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Post Ancum Marcium obtinet regnum Priscus Tarquinius ...
Dopo Anco Marzio, assume il potere Tarquinio Prisco. Tarquinio, uomo bellicoso, dichiara guerra ai Latini. Sconfigge i Sabini. Fu rovinoso per tutto il popolo Sabino: infatti espugnò Collazia, una città dei Sabini, catturò molti abitanti, nei campi Sabini raccolse un ricco bottino. Assegnò i campi di Collazia al territorio di Roma. Poi Tarquinio strinse un'alleanza con i popoli vicini. Fortificò Roma con un muro di pietra, costruì delle fognature, avviò il Campidoglio.
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Equus ornatus freno ex auro atque argento et sella pretiosa occurrit asino in angusto loco ...
Un cavallo, equipaggiato con una briglia d'oro e d'argento, e con una sella preziosa, va incontro ad un asino in un passaggio stretto. L'asino, stanco e gravato da una grande bisaccia, cedeva lentamente il passo al superbo animale da soma. Allora il cavallo rimproverò l'asino in maniera arrogante e minacciosa. Il povero asinello sopportò le ingiurie e restò zitto, ma in silenzio invocò la vendetta degli dei. Successivamente il cavallo, fiaccatosi correndo, divenne magro a causa della negligenza del padrone e dei servitori. Il padrone lo assegnò ad una fattoria di campagna, dove l'animale da soma trasportava sterco, e non utilizzava ornamenti d'oro, ma rustici e sporchi. Un giorno l'asinello, pascolando in un prato, vede il cavallo, ormai malato e derelitto. Allora esclama così: Dove sono, o amico, quei tuoi ornamenti preziosi? Dov'è la superbia e l'arroganza?
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Inter antiquorum deos Neptunus Saturni et Rhea filius aquarum imperium habebant ...
Tra gli dei antichi, Nettuno, figlio di Saturno e di Rea, deteneva il governo delle acque. Perciò era il signore non soltanto del mare, ma anche dei fiumi, dei torrenti, degli stagni e delle lagune; tuttavia il mare vasto e profondo era il regno principale e primario del dio. Gli antichi collocavano la dimora di Nettuno in un palazzo azzurro, splendido per via delle gemme e delle perle. Da lì il signore dell'Oceano si spostava e con un carro percorreva spazi smisurati. Tiravano il carro divino dei cavalli marini; i cavalli avevano criniere azzurre, zoccoli di bronzo, occhi feroci. Il dio aveva una corona regale, con la mano sinistra teneva le briglie, con la destra una fiocina, simbolo del potere.
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Olim dum asinus in prato otiosus errat repente lupum videt ...
Un giorno, mentre un asino vaga ozioso in un prato, vede improvvisamente un lupo. L'asino non scappa, ma zoppica per finta e versa molte lacrime. Allora il lupo si avvicina all'asino e dice: Salve o amico, perché sei tanto triste?. Nel Calcagno – risponde l'asino – sento una spina dolorosa, e non riesco a camminare. Toglila, o lupo! Il lupo annuisce e già considera l'asino una sua preda. Ma, mentre il lupo ricerca la spina nel calcagno, all'improvviso l'asino scalcia violentemente e rompe le mascelle del lupo. In questo modo, spesso con l'inganno la vita è salva.
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Vita rustica laboriosa est sed agricola sedulus animum quietum serenumque habet ...
La vita di campagna è laboriosa, ma l'agricoltore diligente ha l'animo calmo e sereno. Sotto l'ombra di un pioppo ombroso giace il figlio dell'agricoltore e canta una filastrocca. Le figlie raccolgono l'aneto profumato, viole olivastre e candidi gigli, e li appoggiano con canestri pieni davanti agli altari delle Ninfe. Intrecciano belle corone con il lauro e il mirto. L'agricoltore bravo e laborioso non ricerca la ricchezza, non trascura i campi ridenti. L'agricoltore stanco nella stagione estiva indulge nel sonno presso i torrenti, dove erbe delicate ricoprono le sponde. L'agricoltore solca diligentemente i campi con il robusto aratro, insieme al figlio raccoglie i frutti maturi. Ormai scendono silenziose le ombre della sera; il fanciullo conta i capretti e i capri e alla fine, dopo le prolungate preoccupazioni, rivede il tetto della piccola capanna. Ormai i prati ridenti e i boschi tacciono, e le cime dei tetti delle fattorie fumano.