Postquam divitiae honori esse coeperunt et divitias gloria, imperium, potentia sequebantur, hebesceb
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Dopo che la ricchezza cominciò ad essere (motivo di) onore e la gloria, il potere e l'autorità cominciarono a seguirla, la virtù si infiacchiva, l'indigenza era considerata come una vergogna, la moralità era ritenuta malevolenza. Perciò, (originati) dalla ricchezza, l'amore per il lusso e la cupidigia invasero la gioventù, insieme alla presunzione: i giovani rapinavano, sperperavano, bramavano i beni degli altri, non praticavano mai la discrezione e il pudore; le cose umane e quelle divine erano indistinte. Vale la pena, quando avrai visto le abitazionie le ville edificate alla maniera di città, andare a visitare i templi degli dei, che hanno costruito i nostri avi, uomini pii. I nostri antenatiperò decoravano i santuari degli dei con la pietà, e le proprie abitazioni con la gloria. Oggi, al contrario, i Romani, uomini vili, per estrema scelleratezza portano via i beni agli alleati. Sono stati spianati monti, sono stati interrati mari da molti privati cittadini per i quali la ricchezza è come un gioco. Ma si era diffusa la smania di adulterio e di gozzoviglia: la gioventù, una volta che la ricchezza del padre era venuta a mancare, era indotta ai delitti e alla disonestà: difficilmente l'animo resisteva ai piaceri.
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L'Italia, la regina delle province di Roma, è una penisola grande e illustre. La Sicilia e la Sardegna sono isole dell'Italia. L'isola di Sicilia, patria di graziose fanciulle, è grande. Gli abitanti della Sicilia sono agricoltori, marinai e poeti. Claudia, figlia di un marinaio, e Giulia, figlia di un agricoltore, sono amiche e alunne diligenti. Nell'isola di Sardegna ci sono agricoltori e marinai, non poeti; le fanciulle sono poche, le ancelle sono molte. I pirati sono causa di molte lacrime per gli abitanti della Sicilia e della Sardegna, per via della ricchezza dell'isola.
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È l'ora della canicola: la natura languisce, la terra è piena di spaccature, le zolle sono secche e da lungo tempo desiderano acqua. Non ci sono spighe, ma paglia secca, gradita agli asini e ai cavalli. Le giovenche non mangiano erbe tenere. Nessuna brezza ristora le piante e la sonnolenza appesantisce gli animali selvatici, e gli agricoltori: nei boschi ombreggiati le bestie dormono, gli usignoli e i merli tacciono, e soltanto la stridula cicala canta. Gli agricoltori, insieme alla servitù operosa, stanno distesi presso la riva del fiume. Gli operai seggono e riposano sotto l'ombra degli alberi. Nelle fattorie riposano anche le matrone insieme alle figlie e a tutta la servitù. E tuttavia la Natura non si ferma: infatti nelle vigne maturano le uve.
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Sertorio era un uomo valoroso, e un eccellente comandante. Sertorio diceva una menzogna alle truppe barbare, se la menzogna poteva giovare, e leggeva lettere composte artificiosamente come fossero vere, e simulava il sonno. La storia di Sertorio è nota: una cerva bianca, bella e veloce, viene data a Sertorio da un Lusitano. Sertorio dice una menzogna alle sue truppe: La cerva bianca, data a me dagli dèi, dice parole profetiche: infatti, la cerva bianca è un dono di Diana. Così, tutti quanti obbedivano a Sertorio. Ma, durante la notte, i nemici di Sertorio invadono l'accampamento: la cerva, spaventata dalla folla, viene messa in fuga dai nemici, si nasconde in una foresta vicina, e non ritorna all'accampamento. Poco dopo, la cerva viene ritrovata da un servitore di Sertorio, ma, su suggerimento di Sertorio, la notizia viene taciuta: dunque le truppe non conoscono la verità. Infatti Sertorio, uomo astuto, aveva intenzione di simulare un evento prodigioso; per questa ragione racconta un sogno agli amici: Vedo la cerva bianca, dono di Diana, presso il fiume; all'improvviso la cerva veloce ritorna all'accampamento e dice parole profetiche. Improvvisamente, con l'aiuto del servitore, la cerva bianca fa irruzione nella stanza di Sertorio: tutti restano meravigliati, e considerano Sertorio caro agli dèi.
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L'intera India è rivolta ad Oriente. I fiumi dell'India sgorgano dal Caucaso e scorrono attraverso i campi. L'Indo porta acque gelide e celesti. Il Gange scorre da una regione meridionale. Il Diardine scorre attraverso le regioni più lontane dell'India: alimenta non soltanto i coccodrilli, ma anche i delfini ed animali sconosciuti ai popoli. L'intera india è ripartita dai fiumi. La regione è fertile di lino: infatti gli abitanti dell'India hanno indumenti di lino. I fiumi trasportano oro. Il mare riversa sulle coste pietre preziose e perle. Gli uomini si fasciano le teste con panni di lino; dalle orecchie pendono piccole pietre, curano con l'oro anche le braccia e gli avambracci. Pettinano spesso la chioma, ma raramente la tagliano. Il re conduce una vita sontuosa: sta disteso in una lettiga d'oro, vive in una reggia. La reggia ha colonne dorate: e raffigurazioni d'argento abbelliscono la reggia.
- Incolae insulae Siciliae sunt plerumque agricolae et nautae ...
- Alexander, Macedoniae dominus, visere Oceanum et pervenire ad terminos mundi desiderabat: ita sine t
- Est maritimis urbibus corruptela ac demutatio morum ...
- In Hispania praetores C. Calpurnius et L. Quinctius, postquam primo vere ex hibernis copias eductas