- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Un'eclissi di sole preannuncia la fine di Pelopida
Περὶ δὲ τοὺς αὐτοὺς καιροὺς Θετταλοὶ πρὸς ᾿Αλέξανδρον τὸν Φερῶν τύραννον διαπολεμοῦντες, καὶ πλείοσι μάχαις ἡττωμένοι, πολλοὺς δὲ τῶν στρατιωτῶν ἀπολωλεκότες, πρέσβεις ἀπέστειλαν πρὸς Θηβαίους, ἀξιοῦντες αὐτοῖς βοηθῆσαι καὶ στρατηγὸν αὐτοῖς ἐξαποστεῖλαι Πελοπίδαν. ᾜδεισαν γὰρ τοῦτον τὸν ἄνδρα διὰ τὴν ὑπ' ᾿Αλεξάνδρου σύλληψιν ἀλλοτριώτατα διακείμενον πρὸς τὸν δυνάστην, ἅμα δὲ καὶ ἀνδρείᾳ διάφορον καὶ ἐπὶ στρατηγικῇ συνέσει διαβεβοημένον. Συναχθείσης δὲ τῆς κοινῆς συνόδου τῶν Βοιωτῶν, καὶ τῶν πρέσβεων διαλεχθέντων περὶ ὧν εἶχον ἐντολάς, οἱ μὲν Βοιωτοὶ πάντα συνεχώρησαν τοῖς Θετταλοῖς, καὶ δόντες εἰς ἑπτακισχιλίους στρατιώτας τῷ Πελοπίδᾳ συντόμως ἐκέλευον βοηθεῖν αὐτὸν τοῖς δεομένοις· τοῦ δὲ Πελοπίδου ταχέως μετὰ τῆς δυνάμεως ἐξιόντος συνέβη τὸν ἥλιον ἐκλιπεῖν. Πολλῶν δὲ τὸ γεγονὸς ὑποπτευσαμένων, τῶν μάντεών τινες ἀπεφήναντο διὰ τὴν γενομένην ἔξοδον τῶν στρατιωτῶν ἐκλιπεῖν τὸν τῆς πόλεως ἥλιον. Καὶ διὰ τούτων τῶν λόγων προλεγόντων τὸν τοῦ Πελοπίδου θάνατον, οὐδὲν ἧττον ὁ Πελοπίδας ἀνέζευξεν ἐπὶ τὴν στρατείαν, ὑπὸ τοῦ χρεὼν ἀγόμενος.
In questo stesso tempo i tessali guerreggiando con Alessandro tiranno di Fere, vinti parecchie volte in battaglia, avendo perso una grande quantità di soldati nelle battaglie, inviarono a sollecitare i tebani chiedendo loro di aiutarli e di mandare loro Pelopida come stratega. Seppero infatti che quest'uomo per un arresto da parte di Alessandro era molto ostile verso il sovrano ma che allo stesso tempo si distingueva per il coraggio e era insieme celebrato per l'abilità strategica. Esposte la loro commissione davanti all'intero concilio dei beozi e questi benignamente annuendo alla domanda ordinavano a Pelopida di marciare subito in aiuto dei Tessali con settemila uomini. Ma mentre che Pelopida, velocemente si incamminava secondo gli ordini ricevuti, accadde che il sole si oscurò: il qual prodigio mise molti in turbamento e tra i pronosticanti vi erano alcuni che interpretavano che per quella partenza dell'esercito doveva mancare il sole della città, con ciò intendevano dire che Pelopida sarebbe morto.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Φριξον τον Αθαμαντος μυθολογουσι δια τας απο της μητυιας επιβουλας αναλαβοντα την αδελφην Ελλην γυγειν εκ της Ελλαδος .... περι της Κολχων αγριοτητος μηδεις των ξενων επιβηναι τολμηση της χωρας.
Narrano, che Frisso, figlio di Atamante , per salvarsi dalle insidie della madrigna fuggì dalla Grecia insieme con la sorella Elle. Mentre questi venivano trasportati dall'Europa all'Asia, secondo una certa provvidenza degli dei per mezzo dell' ariete dal vello d'oro, (narrano) che la Fanciulla cadde nel mare, che da lei fu chiamato Ellesponto e che Frisso, procedendo verso il Ponto, fu poi fatto scendere nella Colchide, e (narrano che) dopo aver sacrificato l'ariete, ne appese il vello nel tempio di Marte. Dopo queste cose, regnando la Colchide Eeta, (= genitivo assoluto) l'oracolo gli fece sapere, che sarebbe morto (avrebbe terminato la vita), quando degli stranieri arrivati navigando, avessero portato via il vello d'oro. E per questa ragione, (raccontano che egli) sacrificava gli stranieri affinché, diffusa la diceria/fama per ogni luogo sulla Colchide, nessuno fra i forestieri tentasse di entrare nella regione.
In questa versione trovi la regola del genitivo assoluto:
ripassala con il nostro video
{contentvideolinker}youtube:BWyh2CEOOiE{/contentvideolinker}
Alcuni verbi della versione
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 3
Ο Διονυσος προηγε προς τους Τιτανας, στρατευων επι κολασει μεν των ασεβων, ευεργεσια δε του κοινου γενους των ανθρωπων. Μετα δε, επι τους Ινδους σττρατευσας, την επανοδον ... το παλαιον ιστορουμενας παρεδρευειν τω θεω
Dioniso proseguì contro i Titani, combattendo da un lato per la punizione dei sacrileghi, dall’altro per i benefici del comune genere umano. In seguito, dopo aver combattuto contro gli Indi, fece ritorno in Beozia, portando una considerevole quantità di prede, riportando inoltre per la prima volta fra tutte il trionfo su un elefante indiano. Egli personalmente punisce molti altri che commettono empietà per tutta la terra abitata, e in particolare Penteo, il più famoso. I Beoti e gli altri Greci dopo questa spedizione ritenevano che in questo tempo il dio facesse le sue apparizioni presso gli uomini. Perciò in molte delle città greche, anche al giorno d’oggi nei tempi più recenti, si riuniscono feste orgiastiche di donne ed è usanza per le vergini portare il tirso ed essere invasate tutte insieme mentre gridano «evoè» e onorano il dio; le donne poi offrono sacrifici al dio e celebrano il baccanale e invocano universalmente la presenza di Dioniso, imitando le Menadi, che in antichità si narrava assistessero il dio sedendogli accanto.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 5
Παλαιος τις λογος εστι οτι ουχ τας δημοκρατιας οι τυχοντες των ανθρωπων αλλ'οι ταις υπεροχαις προεχοντες καταλουσι. Διο και των πολεων ενιαι, υποπτευουσαι τους μαλιστα..... αλλ''ινα τα φρονηματα των υπερεχοντων ταπεινοτερα γιγνηται δια την φυγην
Un'antica narrazione dice (lett. è) che non gli uomini qualunque ma quelli che eccellono rovesciano le democrazie per le preminenze politiche. Perciò anche alcune delle città sospettando soprattutto dei potenti fra i cittadini, distruggono la loro reputazione. Infatti è normale, per coloro che desiderano cose più grandi, l'arricchirsi e avere desideri illimitati. Perciò gli ateniesi esiliavano quelli che primeggiavano fra i cittadini applicando a loro quello chiamato ostracismo. L'usanza era questa: ognuno dei cittadini scriveva su un coccio il nome di chi sembrava soprattutto poter abbattere la democrazia, e quello che avesse parecchi cocci, imponevano che questo esiliasse dalla patria per il tempo di cinque anni. Gli ateniesi compivano questa cosa non per punire la cattiveria ma perché gli animi di coloro che primeggiavano diventassero più sottomessi a causa dell'esilio.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Ο πρωτος Ηρακλης γιγνεται εξ Διος παμπολλω χρονω προτερον του ομωνυμου γεννωμενου εξ Αλκμηνης περι την Αργειαν χωραν. Οι μυθολογοι δε ου παραλαμβαβουσι παρα των μυθων τινος μετρος μεν ην ο πρωτος Ἡρακλης αυτο δε μονον γιγνωσκουσι οτι ρωμη σοματος διαφερων των απαντων βροτων επηρχετο την οικουμενην γην, κολαζων μεν τους αδικους, αποκτεινων δε τους θηρας ποιουντας αοικητον την χωραν. Οι μυθολογοι προσετι γραφουσι οτι ο πρωτος Ηρακλης, κτωμενος πασι ανθρωποις την ελευθεριαν, και αησσητος μεν εγιγνετο και ατρωτος, δια δε τας ευεργεσιας ετυγ χανε αθανατου τιμης παῥ ανθρωποις. Ετι και νυν παντες οι ανδρες οιονται αυτον ειναι παραδειγμα ανυπερβλητον της αρετης. Ο δε δευτερος Ηρακλης γιγνεται εκ Διος και εξ Αλκμηνης· πανελως νεωτερος ην, αλλα εκ παιδος εγιγνετο ζηλωτης της αρητης του παλαιου Ηρακ λεους· ομως τοιγαρουν ετυγχανε της αθανασιας. Παμπολλοι δε των ανθρωπων δια την ομωνυμιαν ενεπιπτον εις αμαρτημα, αναφεροντες τω δευτερω και τα εργα του παλαιου Ηρακλεους
Il primo Eracle nasce da Zeus moltissimo tempo prima della nascita dell'omonimo da Alcmena nei pressi della regione Argiva. Gli scrittori (di miti) non sono a conoscenza all'infuori dei miti, di quale madre era il primo Eracle, conoscono soltanto ciò (cioè) che con la forza del corpo distinguendosi fra tutti i mortali percorreva la terra abitata punendo gli ingiusti ed uccidendo le belve che rendevano disabitata la regione. I narratori di miti altresì scrivono che il primo Eracle procurando a tutti gli uomini la libertà era invincibile e invulnerabili e otteneva onore attraverso buone azioni per gli uomini. Inoltre anche ora / oggi tutti gli uomini ritengono che lui sia un modello insuperabile di virtù. Il secondo Eracle nasce da Zeus e Alcmena ed era completamente più giovane, ma da fanciullo era sostenitore della virtù dell'antico Eracle; ad ogni modo, certamente, aveva in sorte l'immortalità. Moltissimi fra gli uomini per l'omonimia cadevano in errore attribuendo al secondo Eracle le gesta dell'antico Eracle.