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La decadenza della Persia dopo la morte di Ciro il Vecchio versione greco Senofonte traduzione libro Verso Itaca
καλλίστη και μεγίστη ἡ Κύρου βασιλεία ἦν ... fine: οι ὑπ' αὐτῶν ἀπχόμενοι γίγνονται
Il regno di Ciro era gloriosissimo e grandissimo e ciò testimonia questa grandezza: Ciro governava i Persiani con temperanza e anche con giustizia e quello rispettava e onorava quelli sotto di lui come suoi figli, i sudditi veneravano Ciro come un padre. Dopo la morte di Ciro subito i suoi figli erano in dissenso, subito città e nazioni si ribellarono, tutte le cose volsero in peggio. Prima infatti quelli che si mettevano in pericolo per il re o quelli che assoggettavano una nazione o sottomettevano una città, o quelli che compivano una nobile o abile impresa per lui, costoro erano onorarti; ora invece quelli che tradiscono il padre e quelli che abbandonano la moglie e i figli e quelli che violano i più sacri giuramenti, costoro sono ricompensati con grandissimi onori. Vedendo dunque ciò tutti quelli nell’Asia si volgono all’empietà ed ingiustizia; quali infatti sono i governanti tali diventano quelli che sono loro sudditi.
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Abitudini del popolo Armeno Senofonte
Εν τη Αρμενια ριγηλου οντος αιθερος και γιγνομενης πολλης χιονος δια χειμωνος ...

In Armenia poiché in inverno il freddo è elevato e portando abbondanti nevicate, gli abitanti stavano sotto terra, proprio come l’imboccatura di un pozzo di un pozzo (φρέαρ), esteso in basso (εὐρύς): le imboccature erano scavate da bestie da soma, gli uomini vi entravano per mezzo di una scala (κλῖμαξ). Nelle case c’erano animali di ogni genere, porcellini, uccelli (ὄρνις) e (loro) figliolanze: i buoi erano nutriti con foraggio all’interno. Avevano anche fuochi e orzi e legumi e vino di orzo in vasi (κρατήρ). Nei vasi c’erano anche semi galleggianti intorno al bordo. Quando gli nomini avevano sete (διψάω), utilizzavano canne cave all’interno e prendendole con la bocca, succhiavano. Il vino d’orzo integrale era bevanda vigorosa, ma gradevole. (by Geppetto)
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La preghiera del bovaro
versione greco Esopo traduzione libro verso itaca
Un bovaro in campagna portava al pascolo la mandria di tori e senza sensibilità lascia il vitello. Girò intorno, ma non trovò; dunque pregò Zeus e disse: "o Zeus, se trovo il ladro, prometto di sacrificare un capretto. >> Dopo poco tempo giunse nei pressi di un bosco e lì si imbatté in un leone; il terribile animale divorò il vitello. Il bovaro temette e di nuovo fece una preghiera al dio e disse: "Zeus, se trovo il ladro, prometto di sacrificare un capretto. " Dopo poco tempo giunse nei pressi di un bosco e lì si imbatté in un leone; il terribile animale divorò il vitello. Il bovaro temette e di nuovo fece una preghiera al dio e disse: "Zeus padrone, prima ti pregai di sacrificare il capretto in cambio del ladro, ora invece il toro ti prometto, se evito il ladro. "
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Il cavallo e il soldato Esopo versione greco Verso Itaca
Un soldato nutriva il suo cavallo di orzo e lo riteneva un collaboratore nelle necessità, finchè era tempo di guerra, ma quando la guerra cessa, il cavallo è sottoposto alle schiavitù ed a carichi difficili ed è nutrito solo con pula. Ma quando giunge di nuovo la guerra, il padrone frenava il cavallo, si ornava e lo cavalcava. Ma quello non era forte e costantemente cadeva e disse al padrone: "vattene con i fanti opliti adesso; infatti prima mi hai mutato da cavallo ad asino, come pretendi avere di nuovo un cavallo da un asino?" La favola dimostra che nel momento di sicurezza non bisogna scordare i momenti favorevoli.
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La dimora del gran re
versione greco traduzione libro verso itaca
INIZIO: Κελαιναι ησαν της Φρυγιας πολις οικουμενη ͵μεγαλη και ευδαιμων.
FINE: ...· διό ο ποταμος καλειται Μαρσυας
Celene era una città della Frigia, popolosa, grande e prospera, dove Ciro possedeva una reggia e un grande parco, pieno di animali selvatici, che lui cacciava a cavallo, volendo tenere in esercizio se stesso e i suoi destrieri. Nel mezzo del parco scorre il Meandro: le sue sorgenti nascono nella reggia e il suo corso si snoda attraverso la città di Celene. Anche un palazzo fortificato del gran re sorge a Celene, nei pressi delle fonti del fiume Marsia, ai piedi dell'acropoli. Anche il Marsia scorre attraverso la città e si getta nel Meandro. Ampiezza del Marsia: venticinque piedi. Si racconta che qui Apollo, dopo aver vinto Marsia, suo rivale in una gara di abilità, lo scorticò e ne appese la pelle nell'antro vicino alle sorgenti: ecco perché il fiume ha il nome di Marsia