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Cum Iuppiter nuptias celebraret, animalia quoque ad convivium vocavit. Convenerunt omni …
Quando Giove celebrava le nozze, invitò anche gli animali al banchetto. Andarono tutti; la sola testuggine era assente. Dopo che il giorno seguente fu arrivata anche quella, Giove adirato disse: "Perché arrivi tanto tardi?" "Ho lasciato tardi casa mia. " "Che cosa, dunque, ti ha trattenuto?" "La casa stessa, dalla quale non mi allontano volentieri; perdonami, ma niente è più dolce, niente più caro della casa". Allora egli: "Dato che ami a tal punto la tua casa, la porterai sempre in giro sul dorso". Da quel momento la testuggine fu resa tale quale la vediamo, e trasporta sempre sul dorso la propria casa.
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Syracusis anicula deos obsecrabat ut Dionysius, urbis tyrannus …
A Siracusa una vecchietta pregava con insistenza gli dei perché Dionisio, il tiranno della città, fosse sempre sano e salvo e vivesse a lungo. Quando Dionisio seppe ciò, la invitò alla rocca e si informò sulla ragione delle preghiere. Quella disse: Una volta comandava un tiranno ingiusto; dopo la sua morte, un tiranno più feroce occupò la rocca di Siracusa, e perciò pregavo che anche il suo dominio fosse breve; ma a quel punto abbiamo avuto te, e la crudeltà di Dionisio è nota a tutti. Così ho votato agli dei la mia vita in difesa della tua buona salute, affinché, dopo la tua morte, non ci tocchi un tiranno ancora peggiore!. Dionisio non poté punire quella arguta schiettezza.
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Ad Aesculapium, Apollinis filium, praeclarum medicum, ex omnibus orbis terrarum regionibus …
Da Esculapio, figlio di Apollo e medico celeberrimo, andava una folla di ammalati da tutte le regioni del mondo. Esculapio, uomo di straordinaria abilità, non soltanto guariva tutti, ma talvolta anche i morti venivano riportati alla luce da lui; per questo motivo suscitò la collera di Plutone, re degli Inferi. Così Plutone stesso si lamentò con il fratello Giove: Il medico Esculapio sconvolge l'ordine della natura, poiché gli uomini non avranno nessun timore degli dei, se saranno arbitri della vita e della morte. Orsù, o fratello: uccidiamo Esculapio!. Allora Giove uccise con una folgore il medico temerario. In seguito gli uomini divinizzarono Esculapio e gli dedicarono molti templi, la maggior parte in luoghi salubri tra i boschi.
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Porsennam Etruscorum rex, inter obsides Romanos Cloeliam …
Porsenna, re degli Etruschi, teneva tra gli ostaggi romani la fanciulla Clelia. Il medesimo re trattava duramente gli ostaggi, e perciò Clelia decise di fuggire. L'accampamento del medesimo re non era lontano dal Tevere. Le guardie furono agevolmente eluse dalla fanciulla; ella arrivò al fiume con le altre fanciulle, lo attraversò a nuoto e condusse a Roma tutte quelle fanciulle. Dapprima Porsenna, adirato, mandò ambasciatori ai Romani e richiedeva indietro le fanciulle; i Romani stessi, in realtà, restituirono Clelia al medesimo re secondo i patti, come pegno di pace. Allora Porsenna trattò benevolmente la fanciulla e le concesse la libertà e promise parte degli ostaggi. Clelia scelse allora dei ragazzini e con loro tornò a Roma. Gli stessi magistrati la accolsero con gratitudine e Clelia fu festeggiata da tutti i cittadini.
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Qui suis cervicibus tanta munia atque rem publicam …
Coloro che sorreggono sulle loro spalle così grandi doveri e lo Stato, sono sempre stati giudicati i più importanti tra gli aristocratici, e i garanti e i difensori della cittadinanza. Questa categoria di persone ha molti avversari, nemici, invidiosi, e molti pericoli e molti torti si parano davanti ad essa. Ma io tengo ogni discorso con virtù e non con indifferenza, con dignità e non con diletto. Infatti, coloro che sono trascinati dai piaceri e sono bramosi di vizi e di seduzioni, non si occupino dello Stato, non cerchino di ottenere magistrature.