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Xenophon Atheniensis insigne exemplum mirae animi fortitudinis omnibus praebuit. Nam …
L'ateniese Senofonte offrì a tutti un notevole esempio di straordinaria forza d'animo. Stava infatti per compiere un rito sacro, quando seppe che suo figlio maggiore era caduto in battaglia presso Mantinea. Anche se era afflitto da un grande dolore, ritenne che il rito sacro non dovesse essere interrotto, ma depose soltanto la corona con la quale era stato adornato. Dopo che, in seguito, ebbe saputo che il figlio era morto combattendo valorosamente, cinse di nuovo la testa con la corona: infatti, la gioia che aveva ricevuto dal valore del figlio era maggiore del dolore dal quale era stato afflitto a causa della morte di lui; giudicava che una morte onesta in difesa della salvezza della patria fosse da anteporre alla vita stessa.
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Bello Latino, Titus Manlius Torquatus consul milites admonuerat, ne proelium cum hostibus …
Durante la guerra latina, il console Tito Manlio Torquato aveva avvertito i soldati di non intraprendere il combattimento contro i nemici. Per caso Tito Manlio, figlio del console, tra tutti gli altri esploratori giunse al posto di guardia dei nemici. Il prefetto di cavalleria dei nemici, dopo che ebbe visto il figlio del console, lo provocò allo scontro. Allora Manlio, dato che era dimentico dell'ordine del padre, corse al duello e, poiché era valoroso e forte, uccise l'avversario. Dopo che il padre fu venuto a conoscenza di ciò, subito convocò l'assemblea e, al cospetto dell'esercito, disse: Poiché hai combattuto contro il volere del console, sconterai la pena per le tue malefatte, affinché tutti capiscano che è indispensabile ubbidire al comandante. Nel medesimo istante chiamò i littori, affinché legassero il figlio ad un palo: qui il giovane fu ucciso.
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Postero die Galli ex oppido profugere statuerunt. Castra Vercingetorigis …
Il giorno seguente i Galli decisero di fuggire dalla città. L'accampamento di Vercingetorige non era più distante dalla città di quello di Cesare, e una palude frenava i Romani. E ormai si preparavano a fare ciò durante la notte, quando all'improvviso le madri di famiglia corsero fuori di casa e si prostrarono ai piedi dei propri cari, affinché non offrissero i figli comuni ai nemici per il supplizio. Infatti, per debolezza di natura e di forze, le donne e i bambini sono più lenti degli uomini. I Galli però restavano fermi nella decisione, perché in genere la paura, nel pericolo estremo, non ammette compassione. Perciò le donne cominciarono a gridare e a segnalare ai Romani la fuga. Per quella ragione, i Galli rinunciarono al proposito.
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Priscis hominibus vita similior fuit animalibus quam deis. Agriculturae ignari et plurimis …
Per gli uomini primitivi la vita fu più simile a quella degli animali che a quella degli dei. Inesperti dell'agricoltura, esposti a moltissimi pericoli, essi percorrevano campi e foreste, conducevano l'esistenza alla maniera delle bestie. Ma Cerere, dea delle messi, fu piuttosto benevola nei confronti degli uomini e insegnò l'uso del grano. Successivamente Prometeo desiderò per gli uomini uno stile di vita meno selvaggio, meno duro, e più adatto alla fragilità umana. Perciò, con l'aiuto di Minerva, salì al cielo, da dove, con l'inganno, da lui fu sottratto il fuoco. E l'impresa era felicemente riuscita, ma Giove scoprì l'inganno. Con il dono del fuoco, Prometeo rese gli uomini quasi tanto ricchi quanto gli dei, ma Giove punì il furto del fuoco più severamente di tutti gli altri crimini. Presso gli uomini, però, permarrà sempre la fama di Cerere e di Prometeo.
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Agricola, cum fruges et agros lustrat, vocat Bacchum ut veniat et Cererem ut spicis tempora …
Il contadino, quando perlustra i campi e le messi, invoca Bacco perché venga, e Cerere perché cinga le tempie con le spighe. Dalle corna di Bacco pende uva dolce. Mentre il suolo riposa nel giorno di festa, anche l'aratore riposa, interrompe il pesante lavoro con il vomere; i buoi restano nella stalla piena. I contadini vengono con la veste candida e, con le mani pulite, bevono l'acqua della fonte. L'agnello sacrale si avvicina agli altari splendenti; la bianca folla prega gli dei della patria che scaccino i mali dalla regione e che il terreno non eluda il raccolto per le erbe infestanti e che l'agnella non tema i lupi veloci. Dagli schiavi è servito il vino invecchiato di Falerno; gli schiavi sciolgono i lacci alla giara. Il contadino festeggia il giorno di festa con il vino.