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Stratagemma di Alessandro
versione di latino di Curzio Rufo Versione da Le ragioni del latino 2 Alexander inops consilii tandem ad fallendum hostem talem dolum intendit. Erat insula in flumine amplior ceteris, silvestris eadem et tegendis insidiis apta. Fossa quoque praealta haud procul ripa, quam tenebat ipse, non pedites modo sed etiam cum equis viros poterat abscondere. Igitur ut a custodia huius opportunitatis oculos hostium averteret, Ptolomaeum omnibus turmis obequitare iussit procul insula et subinde Indos clamore terrere, quasi flumen transnaturus foret. Per complures dies Ptolomaeus id fecit eoque consilio Porum quoque agmen suum ei parti, quam se petere simulabat, coegit advertere
Traduzione dell'utentemicaela96
Alessandro, sprovvisto del consiglio, finalmente escogitò un'astuzia per ingannare tale nemico. In un fiume c'era un' isola più grandedelle altre, coperta di boschi e adatta a nascondere trappoile, potè nascondersi non solamente con i fanti, ma anche con gli uomini a cavalloin una fossa profondissima non lontano dalla riva che quello occupava. Allora, per distogliere gli ochhi dei nemici a custodia della sua posizione favorevole, ordina a Tolomeo di cavalcare con tutte le schiere lontano dall'isola, e immediatamente atterrire gli indiani con schiamazzi, quasi che il fiume stia per straripare. Per parecchi giorni Tolomeo fece questo, e con il suo consiglio costrinse i nemici a volgersi da quella parte, su cui lui faceva finta di dirigersi. Traduzione di altro utente
Alessandro indeciso su cosa fare alla fine architettò questo inganno per mettere fuori pista il nemico. Sorgeva nell’isola una più ampia delle altre nel fiume, con tanta vegetazione idonea a tendere un agguato(e c'era) anche un fosso molto profondo, non lontano dalle rive che lui occupava, poteva nascondere non solo soldati a piedi, ma anche cavalieri (lett. uomini con i cavalli). Poi per svicolare agli occhi dei nemici dalla sorveglienza di questo luogo propizio, intimò a Tolomeo di andre a cavallo lontano dall’isola con tutte le squadre e di distrarre gli India con ininterrotti clamori, come se avesse intenzione di oltrepassare il fiume.
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Le ragioni del latino vol. 2 n. 70 pag. 140
Caloris ac frigoris patientia par; cibi potionisque desiderio naturali, non uoluptate modus finitus; uigiliarum somnique nec die nec nocte discriminata tempora; id quod gerendis rebus superesset quieti datum; ea neque molli strato neque silentio accersita; multi saepe militari sagulo opertum humi iacentem inter custodias stationesque militum conspexerunt. Vestitus nihil inter aequales excellens: arma atque equi conspiciebantur. Equitum peditumque idem longe primus erat; princeps in proelium ibat, ultimus conserto proelio excedebat. Has tantas uiri uirtutes ingentia uitia aequabant, inhumana crudelitas, perfidia plus quam Punica, nihil ueri, nihil sancti, nullus deum metus, nullum ius iurandum, nulla religio.
sopportava ugualmente caldo e freddo e, quanto al cibo e alle bevande, seguiva non il suo piacere ma le semplici esigenze naturali. Dormiva e vegliava non secondo il ritmo del giorno e della notte, ma semplicemente riservando al riposo il tempo che i suoi incarichi gli concedevano; non aveva poi bisogno di un morbido giaciglio o di silenzio e non era infrequente vederlo disteso terra, tra gli avamposti e le stazioni di guardia, avvolto in un mantello di ordinanza. L'abbigliamento non lo distingueva affatto dai pari grado, mentre ben evidenti erano i suoi cavalli e le sue armi. Era di gran lunga il migliore tra i cavalieri, ma anche tra i fanti; il primo ad affrontare la battaglia, l'ultimo ad andarsene. Ma in un uomo di tali qualità e valore, la contropartita era data da vizi immensi: una crudeltà mai vista in altra persona, una slealtà che lo rendeva peggiore della sua stessa origine cartaginese, disprezzo per le cose più vere e più sacre, spregio assoluto per gli dèi, per i giuramenti, per i vincoli religiosi.
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Sicinium Dentatum, qui tribunus plebi fuit Sp. Tarpeio A. Aternio consulibus, scriptum est in libris annalibus plus, quam credi debeat, strenuum bellatorem fuisse nomenque ei factum ob ingentem fortitudinem appellatumque esse Achillem Romanum. Is pugnasse in hostem dicitur centum et viginti proeliis, cicatricem aversam nullam, adversas quinque et quadraginta tulisse, coronis donatus esse aureis octo, obsidionali una, muralibus tribus, civicis quattuordecim, torquibus tribus et octoginta, armillis plus centum sexaginta, hastis duodeviginti; phaleris item donatus est quinquies viciesque; spolia militaria habuit multiiuga, in his provocatoria pleraque; triumphavit cum imperatoribus suis triumphos novem.
Sicinio Dentato, che fu tribuno della plebe sotto il consolato di Spurio Tarpeio e Aulo Aternio, fosse guerriero incredibilmente strenuo, che ricevette un soprannome per la forza straordinaria, e venisse chiamato l'Achille romano. Si dice che egli abbia combattuto in centoventi battaglie, non sia mai stato ferito a tergo e ben quarantacinque volte per davanti, avesse ricevuto otto corone auree, una corona ossidionale, tre murali, quattordici civiche, ottantatré collari, più di centosessanta bracciali, diciotto giavellotti; ricevette anche venticinque falere; ebbe numerose spoglie militari, quasi tutte per nemici da lui sfidati; partecipò nove volte agli onori del trionfo con i suoi generali.
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"il leone e la zanzara" pag 140 del libro le ragioni del latino 1
un giorno una zanzara, per le brutte parole di un leone, re degli animali lo provocò così: tutti gli animali temono la tua forza e obbediscono alla tua volontà. Io al contrario sono piccola << io disprezzo le tue forze>>. Così tra la zanzara e il leone ebbe inizio la battaglia. Il leone lottava con le unghie e con i denti, emetteva un terribile rugito, guardava la zanzara con occhi crudeli, ma tutti i tentativi erano vani. infine la speranza abbandonò il leone. La zanzara volò via superba ma cadde dentro una ragnatela e perse la vita
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Frasi le ragioni del latino 2 esercizio 126 pagina 63
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7 interessando al re ottenere presto la pace, furono mandati a Roma ambasciatori esperti e prudenti
cum regis pacem obtinere interesset, Romam legati periti ac prudentes missi sunt
8 Uno scrittore antico scherzosamente diceva che c'è differenza fra la pace e la guerra come fra il miele e il fiele
antiquus scriptor facete aiebat tam interesse inter pacem et belli quam inter mel et fel.
9 è proprio del buon cittadino dire che a lui importa soprattutto la reputazione della città
est boni civis dicere sua maxime interesse ut civitas honesta sit
10 La natura, a giudizio di Teofrasto, ha sbagliato: ha dato una vita assai lunga ai corvi e alle cornacchie, ai quali ciò nulla interessa, e ha dato una vita assai breve agli uomini, ai quali è sempre importato vivere a lungo.
Natura, Teophrasti sententia, erravit : vitam longissimam corvis et cornicibus, quorum nihil id interest, dedit, atque brevissimam hominibus, quorum semper interfuit diu vivere.