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Imperii Romani administrationem Septimius Severus accepit, oriundus ex Africa, provincia …
Ottenne il governo dell'impero romano Settimio Severo, proveniente dall'Africa, dalla provincia di Tripoli, dalla città di Leptis. A memoria di tutti, sia prima che dopo, fu il solo imperatore dall'Africa. Prima avvocato del fisco, presto tribuno militare, poi attraverso molte e differenti cariche e magistrature, giunse all'amministrazione di tutto l'impero. Combatté molte guerre e con successo, sconfisse i Parti e gli Arabi, restaurò molti edifici nel mondo intero. Tuttavia Severo, oltre alle glorie militari, fu illustre anche per gli studi civili; coltivò infatti la letteratura e la filosofia. In Britannia, per munire di ogni sicurezza le province, eresse una palizzata da costa a costa. Lasciò due figli come successori, Bassiano e Geta, ma al padre successe Bassiano. Geta, infatti, giudicato nemico dello Stato, morì immediatamente.
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Multa nefanda scelera a Tarquinio, Tarquinii Prisci filio, commissa sunt. Socer Servius Tullius …
Da Tarquinio, figlio di Tarquinio Prisco, furono commessi molti crimini scellerati. Il suocero Servio Tullio, re dei Romani, fu assassinato da Tarquinio con l'aiuto della moglie Tullia, e il regno fu usurpato. I cittadini nobili erano stati condannati da Tarquinio all'esilio, oppure erano stati uccisi. Di conseguenza, per l'eccessiva crudeltà, a lui fu attribuito il soprannome "il Superbo". Dimostrò, tuttavia, grande valore in guerra: vinse i Volsci in Campania, sottomise Gabi e Suessa Pomezia, stipulò un armistizio con gli Etruschi. Inoltre costruì un tempio sul Campidoglio. Poi attaccò Ardea, città dei Rutuli, ma, a quel punto, perse il potere, perché a Roma Lucrezia, nobildonna moglie di Collatino, fu violentata dal figlio di Tarquinio. Perciò Collatino e Bruto, amico di Collatino, istigarono il popolo contro il re, e Tarquinio fu privato del regno e fu espulso da Roma.
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Romani igitur M. Furium Camillum, fatalem ducem ad excidium urbis Veiorum, dictatorem …
Perciò i Romani nominarono dittatore M. Furio Camillo, condottiero destinato alla distruzione della città di Veio; e subito l'animo degli uomini fu lieto per il nuovo comandante. In primo luogo Camillo si diresse verso Veio e, lì, incoraggiò l'animo dei soldati assedianti, poi tornò a Roma e arruolò nuove truppe. Anche i giovani stranieri, Latini ed Ernici, assicurarono il loro impegno e andarono in guerra. Il dittatore aveva un'astuta intelligenza: infatti Camillo, uomo competente ed esperto di organizzazione militare, escogitò lo scavo di un cunicolo verso la cittadella dei nemici, poiché, senza uno stratagemma, i Romani non avevano alcuna possibilità di conquista.
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Malus sutor, artis imperitus, domo in urbem ignotam migravit. Hic statim, falso …
Un cattivo calzolaio, incapace della professione, si trasferì dalla città natale in una città sconosciuta. Subito qui, sotto il falso nome di medico, vendeva un falso farmaco. Così, a causa della sciocca credulità del popolo, dal calzolaio furono raggiunte in breve tempo fama e ricchezza. Un giorno, il re della città incorse in una malattia, chiamò a sé il falso medico e chiese il farmaco; ma il re, davanti agli occhi di tutti, mescolò al farmaco dell'acqua fingendo che fosse veleno. Poi porse il calice al bugiardo e disse: Bevi tu per primo e mostraci il potere del farmaco e il valore della tua arte!. Il calzolaio, per il terrore della morte, rivelò la verità. Allora il re, dopo che recuperò la buona salute grazie all'attenta cura di un vero medico, convocò un'assemblea di cittadini e disse così: Ecco, ho svelato l'impudente ciarlatano! Questo non è un medico esperto, ma un cattivo calzolaio. Gli uomini non hanno mai affidato i piedi al cattivo calzolaio; ma voi gli avete affidato, al contrario, le vostre teste!.
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Heres odii paterni, Xerses innumeras copias conscripsit classemque comparavit, quoniam …
Erede dell'odio paterno, Serse arruolò innumerevoli truppe e allestì una flotta, poiché voleva fare guerra contro i Greci. Pertanto oltrepassò in estate l'Ellesponto e, attraverso le regioni dei Traci e dei Macedoni, giunse agli stretti delle Termopili coi suoi soldati. Qui era stata lasciata una piccola guarnigione militare di Spartani a difesa della Grecia: la guarnigione impediva il passaggio ai barbari, ma un così grande valore fu inutile. Infatti un traditore rivelò ai Persiani un percorso appartato attraverso i monti; il nome del traditore era Efialte. Serse si introdusse dalla Tessaglia nella Focide, in Beozia e da lì in Attica. I barbari usarono violenza contro gli abitanti, le città dei Greci furono devastate col ferro e col fuoco: i templi furono saccheggiati, le effigi d'oro e d'argento strappate via, le statue di marmo distrutte.