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Brutus et Cassius, interfectores Caesaris, ingens bellum civile in Macedonia …
Bruto e Cassio, gli assassini di Cesare, agitarono un'enorme guerra civile in Macedonia. Ottaviano e Antonio, vendicatori di Cesare, lasciarono l'Italia e combatterono presso Filippi contro Bruto e Cassio. Durante il primo combattimento Antonio e Ottaviano furono sconfitti: fu ucciso anche il comandante della nobiltà Cassio. In seguito Bruto fu sconfitto e perse la vita. E così lo Stato fu diviso tra Ottaviano e Antonio: Ottaviano ottenne le province di Spagna, le Gallie e l'Italia; Antonio ebbe in potere l'Asia, il Ponto, l'Oriente. Ma la pace fu molto breve: infatti Antonio e Ottaviano erano avversari e aspiravano al potere assoluto.
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Pyrrhus, rex Epirotarum, iamdiu in Italia erat atque cum populo Romano bellum gerebat, cum …
Pirro, re degli Epiroti, si trovava in Italia già da tempo e combatteva una guerra contro il popolo romano, quando, attraverso i campi, giunge, di nascosto da Pirro, un disertore all'accampamento di Fabrizio, comandante dei Romani, e dice: Se prometti una ricompensa, ucciderò Pirro per mezzo del veleno tramite il (mio) figlio, perché mio figlio serve le bevande del re durante il banchetto. Allora Fabrizio non soltanto rifiuta il grande atto indegno e l'azione vergognosa, ma svela, per giunta, il malvagio piano al re, tramite degli ambasciatori, perché i Romani vincevano i nemici non grazie al delitto, ma grazie al valore, e combattevano le guerre non coi veleni, ma con le armi.
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Ceres dea agrorum erat et multas urbes in Sicilia possidebat. Proserpina, Cereris filia, venusta …
Cerere era la dea dei campi e possedeva molte città in Sicilia. Proserpina, la graziosa figlia di Cerere, girovagava volentieri per i campi coi compagni e raccoglieva bei fiori. Un giorno Plutone, re degli Inferi, dato che era desideroso delle nozze, rapisce la fanciulla e la porta nel suo regno. Per lungo tempo Cerere ignora la sorte della figlia e riempie la terra di gemiti e lamenti. Alla fine il padre degli dei e degli uomini è commosso dal dolore della povera madre. Giove svela alla dea l'agguato di Plutone e stabilisce delle eque condizioni di pace tra Cerere e Plutone.
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Olim piscator, artis suae imperitus, cum retibus tibiisque ad mare pergit. ...
Un giorno un pescatore, inesperto della sua professione, si dirige al mare con le reti e un flauto. Poi siede su uno scoglio presso la spiaggia, depone le reti e suona con il flauto. Pensa infatti così: Un tempo Orfeo e gli antichi poeti attraevano con la dolcezza della voce i monti, gli alberi, le rocce e molte specie di animali. Di certo le melodie del flauto saranno gradite anche ai pesci: verranno spontaneamente dalle onde del mare, danzeranno sulla spiaggia e io li catturerò. Ma le lusinghe del pescatore non sono prese in considerazione dai pesci. Il pescatore perciò mette da parte il flauto, immerge le reti in mare e subito cattura una grande quantità di pesci. I pesci saltellano nella rete e verso la spiaggia. Il pescatore allora esclama: Sciocchi animali, prima non ascoltate le melodie del flauto, ora, senza musica, ballate sulla spiaggia!
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Senibus autem labores corporis minuendi, exercitationes animi etiam augendae sunt; …
Dagli anziani, inoltre, devono essere diminuiti gli sforzi fisici e aumentati gli esercizi della mente; in particolare deve essere profuso impegno per aiutare con la saggezza e l'assennatezza quanto più possibile gli amici, la gioventù e soprattutto lo Stato. Niente, d'altra parte, deve essere più evitato dalla vecchiaia che l'abbandonarsi alla pigrizia e all'inattività; davvero la dissolutezza, se da un lato è vergognosa in ogni età, dall'altro è estremamente ignobile in vecchiaia; se invece, poi, si aggiunge anche l'assenza di moderazione dei piaceri, il male è doppio, poiché sia la vecchiaia stessa si macchia di disonore, sia rende più sfacciata l'assenza di moderazione dei giovani.