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I primi pericolosi accusatori versione greco Platone traduzione libro phronemata
Πρῶτον μὲν οὖν δίκαιός εἰμι ἀπολογήσασθαι, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, πρὸς τὰ πρῶτά μου ψευδῆ κατηγορημένα καὶ τοὺς πρώτους κατηγόρους, ἔπειτα δὲ πρὸς τὰ ὕστερον καὶ τοὺς ὑστέρους. ἐμοῦ γὰρ πολλοὶ κατήγοροι γεγόνασι πρὸς ὑμᾶς καὶ πάλαι πολλὰ ἤδη ἔτη καὶ οὐδὲν ἀληθὲς λέγοντες, οὓς ἐγὼ μᾶλλον φοβοῦμαι ἢ τοὺς ἀμφὶ Ἄνυτον, καίπερ ὄντας καὶ τούτους δεινούς· ἀλλ' ἐκεῖνοι δεινότεροι, ὦ ἄνδρες, οἳ ὑμῶν τοὺς πολλοὺς ἐκ παίδων παραλαμβάνοντες ἔπειθόν τε καὶ κατηγόρουν ἐμοῦ μᾶλλον οὐδὲν ἀληθές, ὡς ἔστιν τις Σωκράτης σοφὸς ἀνήρ, τά τε μετέωρα φροντιστὴς καὶ τὰ ὑπὸ γῆς πάντα ἀνεζητηκὼς καὶ τὸν ἥττω λόγον κρείττω ποιῶν. οὗτοι, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, ‹οἱ› ταύτην τὴν φήμην κατασκεδάσαντες, οἱ δεινοί εἰσίν μου κατήγοροι· οἱ γὰρ ἀκούοντες ἡγοῦνται τοὺς ταῦτα ζητοῦντας οὐδὲ θεοὺς νομίζειν.
In ogni caso, Ateniesi, è giusto che mi difenda innanzitutto dalle prime accuse false e dai primi accusatori, e poi dalle accuse e dagli accusatori successivi. Infatti, molti miei accusatori sono venuti da voi in passato senza dire nulla di vero, e raccontano il falso su di me già da molti anni. Io ho più paura di loro che di quelli che stanno attorno ad Anito per quanto siano anch'essi terribili. Ma gli antichi accusatori sono più temibili, cittadini, perché vi hanno indotto a creder loro prendendovi sotto controllo da bambini, e mi hanno accusato di più, senza nessuna verità, dicendo: "C'è un certo Socrate, uomo sapiente, che strologa su quello che sta per aria e investiga su quello che sta sottoterra, e che fa del discorso più debole il più forte" Questi, che diffusero su di me una fama simile, sono i miei accusatori terribili, cittadini ateniesi, perché il loro uditorio ritiene che chi fa simili ricerche non creda negli dei.
ANALISI DEI VERBI IN VERDE
Πρῶτον μὲν οὖν
Quando trovi οὖν, traduci sempre “dunque” senza consultare il vocabolario: solo sela traduzione con “dunque” appare inconciliabile col contesto (e non dovrebbecapitarti quasi mai), consulta il vocabolario.
δίκαιός εἰμι ἀπολογήσασθαι ἀπολογήσασθαι, aoristo infinito mediopassivo ἀπολογέομαι
Costruzione personale dell’aggettivo δίκαιος, equivalente alla forma impersonale(quella abituale in italiano) δίκαιόν ἐστί με ἀπολογήσασθαι. La differenza tracostruzione personale e impersonale si studia in genere per la prima volta col verbovideor in latino; ricorda che in greco si applica anche a numerosi aggettivi (p. es.
οἷός τε = sono capace di).
ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι
nei vocativi di questo tipo (ἄνδρες πολῖται, ἄνδρες δικασταί ecc. ) la parola ἄνδρες non deve essere tradotta.
πρὸς τὰ πρῶτά μου ψευδῆ κατηγορημένα
κατηγορημένα = κατηγορέω
può essere:
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I recenti casi dei Rodii gioveranno alla popolarità di Atene versione greco Demostene traduzione dal libro phronemata
ᾐτιάσαντο μὲν γὰρ ἡμᾶς ἐπιβουλεύειν αὑτοῖς Χῖοι καὶ Βυζάντιοι καὶ Ῥόδιοι, καὶ διὰ ταῦτα συνέστησαν ἐφ' ἡμᾶς τὸν τελευταῖον τουτονὶ πόλεμον· φανήσεται δ' ὁ μὲν πρυτανεύσας ταῦτα καὶ πείσας Μαύσωλος, φίλος εἶναι φάσκων Ῥοδίων, τὴν ἐλευθερίαν αὐτῶν ἀφῃρημένος, οἱ δ' ἀποδείξαντες ἑαυτοὺς συμμάχους Χῖοι καὶ Βυζάντιοι τοῖς ἀτυχήμασιν αὐτῶν οὐ βεβοηθηκότες, ὑμεῖς δ', οὓς ἐφοβοῦντο, μόνοι τῶν πάντων τῆς σωτηρίας αὐτοῖς αἴτιοι. ἐκ δὲ τοῦ ταῦθ' ὑφ' ἁπάντων ὀφθῆναι ποιήσετε τοὺς πολλοὺς ἐν ἁπάσαις ταῖς πόλεσι τοῦτο ποιεῖσθαι σύμβολον τῆς αὑτῶν σωτηρίας, ἐὰν ὑμῖν ὦσι φίλοι· οὗ μεῖζον οὐδὲν ἂν ὑμῖν γένοιτ' ἀγαθόν, ἢ παρὰ πάντων ἑκόντων ἀνυπόπτου τυχεῖν εὐνοίας.
Voi foste accusati o ateniesi, da quelli di Chio, Di Bisanzio e di Rodi di tendere insidie alla loro franchezza e perciò questi popoli collegati fra loro vi mossero dubbia e acerba guerra. Ora però la vostra condotta e si vedrà chiaramente che il primo autore e orditore di questa trama, ovvero Mausolo, quel Mausolo chesi mostrava così tenero del bene dei Rodii insediava veracemente la loro libertà che quelli di Chio e di bisanzio nell'amicizia dei quali avevano fiducia, li abbandonarono, senza curarsene alla loro sorte e che voi della di cui lealtà avevate sospetto, voi soli generosamente li avete salvati. Ora come cià sia noto a tutta la Grecia che ammetterà che il popolo in tutti gli stati Ora come ciò sia noto a tutti ne addiverrà che il popolo in tutti gli stati riguarderà la vostra amicizia, come pegno sicuro della propria salvezza ne vi sarà piccolo vantaggio l'ottenere presso tutti una piena benevolenza non adombrata di sospetti, benevolenza
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Spartani e tebani dopo la battaglia di Coronea
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro PHRONEMATA n. 47 pagina 60
ἐπεί γε μὴν ἔληξεν ἡ μάχη, παρῆν δὴ θεάσασθαι ἔνθα συνέπεσον ἀλλήλοις τὴν μὲν γῆν αἵματι πεφυρμένην, νεκροὺς δὲ κειμένους φιλίους καὶ πολεμίους μετ᾽ ἀλλήλων, ἀσπίδας δὲ διατεθρυμμένας, δόρατα συντεθραυσμένα, ἐγχειρίδια γυμνὰ κολεῶν, τὰ μὲν χαμαί, τὰ δ᾽ ἐν σώματι, τὰ δ᾽ ἔτι μετὰ χεῖρας. τότε μὲν οὖν συνελκύσαντες τοὺς τῶν πολεμίων νεκροὺς εἴσω φάλαγγος ἐδειπνοποιήσαντο καὶ ἐκοιμήθησαν·πρὼι δὲ Γῦλιν τὸν πολέμαρχον παρατάξαι τε ἐκέλευσε τὸ στράτευμα καὶ τρόπαιον ἵστασθαι καὶ στεφανοῦσθαι πάντας τῷ θεῷ καὶ τοὺς αὐλητὰς πάντας αὐλεῖν. Καὶ οἱ μὲν ταῦτ᾽ ἐποίουν· οἱ δὲ Θηβαῖοι ἔπεμψαν κήρυκα, ὑποσπόνδους τοὺς νεκροὺς αἰτοῦντες θάψαι. Καὶ οὕτως δὴ αἵ τε σπονδαὶ γίγνονται καὶ ὁ Ἀγησίλαος οἴκαδε ἀπεχώρει
TRADUZIONE
. Termitata che fu la battaglia si poteva notare nel punto in cui i due schieramenti erano venuti allo scontro, la terra macchiata di sangue e i corpi dei caduti mescolati insieme amici e nemici e poi scudi infranti, aste spezzate, spade prive del fodero a terra o conficcate nei cadaveri, alcune persino fra le mani. A quel punto - l'ora era orami tarda - trascinati entro la propria falange i caduti avversari, i soldati cenarono e si coricarono. al mattino ordinò a Gilide, il polemarco, di far schierare l'esercito e di innalzare un trofeo, di indossare tutti corone in onore del dio e di far suonare gli auli e tutti gli auleti gli uomini obbedirono mentre i Tebani inviarono degli araldi richiedendo i morti per seppellirli con la concessione di una tregua. si stipulò così la tregua e Agesilao tornò in patria.
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Αἰγεῖ δὲ παίδων δεομένῳ τὴν Πυθίαν ἀνελεῖν λέγουσι τὸν θρυλούμενον χρησμόν, διακελευομένην μηδεμιᾷ γυναικὶ συγγενέσθαι πρὶν ἐλθεῖν εἰς Ἀθήνας, οὐ πάνυ δὲ τοῦτο φράζειν εὐδήλως δοκοῦσαν· ὅθεν εἰς Τροιζῆτα παρελθὼν ἀνεκοινοῦτο Πιτθεῖ τὴν τοῦ θεοῦ φωνὴν οὕτως ἔχουσαν· ἀσκοῦ τὸν προὔχοντα πόδα, μέγα φέρτατε λαῶν, μὴ λύσῃς πρὶν δῆμον Ἀθηνέων εἰσαφικέσθαι· ἃ δῆλον ὅτι νοήσας ὁ Πιτθεύς, ἔπεισεν αὐτὸν ἢ διηπάτησε τῇ Αἴθρᾳ συγγενέσθαι. συνελθὼν δὲ καὶ γνοὺς ἐκεῖνος ὅτι τῇ Πιτθέως θυγατρὶ συγγέγονε, καὶ κύειν αὐτὴν ὑπονοήσας, ἀπέλιπε ξίφος καὶ πέδιλα κρύψας ὑπὸ πέτραν μεγάλην, ἐντὸς ἔχουσαν κοιλότητα συμμέτρως ἐμπεριλαμβάνουσαν τὰ κείμενα. φράσας δὲ πρὸς μόνην ἐκείνην, καὶ διακελευσάμενος, ἂν υἱὸς ἐξ αὐτοῦ γένηται, καὶ λαβὼν ἀνδρὸς ἡλικίαν δυνατὸς ᾖ τὴν πέτραν ἀναστῆσαι καὶ ὑφελεῖν τὰ καταλειφθέντα, πέμπειν πρὸς αὐτὸν ἔχοντα ταῦτα μηδενὸς εἰδότος, ἀλλ᾽ ὡς ἔνεστι μάλιστα λανθάνοντα πάντας (ἰσχυρῶς γὰρ ἐδεδοίκει τοὺς Παλλαντίδας, ἐπιβουλεύοντας αὐτῷ καὶ διὰ τὴν ἀπαιδίαν καταφρονοῦντας· ἦσαν δὲ πεντήκοντα παῖδες ἐκ Πάλλαντος γεγονότες), ἀπῄει.
Traduzione letterale
Si racconta che ad Egeo che mancava di figli, la Pizia diede quel famoso responso che prescriveva di non aver contatti con alcuna donna prima di giungere ad Atene, che questo non sembrò esporre in modo del tutto chiaro. Onde giunto a Trezene riferì a Pitteo il messaggio del dio…. Avendo pensato che ciò fosse oscuro lo convinse o ingannò del tutto a congiungersi con Etra. Egeo dopo essersi unito e dopo aver saputo che egli aveva (perf. συγγίγνομαι) avuto un rapporto sessuale con la figlia di Piteo e sospettando (part. aor. ὑπονοέω) che quella era incinta, dopo aver nascosto la spada ed i calzari sotto un grande pietra che aveva all'interno una cavità in idonea per contenere (part. pres. περιλαμβάνω) le cose riposte. Dopo aver(lo) spiegato (part. aor. φράζω) solo a lei e avendola avvisata che, se da lui fosse nato un figlio che dopo aver raggiunto l'età di un uomo fosse ( ᾖ = 3a pers. congiuntivo presente di εἰμί) capace di ( ἀναστῆσαι = infinito aoristo ἀνίστημι) alzare la pietra e di ( ὑφελεῖν= infinito aoristo ὑφαιρέω) portar via da sotto le cose che aveva ( καταλιμπάνω) abbandonato, di mandarlo da lui portando (lett. avendo) queste cose, non sapendolo nessuno ( εἰδότος part. perfetto diεἴδω ) ma quanto fosse più possibile sfuggendo all'attenzione di tutti.
Traduzione libera elegante
si racconta che ad Egeo desideroso di aver figli la Pizia rispondesse con quel con quel famoso vaticinio con cui gli prescriveva di non aver contatti con alcuna donna prima di giungere ad Atene. Ma a lui il vaticinio sembrò formulato in maniera poco comprensibile, per cui giunto a Trezene riferì a Pitteo le parole del dio che così suonavano"Non sciogliere o grande reggitori di popoli, il piede sporgente dell'otre prima di giungere nella città di atene" Pitteo avendo pensato che queste parole erano oscure indusse o piuttosto ingannò Egeo a congiungersi con Etra. Egli si congiunse con lei e venuto a sapere che si era unito con la figlia di Pitteo supponendo che ella avrebbe dato alla luce un bambino lasciò i calzari e la spada nascosti sotto un gran masso che aveva una cavità tale da poter contenere gli oggetti in essa depositati. Palesò poi la cosa alla donna soltanto e le ordinò che se fosse nato da lui un figlio, appena questi fosse diventato grande e capace di sollevare la pietra e di portare via ciò che era stato laciato sotto di essa, di mandarlo da lui con questi oggetti di cui nessuno conosceva l'esistenza. Ma ciò andava fatto per quanto possibile senza che nessuno se ne accorgesse Egli infatti temeva assai i Pallantidi che gli tendevano insidie e lo disprezzavano perché non aveva figli mentre erano ben 50 if igli di pallante. Date queste disposizioni se ne partì
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Disperata reazione degli aristocratici durante la guerra civile a Corinto
versione di greco di Tucidide
traduzione dal libro versioni di greco phronemata Pag 35 n° 28
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- Leggi a tutela dell'acqua - Platone versione greco Phronemata
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