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Alessandro a Susa il presagio degli dei
Versione greco Diodoro Siculo e traduzione
Dopo aver visto che lui piangeva, Alessandro domandò: "che cosa di male hai visto che ti ha fatto piangere?". E l'eunuco disse: "ora sono tuo schiavo, ma prima (ero schiavo) di Dario, e per natura essendo molto affezionato al padrone, ho sofferto quando ho visto che ciò era fortemente stimato da lui ora è diventato una cosa di scarso valore". Allora, il re, a causa della risposta fattosi un'idea di tutto lo scompiglio nella reggia persiana, capì di aver fatto qualcosa di oltraggioso e di molto sconveniente alla sua moderazione verso i prigionieri di guerra. Perciò, fatto chiamare colui che aveva posto la tavola, gli ordinò di sollevarla di nuovo. Allora, Filota, che era presente, "ma non è superbia", disse, "quello che non è stato disposto da te, ma per il piano e la volontà di una buona divinità". Allora, il re, avendo preso ciò che era stato detto come un augurio, ordinò di lasciare che la tavola fosse sotto il trono.

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La rivolta dello schiavo Euno
versione greco Diodoro Siculo
Ην δε οικετης Αντιγενους Ενναιου, Συρος εκ της Απαμειας, ανθρωπος μαγος και τερατουργος. Ο δε προσεποιειτο θεων επιταγμασι καθ' υπνον προλεγειν τα μελλοντα, και τους ανθρωπους ηξηπατα. Ου μονον εξ ονειρων εμαντευετο, αλλα και θεους βλεπειν υπεκρινετο και εξ αυτων ακουειν τα μελλοντα. Ωνομαζετο Ευνους. Ο δε της ολης παραχης εν Σικελια ηρκε. Συν τοις δουλοις Ευνους εστασιαζε τοις δεσποταις και παντες ωμοτητος αναπλεων πολεμον ηγον. Εκειθεν αιρειται βασιλευς ο Ευνους ουτε δί'ανδρειαν ουτε δια στρατηγιαν, δια δε μονην τερατειαν· Ευνους γαρ της αποστασεως ηρχε
Traduzione by Geppetto ***
Era schiavo che apparteneva ad Antigene di Enna, Siro dell’Apamea, uomo stregone e operatore di portenti. Egli fingeva di predire nel sonno gli oracoli degli dei sulle cose future (μέλλοντα) ed ingannava (impf di ἐξαπατάω) gli uomini. Non profetizzava solo dai sogni, ma sosteneva anche di vedere gli dei e di ascoltare da questi le cose future. Si chiamava Euno. Fu capo di tutta (ὀλός - η, -ον) la rivolta in Sicilia. Con gli schiavi combatté contro i despoti e, navigando, li eliminarono tutti conducendo una guerra ferocissima. In seguito Euro viene eletto re, non per il valore né per la strategia, solo per la ciarlataneria. Euro infatti fu il capo della rivolta. (by Geppetto)
Altra proposta di traduzione
Siro d’Apamea, mago e taumaturgo era uno schiavo che apparteneva ad Antigene di Enna. Egli si attribuiva durante il sonno per ordini degli dei di predire le cose future, e ingannava gli uomini. Non solo profetizzava dai sogni, ma anche dichiarava di vedere gli dei e di ascoltare da loro le cose future. Era chiamato Euno. Dava inizio in Sicilia a tutti i tumulti. Euno con gli schiavi era in contrasto con i padroni e tutti conducevano una guerra carica di crudeltà. Inseguito a ciò viene eletto re Euno né per coraggio né per strategia, ma per solo racconto di cose straordinarie; Euno infatti dava inizio alla rivolta.
Altra proposta di traduzione
C'era un servo che apparteneva ad Antigene di Enna, Sirio di Apamea, uomo mago e prodigioso. Costui fingeva su ordine degli dei in sogno di presagire il futuro, e ingannava gli uomini. Profetizzava non solo sulla base dei sogni ma sosteneva anche di vedere gli dei e di udire da loro il futuro. Si chiamava Euno. Fu a capo di tutta la rivolta in Sicilia. Con gli schiavi intraprese una rivolta intestina contro i padroni e condusse una guerra per nave (lett. navigando). Euno li fu eletto re non per il suo coraggio né per la sua strategia ma per la sola capacità di effettuare dei prodigi: Infatti Euno, fu capo della rivolta.
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Οὗτος γὰρ εἱκόσι μὲν καὶ τέτταρα ἔτῃ τῶν Μακεδόνων ἐβασίλευσεν ἐλάχισται δὲ ἀφορμαῖς χρησάμενος μεγίστην τῶν κατὰ τὴν Εὐρώπην δυναστειῶν κατεσκεύασε τὴν ἰδίαν βασιλείαν καὶ παραλαβὼν τὴν Μακεδονίαν δουλευοσαν Ιλλυριοις πολλῶν καὶ μεγάλων ενθνων καὶ πόλεων κυρίαν ἐποίησε. Δία δὲ τὴν ἰδίαν ἀρετὴν τῆς μὲν Ἑλλάδος ἀπᾴσῃς παρέλαβε τὴν ἡγεμονίαν ἑκουσίως τῶν πόλεων ὑποταττομένων, τοὺς δὲ τὸ ἐν Δελφοῖς ἱερὸν συλήσαντας καταπολεμήσας καὶ τῳ μαντείῳ βοηθῆσαν μετέσχε του συνεδρίου τῶν Ἀμφικτυόνων καὶ δία τὴν εἰς τοὺς θεοὺς εὐσέβειαν ἔπαθλον ἔλαβε τὰς ψήφους τῶν κρατηθέντων Φωκέων. Ιλλυριους δὲ καὶ Παίονας καὶ Θρᾷκας καὶ σκύθας καὶ πάντα τὰ πλησιόχωρα τούτοις ἔθνη καταπολεμήσας τὴν Περσῶν βασιλείαν ἐπεβάλετο καταλύσαι καὶ δυνάμεις μὲν εἰς τὴν Ἀσίαν διαβιβᾷς τὰς Ἑλληνίδας πόλεις ἠλευθεροῦ
Dunque costui regnò sui Macedoni 24 anni e, servendosi di condizioni di partenza infime, rese il suo regno il più grande dei domini in Europa, e, dopo aver ricevuto la Macedonia schiava degli Illiri, la rese signora di molti e grandi popoli e città. Grazie dunque al suo valore, ottenne la supremazia di tutta la Grecia poiché le città gli si sottomettevano volontariamente, avendo sconfitto in guerra quelli che saccheggiarono il santuario di Delfi e avendo aiutato la residenza dell'oracolo, prese parte al consiglio degli Anfizioni e per il rispetto verso gli dei ottenne come ricompensa i voti dei Focesi che erano stati soggiocati. Dopo aver battuto in guerra Illiri, Peoni, Traci e Sciti e tutti i popoli vicini a questi progettò di abbattere l'impero dei Persiani e, dopo aver portato truppe in Asia, liberò le città greche
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Ιερων δε τους τε Ναξιους και τους Καταναιους εκ των πολεων ανιστη και οικητορας της νεας πολεως απεστελλε, πολλυς μεν εκ Πελοποννησου αθροιζων αλλους δε εκ Συρακουσων προστιθεις και την κατανην μετονομαζει Αιτνην, αλλ'ου μονον την πολιν Καταναιαν, αλλα και πολλην χωραν εγγυθι προστιθεις. Ουτως επρασσε σπευδων ινα βοηθειαν μεν εοτιμην αξιολογον εχοι προς τας χρειας, τιμας δε ηρωικας δεχοιτο εκ της γιγνομενης μυριανδρου πολεως. Επειδη τους Ναξιους και τους Καταναιους εκ των πατριδων ανιστη, αουτους μετωκιζε εις τουδ Λεοντινους και προσετασσε μετα των εγχωριων συνειναι εν τη πολει
Gerone trasferiva dalla città gli abitanti di Nasso e di Catania ed inviava gli abitanti della nuova città, molti raccogliendoli dal Peloponneso, altri invece assegnandoli da Siracusa e cambia il nome di Catania in Etna, non solo assegnando la città di Catania, ma anche aggiungendo molto territorio vicino. Così faceva affettandosi per avere un aiuto sicuro e memorabile, per le necessità, ma anche per ricevere onori eroici dalla città che diventava popolosa. Quando trasferiva dalle regioni degli avi gli abitanti di Nasso e di Catania li trasferiva in quelli di Leontini ed ordinava di convivere nelle città con gli indigeni.
Altro tentativo di traduzione
Gerone scacciava sia i Nassi sia i Catanesi dalle loro città e inviava coloni per la nuova città, radunandone molti dal Peloponneso e aggiungendone altrettanti da Siracusa; e rinominava Catania Etna, ma aggiungendovi non solo la città di Catania, ma anche molto territorio vicino. E faceva così, affrettandosi affinché avesse un considerevole aiuto pronto per le necessità future, e affinché ricevesse onori eroici dalla città che diventava di diecimila uomini. E quando scacciava i Nassi e i Catanesi dalle loro patrie, li trasferiva a Leontini e ordinava loro di vivere insieme agli abitanti del luogo nella città.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
ἀνίστη - indicativo imperfetto attivo terza persona singolare da ἀνίστημι
ἀνίστημι, impf. ἀνίστην, ft. ἀναστήσω, aor. ἀνέστησα/ἀνέστην, pf. ἀνέστηκα, ppf. ἀνειστήκειν
ἀπέστελλε - indicativo imperfetto attivo terza persona singolare da ἀποστέλλω
ἀποστέλλω, impf. ἀπέστελλον, ft. ἀποστελῶ, aor. ἀπέστειλα, pf. ἀπέσταλκα, ppf. ἀπεστάλκειν
ἀθροίζων - participio presente attivo nominativo maschile singolare da ἀθροίζω
ἀθροίζω, impf. ἤθροιζον, ft. ἀθροίσω, aor. ἤθροισα, pf. ἤθροικα, ppf. ἠθροίκειν
προστιθείς - participio presente attivo nominativo maschile singolare da προστίθημι
προστίθημι, impf. προσετίθην, ft. προσθήσω, aor. προσέθηκα, pf. προστέθεικα, ppf. προσετεθείκειν
μετωνομάζει - indicativo presente attivo terza persona singolare da μετονομάζω
μετονομάζω, impf. μετωνόμαζον, ft. μετονομάσω, aor. μετωνόμασα, pf. μετωνόμακα, ppf. μετωνομάκειν
ἔπρασσε - indicativo imperfetto attivo terza persona singolare da πράσσω
πράσσω, impf. ἔπρασσον, ft. πράξω, aor. ἔπραξα, pf. πέπραχα/πέπραγα, ppf. ἐπεπράχειν
σπεύδων - participio presente attivo nominativo maschile singolare da σπεύδω
σπεύδω, impf. ἔσπευδον, ft. σπεύσω, aor. ἔσπευσα, pf. ἔσπευκα, ppf. ἐσπεύκειν
ἔχοι - ottativo presente attivo terza persona singolare da ἔχω
ἔχω, impf. εἶχον, ft. ἕξω/σχήσω, aor. ἔσχον, pf. ἔσχηκα, ppf. ἐσχήκειν
ἐπιούσας - participio presente attivo accusativo femminile plurale da ἔπειμι
ἔπειμι, impf. ἐπῇα, ft. -, aor. -, pf. -, ppf. -
δέχοιτο - ottativo presente medio terza persona singolare da δέχομαι
δέχομαι, impf. ἐδεχόμην, ft. δέξομαι, aor. ἐδεξάμην, pf. δέδεγμαι, ppf. ἐδεδέγμην
γιγνομένης - participio presente medio-passivo genitivo femminile singolare da γίγνομαι
γίγνομαι, impf. ἐγιγνόμην, ft. γενήσομαι, aor. ἐγενόμην, pf. γέγονα, ppf. ἐγεγόνειν
μετῴκιζεν - indicativo imperfetto attivo terza persona singolare da μετοικίζω
μετοικίζω, impf. μετῴκιζον, ft. μετοικιῶ, aor. μετῴκισα, pf. -, ppf. -
προσέτασσε - indicativo imperfetto attivo terza persona singolare da προστάσσω
προστάσσω, impf. προσέτασσον, ft. προστάξω, aor. προσέταξα, pf. προστέταχα, ppf. προσετετάχειν
συνεῖναι - infinito presente attivo da σύνειμι
σύνειμι, impf. συνῆν, ft. συνέσομαι, aor. -, pf. -, ppf. -
SOSTANTIVI
Ἱέρων - nominativo maschile singolare (Ἱέρων, -ωνος, ὁ)
Ναξίους - accusativo maschile plurale (Νάξιος, -ου, ὁ)
Καταναίους - accusativo maschile plurale (Καταναῖος, -ου, ὁ)
πόλεων - genitivo femminile plurale (πόλις, -εως, ἡ)
οἰκήτορας - accusativo maschile plurale (οἰκήτωρ, -ορος, ὁ)
πόλεως - genitivo femminile singolare (πόλις, -εως, ἡ)
Πελοποννήσου - genitivo femminile singolare (Πελοπόννησος, -ου, ἡ)
Συρακουσῶν - genitivo femminile plurale (Συράκουσαι, -ῶν, αἱ)
Κατάνην - accusativo femminile singolare (Κατάνη, -ης, ἡ)
Αἴτνην - accusativo femminile singolare (Αἴτνη, -ης, ἡ)
πόλιν - accusativo femminile singolare (πόλις, -εως, ἡ)
χώραν - accusativo femminile singolare (χώρα, -ας, ἡ)
βοήθειαν - accusativo femminile singolare (βοήθεια, -ας, ἡ)
χρείας - accusativo femminile plurale (χρεία, -ας, ἡ)
τιμὰς - accusativo femminile plurale (τιμή, -ῆς, ἡ)
πατρίδων - genitivo femminile plurale (πατρίς, -ίδος, ἡ)
αὐτοὺς - pronome personale accusativo maschile plurale
Λεοντίνους - accusativo maschile plurale (Λεοντῖνοι, -ων, οἱ)
ἐγχωρίων - genitivo maschile plurale (ἔγχωριος, -ου, ὁ)
πόλει - dativo femminile singolare (πόλις, -εως, ἡ)
AGGETTIVI
νέας - genitivo femminile singolare (νέος, -α, -ον)
πολλοὺς - accusativo maschile plurale (πολύς, πολλή, πολύ)
ἄλλους - accusativo maschile plurale (ἄλλος, -η, -ο)
τοσούτους - accusativo maschile plurale (τοσοῦτος, τοσαύτη, τοσοῦτο)
μόνον - accusativo femminile singolare (μόνος, -η, -ον) - qui usato avverbialmente
πολλὴν - accusativo femminile singolare (πολύς, πολλή, πολύ)
ἑτοίμην - accusativo femminile singolare (ἕτοιμος, -η, -ον)
ἀξιόλογον - accusativo femminile singolare (ἀξιόλογος, -ον)
ἡρωικὰς - accusativo femminile plurale (ἡρωικός, -ή, -όν)
μυριάνδρου - genitivo femminile singolare (μυρίανδρος, -ον)
ALTRO
δὲ - congiunzione
τε - congiunzione
καὶ - congiunzione
ἐκ - preposizione ( genitivo)
μὲν - congiunzione
ἀλλ᾽ - congiunzione (elisione di ἀλλά)
οὐ - avverbio di negazione
ἐγγύθι - avverbio
Οὕτως - avverbio
ἵνα - congiunzione
πρὸς - preposizione ( accusativo)
Ἐπειδὴ - congiunzione
εἰς - preposizione ( accusativo)
μετὰ - preposizione ( genitivo)
ἐν - preposizione ( dativo)
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Gli inizi della civiltà umana versione greco Diodoro Siculo
τοὺς οὖν πρώτους τῶν ἀνθρώπων μηδενὸς τῶν πρὸς βίον χρησίμων εὑρημένου ἐπιπόνως διάγειν, γυμνοὺς μὲν ἐσθῆτος ὄντας, οἰκήσεως δὲ καὶ πυρὸς ἀήθεις, τροφῆς δ´ ἡμέρου παντελῶς ἀνεννοήτους. καὶ γὰρ τὴν συγκομιδὴν τῆς ἀγρίας τροφῆς ἀγνοοῦντας μηδεμίαν τῶν καρπῶν εἰς τὰς ἐνδείας ποιεῖσθαι παράθεσιν· διὸ καὶ πολλοὺς αὐτῶν ἀπόλλυσθαι κατὰ τοὺς χειμῶνας διά τε τὸ ψῦχος καὶ τὴν σπάνιν τῆς τροφῆς. ἐκ δὲ τοῦ κατ´ ὀλίγον ὑπὸ τῆς πείρας διδασκομένους εἴς τε τὰ σπήλαια καταφεύγειν ἐν τῷ χειμῶνι καὶ τῶν καρπῶν τοὺς φυλάττεσθαι δυναμένους ἀποτίθεσθαι. γνωσθέντος δὲ τοῦ πυρὸς καὶ τῶν ἄλλων τῶν χρησίμων κατὰ μικρὸν καὶ τὰς τέχνας εὑρεθῆναι καὶ τἄλλα τὰ δυνάμενα τὸν κοινὸν βίον ὠφελῆσαι. καθόλου γὰρ πάντων τὴν χρείαν αὐτὴν διδάσκαλον γενέσθαι τοῖς ἀνθρώποις, ὑφηγουμένην οἰκείως τὴν ἑκάστου μάθησιν εὐφυεῖ ζῴῳ καὶ συνεργοὺς ἔχοντι πρὸς ἅπαντα χεῖρας καὶ λόγον καὶ ψυχῆς ἀγχίνοιαν
Ora dal momento che non era stata scoperta nessuna delle cose utili per la vita i primi degli uomini vivevano faticosamente, (essendo) privi di vestiti non abituati ad usare abitazioni e il fuoco del tutto ignari di alimenti coltivati. Ed infatti non conoscendo neppure l'uso di raccogliere alimenti selvatici, non facevano alcuna provvista di frutti per rimediare alla propria povertà e perciò molti di loro morivano durante l'inverno per il freddo e per la mancanza di cibo. Un pò alla volta resi però edotti dall'esperienza, in inverno si rifugiavano nelle grotte e riponevano da parte quei frutti che potevano essere conservati. Una volta poi scoperti il fuoco ed altre cose utili, progressivamente inventarono che le arti e le altre attività che possono arrecare dei vantaggi alla vita della società. Infatti in generale il bisogno stesso è maestro in tutti i campi per gli uomini, indicando in modo appropriato la via all'apprendimento di ogni cosa a ogni essere vivente di ingegno e dotato di quell'aiuto che sono mani, parola e prontezza di spirito.