- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco POLIBIO
- Visite: 5
Superiorità dei Romani sui Cartaginesi versione greco Polibio
Καρχηδόνιοι δὲ τῶν μὲν πεζικῶν εἰς τέλος ὀλιγωροῦσι, τῶν δ' ἱππικῶν βραχεῖάν τινα ποιοῦνται πρόνοιαν. αἴτιον δὲ τούτων ἐστὶν ὅτι ξενικαῖς καὶ μισθοφόροις χρῶνται δυνάμεσι, Ῥωμαῖοι δ' ἐγχωρίοις καὶ πολιτικαῖς. ᾗ καὶ περὶ τοῦτο τὸ μέρος ταύτην τὴν πολιτείαν ἀποδεκτέον ἐκείνης μᾶλλον· ἡ μὲν γὰρ ἐν ταῖς τῶν μισθοφόρων εὐψυχίαις ἔχει τὰς ἐλπίδας ἀεὶ τῆς ἐλευθερίας, ἡ δὲ Ῥωμαίων ἐν ταῖς σφετέραις ἀρεταῖς καὶ ταῖς τῶν συμμάχων ἐπαρκείαις. διὸ κἄν ποτε πταίσωσι κατὰ τὰς ἀρχάς, Ῥωμαῖοι μὲν ἀναμάχονται τοῖς ὅλοις, Καρχηδόνιοι δὲ τοὐναντίον. ἐκεῖνοι γὰρ ὑπὲρ πατρίδος ἀγωνιζόμενοι καὶ τέκνων οὐδέποτε δύνανται λῆξαι τῆς ὀργῆς, ἀλλὰ μένουσι ψυχομαχοῦντες, ἕως ἂν περιγένωνται τῶν ἐχθρῶν. διὸ καὶ περὶ τὰς ναυτικὰς δυνάμεις πολύ τι λειπόμενοι Ῥωμαῖοι κατὰ τὴν ἐμπειρίαν, ὡς προεῖπον ἐπάνω, τοῖς ὅλοις ἐπικρατοῦσι διὰ τὰς τῶν ἀνδρῶν ἀρετάς
Traduzione n. 1 (letterale)
I Cartaginesi invece non si danno completamente cura della fanteria tengono in poca considerazione la cavalleria. Una ragione di questi atteggiamenti è che si servono di forze straniere e mercenarie, i Romani di locali e cittadine e anche per questa ragione bisogna approvare questa forma di governo più di quella: questa ripone sempre le speranze di libertà nel coraggio dei mercenari quella dei Romani invece nei loro atti di valore e nel soccorso degli alleati. Perciò anche se all’inizio sono battuti, i Romani riprendono a combattere con tutte le forze, i Cartaginesi invece fanno al contrario, (quelli infatti) battendosi in difesa della patria e dei figli non possono mai smettere dall’ira, ma resistono combattendo accanitamente, finché prevalgono sui nemici, per questo anche i Romani pur essendo inferiori nelle forze navali di molto per esperienza, come ho detto prima, in generale riescono vincitori per il valore degli uomini (soldati).
Traduzione n. 2
I cartaginesi invece trascurano del tutto le truppe di terra e riservano un pò di attenzione alla cavalleria. La ragione di questi comportamenti è che costoro si servono di forze straniere e mercenarie, i Romani di locali e di statali. Perciò anche per questo aspetto la costituzione romana è preferibile a quella cartaginese, questa infatti ripone continuamente le proprie speranze di libertà nel coraggio dei mercenari quella romana nel valore dei propri uomini e nell'aiuto degli alleati. Perciò se anche subiscono una sconfitta all'inizio i romani riescono a rimediare completamente nel prosieguo della guerra mentre ai cartaginesi accade il contrario, i Romani infatti battendosi per la patria e i figli non osano mai cessare dalla lotta ma resistono combattendo con ardore finchè non ottengono ragione dei nemici; per questo motivo pur essendo nelle forze navali di molto inferiori quanto ad esperienza, come prima ho detto, si rivelano nel complesso superiori grazie al valore dei loro uomini.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco POLIBIO
- Visite: 4
Ο μεν Παδος ποταμος, υπο δε των ποιητων Ηριδανος λεγομενος, εχει πλειστας εξ Αλπεων πηγας· ...
Il Po, celebrato dai poeti con il nome di Eriandro, ha la sua fonte negli Alpi e trascorre giù verso le pianure, facendo il suo corso verso il sud. Quando raggiunge i luoghi al livello della pianura, li trascorre girandosi con la corrente verso est, e sfocia in due aperture verso i luoghi lungo l’Adriatico; divide la parte maggiore della pianura verso le Alpi e il profondo dell’Adriatico. Porta un volume di acqua non piccolo dei fiumi dell’Italia, per il fatto che i fiumi sulle pianure che declinano dagli Alpi e dalle montagne Appennini concorrono tutti e da per tutto in esso. Il fiume trascorre nel modo più grande e bello presso il sorgere del cane (ovvero, nel solstizio estivo), cresciuto per la quantità della neve sciolta nelle montagne che abbiamo menzionato. È inoltre navigabile dal mare fino all’apertura chiamata Volano quasi per duemila stadi. Poi, da principio dalle fonti ha un torrente non navigabile, si divide poi in due parti verso i cosiddetti Trigaboli; di queste, la prima apertura viene chiamata Padusa, l’altra Volano. È situato in esso una baia, che non offre minor sicurezza di quelle sull’Adriatico a coloro che vengono lì a porto. Presso quelli che abitano nel luogo, il fiume viene chiamato Bodenco.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco POLIBIO
- Visite: 5
La Sicilia versione greco Polibio
Έν τοις άρχαιοτάτοις χρόνοις τήν Σικελιαν ώκέτευσαν οι Σικελοί, ανθρώπων γένος άγριον και βαρβαρώτατον. Μετά δέ τούς Σικελούς, έκ της πατρίδος πορθμεύσαντες, οί "Ελληνες πολλάς κληρουχίας έν τή Σικελία έπΙ της θαλάττης ίδρύσαντο, έμπορευσόμενοι εμπορεύματα πολλά* πρώτον μεν οί άποικοι, ελεύθεροι δντες, οι μεν κατ' όλιγαρχίαν έπολιτεύσαντο, οί δέ κατά δημοκρατίαν έπειτα δέ έν ταϊς πλείσταις τών πόλεων τύραννοι έτυράννευσαν και τών άλλων πάντων έπρώτευσαν οι τών Συρακοσίων τύραννοι, τή δυνάμει και τοις χρήμασι. "Υστερον δέ οί Καρχηδόνιοι πολλάς στρατείας έπι τήν Σικελιαν στρατεύσαντες. τά τών θεών ιερά έσκύλευσαν. τούς οίκήτας έλήστευσαν και πάντα έπόρθησαν, έως δέ οί 'Ρωμάϊοι, τούς Καρχηδονίους απόκρουσαντες, τήν νήσον καλώς έπολίτευσαν.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco POLIBIO
- Visite: 4
Un sogno di Scipione versione greco Polibio
traduzione libro Euloghia pagina 519 numero 354
θεωρῶν γὰρ τὴν μητέρα περιπορευομένην τοὺς νεὼς καὶ θύουσαν τοῖς θεοῖς ὑπὲρ τἀδελφοῦ καὶ καθόλου μεγάλην προσδοκίαν ἔχουσαν ὑπὲρ τοῦ μέλλοντος, ἧς μόνης ἔμελεν αὐτῷ —τὸν μὲν γὰρ πατέρα τότε πλεῖν συνέβαινεν εἰς Ἰβηρίαν στρατηγὸν καθεσταμένον ἐπὶ τὰς προειρημένας πράξεις — οὐ μὴν ἀλλ’ ἔφη πρὸς αὐτὴν ὄνειρον τεθεωρηκέναι δὶς ἤδη τὸν αὐτόν. δοκεῖν γὰρ ἅμα τἀδελφῷ καθεσταμένος ἀγορανόμος ἀναβαίνειν ἀπὸ τῆς ἀγορᾶς ὡς ἐπὶ τὴν οἰκίαν, ἐκείνην δὲ συναντᾶν αὐτοῖς εἰς τὰς θύρας καὶ περιπτύξασαν ἀσπάσασθαι. τῆς δὲ παθούσης τὸ γυναικεῖον πάθος καί τι προσεπιφθεγξαμένης Εἰ γὰρ ἐμοὶ ταύτην ἰδεῖν γένοιτο τὴν ἡμέραν Βούλει φησί μῆτερ, πεῖραν λάβωμεν; τῆς δὲ συγκαταθεμένης, ὡς οὐ τολμήσοντος αὐτοῦ, πρὸς δὲ τὸν καιρὸν οἱονεὶ προσπαίζοντος — καὶ γὰρ ἦν κομιδῇ νέος — ἠξίου τήβενναν αὑτῷ λαμπρὰν εὐθέως ἑτοιμάσαι· τοῦτο γὰρ ἔθος ἐστὶ τοῖς τὰς ἀρχὰς μεταπορευομένοις.
Scipione, infatti, vedendo che la madre andava in giro per i templi e sacrificava agli dei in favore del fratello e in generale nutriva una grande aspettativa per il futuro, la madre che sola gli stava a cuore - infatti il padre allora navigava verso l'Iberia perché era stato nominato comandante per le azioni di cui abbiamo parlato - le disse che aveva ormai fatto per due volte lo stesso sogno. Infatti aveva visto se stesso che eletto edile insieme al fratello tornava dal foro a casa e che lei andava loro incontro sulla porta e abbracciandoli li salutava. Poichè lei provò un'emozione tipicamente femminile ed esclamò " O se avessi la possibilità di vedere questo giorno", le disse "Vuoi che ci proviamo?" Le approvò la proposta pensando che lui non avrebbe poi avuto il coraggio di agire, ma che stesse solo scherzando sul momento - infatti era molto giovane - e allora Pubblio le chiese di preparargli subito una toga bianca. Infatti questo è l'uso di coloro che si candidano alle cariche pubbliche.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di Greco POLIBIO
- Visite: 4
Esortazione di Agelao di Naupatto a Filippo e agli Alleati
Versione greco Senofonte traduzione libro
Erga Emeron pagina 250 numero 151
ὃς ἔφη δεῖν μάλιστα μὲν μηδέποτε πολεμεῖν τοὺς Ἕλληνας ἀλλήλοις, ἀλλὰ μεγάλην χάριν ἔχειν τοῖς θεοῖς, εἰ λέγοντες ἓν καὶ ταὐτὸ πάντες καὶ συμπλέκοντες τὰς χεῖρας, καθάπερ οἱ τοὺς ποταμοὺς διαβαίνοντες, δύναιντο τὰς τῶν βαρβάρων ἐφόδους ἀποτριβόμενοι συσσώζειν σφᾶς αὐτοὺς καὶ τὰς πόλεις. οὐ μὴν ἀλλ' εἰ τὸ παράπαν τοῦτο μὴ δυνατόν, κατά γε τὸ παρὸν ἠξίου συμφρονεῖν καὶ φυλάττεσθαι, προϊδομένους τὸ βάρος τῶν στρατοπέδων καὶ τὸ μέγεθος τοῦ συνεστῶτος πρὸς ταῖς δύσεσι πολέμου· δῆλον γὰρ εἶναι παντὶ τῷ καὶ μετρίως περὶ τὰ κοινὰ σπουδάζοντι καὶ νῦν, ὡς ἐάν τε Καρχηδόνιοι Ῥωμαίων ἐάν τε Ῥωμαῖοι Καρχηδονίων περιγένωνται τῷ πολέμῳ, διότι κατ' οὐδένα τρόπον εἰκός ἐστι τοὺς κρατήσαντας ἐπὶ ταῖς Ἰταλιωτῶν καὶ Σικελιωτῶν μεῖναι δυναστείαις, ἥξειν δὲ καὶ διατείνειν τὰς ἐπιβολὰς καὶ δυνάμεις αὑτῶν πέρα τοῦ δέοντος. διόπερ ἠξίου πάντας μὲν φυλάξασθαι τὸν καιρόν, μάλιστα δὲ Φίλιππον.
Costui disse che era del tutto necessario che i greci non si facessero più guerra gli uni con gli altri, avrebbero dovuto anzi tributare molti ringraziamenti agli dei se raggiungendo tutto uno ed uno stesso accordo, e prendendosi per mano come quelli che attraversano i fiumi, fossero riusciti a respingere l'assalto dei barbari e a salvare se stessi e le proprio città. Tuttavia, se questo non fosse stato assolutamente possibile, riteneva che dovessero accordarsi almeno per il presente momento e stare in guardia, considerando la forza degli eserciti e la grandezza della guerra in corso in occidente; era infatti chiaro ad ognuno che si ocupasse anche non molto e da poco di politica che, se i cartaginesi avessero vinto in guerra i romani, o i romani i cartaginesi, i vincitori verosimilmente, non si sarebbero accontentati di dominare l'Italia e la Sicilia, ma sarebbero andati avanti e avrebbero estese le proprie mire ed i propri eserciti al di là del giusto. Riteneva Perciò che tutti dovessero stare in guardia in quel momento maggiormente Filippo.