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Solone e Pisistrato
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro il nuovo lingua greca
INIZIO: Ο Σολων προς τη του βιου τελευτη ιδων Πεισιστρατον δημαγωυουντα ινα τω πληθει χαρισαιτο ξαι προς τυραννιδα παρορμουντα... FINE: ...θαυμασας τηυ φρονησιν αοτου ουδεν αυτον ηδικησεν.
Solone verso la fine della vita, vedendo che pisistrato governava il popolo con grazia e trascinava la tirannide, da prima cercò di dissuaderlo con queste parole, in seguito avandò verso la piazza con l'armatura essendo ormai del tutto veccho. poiche i cittadini agivano contro di lui per l'opinione comune, invitò i cittadini a prendere le armi e a distruggere subito il tiranno. poiche nessuno gli dava ascolto, tutti, riconoscendo la sua pazzia, alcuni capendo la sua vecchiaia, ormai pisistrato portando con se alcune guardie del corpo andò da solone e obbedì a quello e avendo il coraggio di voler la tirannide di quello poiche disse in vecchiaia meravigliandosi del pensiero di quello niente lo offese
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Nino re degli assiri marcia contro babilonia
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
Anticamente nei confini dell'Asia, dove scorrono i fiume Tigri e Eufrate, ci fu l'impero famoso e potente degli assiri. Il fondatore dell'impero fu per primo il re degli Assiri Nino. Nino fece una guerra feroce con i popoli confinanti e placò molte città e nazioni e sottomise grande parte dell'Asia. Fondò la città ricca e grande che dal suo nome chiamò Nino. Sposò Seramide, donna di animo virile. Infatti dopo la morte del marito la regina Seramide indossò l'abito virile; compì scempi con audacia, non superò solo le donne ma anche gli uomini in virtù: fondò la città di Babilonia, aggiunse all'impero degli assiri l'Etiopia, combattè felicemente con gli Indi. Dopo molti anni del regno morì. A Seramide successe il figlio (imbellis): infatti trascurò le arti belliche di marte
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LA MORTE DI REMO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione
Ο Ρωμυλος, κτιζων την Ρωμην, ταφρον περιεβαλλε τω Παλατιω κατα σπουδην, μη τινες των περιοικων κωλυσωσιν αυτου την προαιρεσιν. Ο tη Ρωμυλος, κτιζων την Ρωμην, ταφρον περιεβαλλε τω Παλατιω κατα σπουδην, μη τινες των περιοικων κωλυσωσιν αυτου την προαιρεσιν. Ρεμος, φθονων τφ αδελφω της ευτυχιας, προσερχομενος τοις εργαζομενοις εβλασφημεν απεφηνατο γαρ στενην ειναι την ταφρον, και επισφαλη εσεσθαι την πολιν, των πολεμιων ρςιδιως αυτην υπερβαινοντων. Ο δε Ρωμυλος οργισαμενος ελεξεν· «Παραγγελω πασι τοις πολιταις αμυνασθαι τον υπερβαινειν επιχειρουντα». Παλιν δε ο Ρεμος τοις εργαζομενοις ονειδιζων ελεγε στενην αυτους παρασκευαζειν την ταφρον και αυτος ταυτα λεγων υπερηλατο. Ην δε τις Κελερ, εις των εργαζομενων, Ος ελεξε· «Εγω δε αμυνουμαι τον υπερπηδωντα, κατα το προσταγμα του βασιλεως», και αμα ταυτα λεγων ανετεινε το σκαφειον και παταξας την κεφαλην απεκτεινε τον Ρεμον.
Romolo, che fondò Roma, collocò attorno al Palatino un fossato in fretta, affinché nessuno dei vicini ostacolasse la sua scelta. Ma Remo, essendo geloso del fratello per il (suo) successo, avvicinandosi a coloro che lavoravano li rimproverava dicendo che il fossato era stretto e che era facile per i nemici passarci sopra. E Romolo disse: "Comanderò a tutti i cittadini di evitare che gli assalitori (lo) attraversino. " Remo invece diceva sparlando ai lavoranti che loro facevano il fossato stretto, e dicendo egli stesso che (quelli) lo superavano con un salto. Il primo allora gridò: "Io respingerò chi lo supererà, secondo il comando del re" contemporaneamente dicendo le seguenti cose alzava la vanga e avendo colpito la testa (del fratello) uccise Remo.
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UN EPOCA DI GRANDE PROGRESSO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Versioni per il biennio - pag. 238 n. 238
TRADUZIONE
Infatti l’esercito di Serse re dei Persiani in Grecia mise una grandissima paura ai Greci per la grandezza delle forze. Poiché l’esercito (greco) contro ogni aspettativa ottenne una fine (un esito finale) inaspettata/o, non solo gli abitanti della Grecia allontanarono i pericoli, ma guadagnarono anche grande gloria, e ogni città greca fu riempita di una tale sicurezza, che tutte si stupirono della trasformazione all’opposto. In seguito infatti per cinquant’anni la Grecia fu capace di un grande progresso verso il benessere. In quei tempi infatti sia le arti raggiunsero la gloria per la (loro) ricchezza, e in quel tempo gli artisti diventatarono i più grandi, tra i quali c’è lo scultore Fidia; ugualmente progredirono molto le cose riguardo all’educazione e la filosofia fu molto stimata come la retorica presso tutti i Greci, ma in particolare presso gli Ateniesi
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LA MORTE DI REMO VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ο Ρωμυλος, κτιζων την Ρωμην, ταφρον περιεβαλλε τω Παλατιω κατα σπουδην, μη τινες των περιοικων κωλυσωσιν αυτου την προαιρεσιν. Ο tη Ρωμυλος, κτιζων την Ρωμην, ταφρον περιεβαλλε τω Παλατιω κατα σπουδην, μη τινες των περιοικων κωλυσωσιν αυτου την προαιρεσιν. Ρεμος, φθονων τφ αδελφω της ευτυχιας, προσερχομενος τοις εργαζομενοις εβλασφημεν απεφηνατο γαρ στενην ειναι την ταφρον, και επισφαλη εσεσθαι την πολιν, των πολεμιων ρςιδιως αυτην υπερβαινοντων. Ο δε Ρωμυλος οργισαμενος ελεξεν· «Παραγγελω πασι τοις πολιταις αμυνασθαι τον υπερβαινειν επιχειρουντα». Παλιν δε ο Ρεμος τοις εργαζομενοις ονειδιζων ελεγε στενην αυτους παρασκευαζειν την ταφρον και αυτος ταυτα λεγων υπερηλατο. Ην δε τις Κελερ, εις των εργαζομενων, Ος ελεξε· «Εγω δε αμυνουμαι τον υπερπηδωντα, κατα το προσταγμα του βασιλεως», και αμα ταυτα λεγων ανετεινε το σκαφειον και παταξας την κεφαλην απεκτεινε τον Ρεμον.
Romolo, che fondò Roma, collocò attorno al Palatino un fossato in fretta, affinché nessuno dei vicini ostacolasse la sua scelta. Ma Remo, essendo geloso del fratello per il (suo) successo, avvicinandosi a coloro che lavoravano li rimproverava dicendo che il fossato era stretto e che era facile per i nemici passarci sopra. E Romolo disse: "Comanderò a tutti i cittadini di evitare che gli assalitori (lo) attraversino. " Remo invece diceva sparlando ai lavoranti che loro facevano il fossato stretto, e dicendo egli stesso che (quelli) lo superavano con un salto. Il primo allora gridò: "Io respingerò chi lo supererà, secondo il comando del re" contemporaneamente dicendo le seguenti cose alzava la vanga e avendo colpito la testa (del fratello) uccise Remo.
VERSIONE DI UN ALTRO UTENTE
Romolo, attendendo alla fondazione di Roma, faceva scavare velocemente un fossato intorno al Palatino, per impedire che qualcuno deimpopoli confinanti venisse a ostacolare il suo progetto. Remo essendo invidioso del successo del fratello, avvicinandosi a coloro che lavoravano li insultava: dichiarò infatti che il fossato era stretto e che la città sarebbe stata poco sicura, poiché i nemici potevano oltrepassarlo con facilità. Romolo, adirandosi disse" Ordinerò a tutti i cittadini di punire colui che tentasse di pltrepassare il fossato". Di nuovo Remo, insultando coloro che lavoravano, diceva che essi stavano facendo il fossato molto stretto e mentre raccontava queste cose, egli stesso saltava al di là. C'era lì un certo Celero, uno di quelli che lavoravano, che disse "Io punirò secondo l'ordine del re, colui che ha oltrepassato il fossato e pronunciando queste parole alzava la vanga e colpito Remo al capo, lo uccise.