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Hamilcaris filius, Carthaginiensis. Si populus Romanus omnes gentes virtute …
Figlio di Amilcare, e Cartaginese. Se il popolo romano superò in valore tutte le popolazioni, Annibale spiccò tanto in abilità su tutti i comandanti, quanto il popolo romano precedette in forza tutte quante le popolazioni. Infatti, ogni volta che combatté contro i Romani in Italia, Annibale vinse sempre. Ma in patria il comandante dei Cartaginesi fu indebolito dall'ostilità dei concittadini: infatti la maldicenza di molti sopraffece il valore di un uomo solo e Annibale dovette ritornare in patria. Annibale, del resto, conservò fino alla morte l'odio del padre nei confronti dei Romani. Anche in esilio, infatti, sebbene fosse sprovvisto di forze armate straniere, con l'animo non smise mai di guerreggiare contro i Romani.
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In tecto stabuli gallus sedebat cum gallinis. Venit vulpes et dixit: Ego gratum …
Un gallo sedeva con le galline sul tetto del pollaio. Arrivò una volpe e disse: Io vi do una gradita notizia: le inimicizie tra gli animali hanno avuto termine; le liti delle pecore e dei lupi, dei ghiri e delle volpi, dei topi e dei gatti, sono state risolte. Né i pesci nel mare temono i pescatori, né i cervi sui monti i cacciatori; la nuova età di pace e amore è celebrata dai poeti. Anche noi possiamo stringere amicizia e allo stesso tempo evitare la fame e la sete!. Ma il gallo: Dici bene, e il cane, che è qui presso l'ovile, sarà il testimone della nuova amicizia. Allora la volpe: Forse la pace degli animali non è ancora stata annunciata ai cani. Tanti saluti!. E se ne andò.
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In Sardinia anthropophagi Laestrygones multos Graecos voraverunt et, in clara insula …
In Sardegna gli antropofagi Lestrigoni divorarono molti Greci e, sulla famosa isola, la maga Circe trasformò in maiali i restanti compagni di Ulisse. Tutti i compagni, però, furono salvati da Ulisse. Subito dopo l'uomo evocò ed interrogò molte anime dagli Inferi ed ottenne utili consigli. Così, senza pericolo, dall'uomo fu ascoltata la voce delle Sirene e Ulisse scampò al gorgo di Cariddi e allo scoglio di Scilla. Infine, tutti i compagni di Ulisse furono uccisi da Giove, perché divorarono i buoi del Sole in Sicilia.
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Quia Romani in Numidia bellum gerunt contra Iugurtham, Cimbri et Teutoni Galliam …
Poiché i Romani combattono una guerra contro Giugurta, in Numidia, i Cimbri e i Teutoni occupano la Gallia e si riversano in Italia. Q. Servilio e Gn. Manlio sferrano un attacco contro i Cimbri e i Teutoni, ed è attaccata battaglia presso il fiume Rodano. Però i Romani sono sconfitti, e scappano. Poiché a Roma c'è molta paura a causa della vittoria di Cimbri e Teutoni, Mario torna indietro dall'Africa, raduna grandi truppe e sbaraglia i Teutoni presso Aquae Sextiae. In seguito annienta le truppe dei Cimbri nei Campi Raudii, poiché venivano in Italia. A seguito delle importanti vittorie, celebra il trionfo a Roma.
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Ex via in vestibulum intramus: inde per fauces in atrium pervenimus. In atrii lateribus …
Dalla strada entriamo nel vestibolo; da lì, attraverso stretti corridoi, arriviamo nell'atrio. Sui lati dell'atrio vediamo le camere da letto e le ali: le ali sono spazi dove erano disposti i ritratti degli antenati dal padrone, perché i Romani veneravano i ritratti degli antenati. Nel tetto dell'atrio c'è un'apertura, che si chiamava compluvio, perché raccoglieva la pioggia. Attraverso il compluvio, l'acqua cadeva nell'impluvio e poi dall'impluvio, attraverso un buco, confluiva in una cisterna. Di fronte ai corridoi vediamo il tablino. Ora usciamo dall'atrio e, attraverso il tablino, arriviamo in un ridente cortile: il cortile è detto peristilio, poiché è circondato da molte colonne. Attorno al peristilio vediamo delle ampie stanze. Ora torniamo dal cortile nella strada, ma non attraverso l'atrio, i corridoi e il vestibolo, ma attraverso l'uscita posteriore.