure di bosco, le rose e le viole! Con la verdura, la rosa e la viola abbellite gli altari delle dee! I boschi anticamente erano sacri a Diana.
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Olim garrula cicada in frondosa silva canebat laboriosa formica autem assidue laborabat ...
Un giorno una cicala canterina cantava in un bosco frondoso, invece una formica laboriosa lavorava assiduamente. La cicala vede la formica e biasima in questa maniera l'operosità dell'insetto: O sciocca formica, perché sprechi la tua vita nel lavoro? Io viceversa riposo all'ombra, trascorro una vita tranquilla e senza preoccupazioni e allieto i contadini. Ma la formica diligente disprezza la pigrizia della cicala, e non si preoccupa della sfrontatezza, ma persevera nel suo lavoro. Quando però arriva l'inverno, grazie alla precedente laboriosità la formica ha una grande abbondanza di briciole e vive con gioia; la cicala, viceversa, a causa della sua negligenza, non ha i cibi e si trova in miseria. Allora implora la formica: Ti prego, dammi poche briciole, poiché sono affamata. Ma la formica risponde alla cicala imprevidente: Prima cantavi, ora balla!
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Diana Latonae filia casta dea et regina silvarum erat ...
Diana, figlia di Latona, era una dea casta e la sovrana dei boschi. Infatti viveva nei boschi insieme alle ninfe, amava in modo particolare i boschi ombrosi, portava frecce aguzze ed uccideva le crudeli bestie feroci. Era anche la protettrice di Roma. Ma la dea aveva tre aspetti: Diana sulla terra, la Luna nel cielo ed Ecate negli Inferi. Perciò chiamavano la dea "Trivia" e la veneravano nei crocicchi. La cerva era sacra a Diana. Come la dea Minerva, così anche Diana amava la pudicizia, e proteggeva le fanciulle prima delle nozze. Invece Era, la sovrana delle dee, era la protettrice delle nozze e delle matrone. I Romani dedicavano molte belle statue a Diana, ad Era e a Minerva: costruivano anche altari e le fanciulle diligenti offrivano spesso corone di rose e di viole alle dee.