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Tούτου γάρ ποτε συνδιωχθέντος εἰς περίστασιν ὁμολογουμένως ἀπεγνωσμένην καὶ διὰ τὸ μέγεθος τῶν ἐπηρτημένων κινδύνωνἀπελπίσαντος μὲν τὰ κατὰ τὴν δυναστείαν, μέλλοντος δ᾽ ἐκ τῶνΣυρακουσσῶν ἐξιππεύειν πρὸς ἑκούσιον φυγὴν Ἕλωρις ὁ πρεσβύτατοςτῶν φίλων ἐπιλαβόμενος τῆς ὁρμῆς ‘Διονύσιε’, φησίν, ‘καλὸν ἐντάφιον ἡτυραννίς.’ παραπλησίω δὲ τούτῳ καὶ ὁ κηδεστὴς Μεγακλῆς ἀπεφήνατο πρὸςαὐτόν, εἰπὼν ὅτι δεῖ τὸν ἐκ τυραννίδος ἐκπίπτοντα τοῦ σκέλουςἑλκόμενον ἀπιέναι καὶ μὴ κατὰ προαίρεσιν ἀπαλλάττεσθαι. ὑπὸδὲ τούτων τῶν παρακλήσεων ὁ Διονύσιος μετεωρισθεὶς ἐνεκαρτέρησεπᾶσι τοῖς δοκοῦσιν εἶναι δεινοῖς καὶ τὴν μὲν ἀρχὴν μείζονα κατεσκεύασεν, αὐτὸς δὲ ἐν τοῖς ταύτης καλοῖς ἐγγηράσας ἀπέλιπε τοῖς ἐκγόνοιςμεγίστην τῶν κατὰ τὴν Εὐρώπην δυναστείαν.
Una volta infatti quando (Dioniso) costretto a trovarsi in una situazione indubbiamente disperata, e sfiduciato sulla sorte della sua signoria per la gravità dei pericoli incombenti, era sul punto di fuggire a cavallo spontaneamente da Siracusa, Eloride, il più vecchio degli amici, trattenendo il suo impulso disse: “Dionisio, la tirannide è un bel lenzuolo funebre”. In modo simile si rivolse a lui anche il cognato Megacle, dicendo che chi era scacciato dalla tirannide doveva andarsene trascinato per una gamba e non allontanarsi per scelta. Dionisio, sollevato da questi incoraggiamenti, affrontò tutte le avversità, che pur sembravano terribili, accrebbe il suo potere e, giunto alla vecchiaia tra i vantaggi che da esso derivavano, lasciò ai suoi discendenti la più grande potenza d’Europa”.
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Οι αιγυπτιοι λεγουσιν τον μεν Απολλωνα ευρετην ειναι του φοτου της δαφνης, ην παντες ανθρωποι περιτιθεασι τουτω ... ανατιθεασι αυτω και επιμελεστερα διαταξις των τε ιερων και των θυσιων.
Gli Egizi dicono che Apollo è l'inventore della pianta dell'alloro con la quale tutti gli uomini cingono la testa al dio mentre attribuiscono ad Osiride la scoperta dell'edera e la consacrano a questo dio, come fanno anche i greci per Dionisi e dicono che nel dialetto egiziano l'edera viene chiamata pianta di Osiride. Gli egiziani preferiscono (pongono davanti a. .) come pianta l'edera alla vite perché questa perde le foglie mentre l'altra le mantiene uguali/sempreverdi per lungo tempo. La scoperta della cultura e delle arti viene attribuita dai sacerdoti degli egiziani ad Ermes. Dicono che Sasichi sia inventore della geometria e della teoria sugli astri, apprendono da lui anche la massima cura dei luoghi sacri e dei sacrifici.
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Creso e Solone da Diodoro Siculo
Ό δέ Κροίσος μεγάλας κεκτημένος δυνάμεις και πολύν έκ παρασκευής σεσωρευκώς άργυρόν τε και χρυσόν, μετεπέμπετο των Ελλήνων τους σοφωτάτους, και συνδιατρίβων αύτοΐς μετά πολλών δώρων εξέπεμψε και αυτός προς αρετή ώφελεΐτο πολλά. Ποτέ δέ Σόλωνα μεταπεμψάμενος και τάς δυνάμεις και τό πλοΰτον έπιδειξάμενος, ήρώτησεν εϊ τις έτερος αύτω δοκεΐ μακαριότερος εΐνα Ό δέ Σόλων τη συνήθει τοις φιλοσόφοις χρησάμενος παρρησία έφη μηδένα τώ ζώντων είναι μακάριον τον γάρ επ' ευδαιμονία πεφρονηματισμένον και δοκοΰντ την τύχη ν έχειν συνεργόν μη γινώσκειν ει διαμένει μετ' αύτοΰ μέχρι τής εσχάτη Σκοπεϊν ούν έφη σε δεΐν την του βίου τελευτήν και τον διευτυχήσαντα τότε προσ κόντως λέγειν μακάριον. Ό δέ Κροίσος ύστερον γενόμενος αιχμάλωτος ύπό Κύρ και μέλλων επί μεγάλη πυρα κατακαίεσθαι, τής Σόλωνος αποφάσεως έμνημόνευσεν
Creso, essendosi procurato grandi ricchezze e avendo accumulato molto argento e oro sulla base del suo apparato, mandò a chiamare i più saggi dei Greci, e frequentandoli li mandò via con molti doni e egli stesso traeva molto vantaggio per il suo valore. Ma un giorno, fatto veneri Solone e mostratogli i beni e la ricchezza, gli domandò se un altro gli sembrava essere più felice. Allora, Solone adoperando la franchezza tipica dei filosofi disse che nessuno dei mortali era felice: infatti, colui che è superbo riguardo alla felicità e crede di avere la sorte come compagna non sa se resterà con lui fino alla fine. Dunque, disse che bisogna osservare la fine della vita e considerare convenientemente felice colui che in quel momento continua ad essere felice. Creso, in seguito, fatto prigioniero da Ciro e stando per essere bruciato su una grande pira, si ricordò della risposta di Solone.
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La storia rende immortali le grandi imprese
Versione greco Diodoro Siculo
Inizio: Τοις μεν εν τω ζην μηδεν αξιόλογον πράξασιν αμα ταις των σωμάτων ελευταις συναποθνησκει Fine: ταλλα λυμαινομενον χρονον εχει ϕυλακα της αιωνιον παραδόσεως τοις επιγιομενις
Periscono con quelli che non hanno fatto nulla di rilevante nella vita anche le altre cose sulla vita, mentre a quelli che con la virtù si sono guadagnati la gloria per l'eternità le imprese vengono ricordate, proclamate dalla bocca assai divina della storia. è bello, credo, per coloro che sono saggi ricevere la fama immortale in cambio di fatiche mortali. Si è d'accordo infatti che Eracle per tutto il tempo che fu tra gli uomini affrontò grandi e continui pericoli volontariamente, per ottenere l'immortalità avendo beneficiato la stirpe degli uomini. Degli altri uomini valorosi alcuni ottennero onori eroici, altri onori pari agli dei, tutti furono degni di grandi lodi, rendendo la storia immortali le loro virtù. Gli altri ricordi rimangono per poco tempo, cancellati da molte circostanze, mentre la potenza della storia, che si estende per tutta la terra abitata, per i discendenti ha come guardiano della tradizione eterna il tempo che distrugge tutte le altre cose.
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Ὅτι οἱ Μιλήσιοι ἀκολουθῆσαι βουλόμενοι τῷ χρησμῷ Θάλητι τῷ Μιλησίῳ [τῶν ἑπτὰ σοφῶν] τὸ ἀριστεῖον ἐβούλοντο δοῦναι· τὸν δ' εἰπεῖν ὡς οὐκ ἔστι πάντων σοφώτατος, συμβουλεύειν δὲ πρὸς ἕτερον πέμπειν σοφώτερον. τούτῳ δὲ τῷ τρόπῳ καὶ τῶν ἄλλων τῶν ἑπτὰ σοφῶν ἀποποιησαμένων τὸν τρίποδα Σόλωνι δίδοσθαι δοκοῦντι πάντας ἀνθρώπους ὑπερβεβλῆσθαι σοφίᾳ τε καὶ συνέσει. τὸν δὲ συμβουλεῦσαι τοῦτον ἀναθεῖναι Ἀπόλλωνι· τοῦτον γὰρ εἶναι σοφώτερον πάντων.