- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PHRONEMATA - versioni greco tradotte
- Visite: 4
I Greci sono bloccati durante il passaggio del fiume Centrite
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro n. p.
αἱ δὲ ὄχθαι αὗται ἐφ᾽ ὧν παρατεταγμένοι οὗτοι ἦσαν τρία ἢ τέτταρα πλέθρα ἀπὸ τοῦ ποταμοῦ ἀπεῖχον: ὁδὸς δὲ μία ὁρωμένη ἦν ἄγουσα ἄνω ὥσπερ χειροποίητος: ταύτῃ ἐπειρῶντο διαβαίνειν οἱ Ἕλληνες. ἐπεὶ δὲ πειρωμένοις τό τε ὕδωρ ὑπὲρ τῶν μαστῶν ἐφαίνετο, καὶ τραχὺς ἦν ὁ ποταμὸς μεγάλοις λίθοις καὶ ὀλισθηροῖς, καὶ οὔτ᾽ ἐν τῷ ὕδατι τὰ ὅπλα ἦν ἔχειν: εἰ δὲ μή, ἥρπαζεν ὁ ποταμός: ἐπί τε τῆς κεφαλῆς τὰ ὅπλα εἴ τις φέροι, γυμνοὶ ἐγίγνοντο πρὸς τὰ τοξεύματα καὶ τἆλλα βέλη, ἀνεχώρησαν καὶ αὐτοῦ ἐστρατοπεδεύσαντο παρὰ τὸν ποταμόν. ἔνθα δὲ αὐτοὶ τὴν πρόσθεν νύκτα ἦσαν ἐπὶ τοῦ ὄρους ἑώρων τοὺς Καρδούχους πολλοὺς συνειλεγμένους ἐν τοῖς ὅπλοις. ἐνταῦθα δὴ πολλὴ ἀθυμία ἦν τοῖς Ἕλλησιν, ὁρῶσι μὲν τοῦ ποταμοῦ τὴν δυσπορίαν, ὁρῶσι δὲ τοὺς διαβαίνειν κωλύσοντας, ὁρῶσι δὲ τοῖς διαβαίνουσιν ἐπικεισομένους τοὺς Καρδούχους ὄπισθεν. ταύτην μὲν οὖν τὴν ἡμέραν καὶ νύκτα ἔμειναν ἐν πολλῇ ἀπορίᾳ ὄντες.
TRADUZIONE
Le alture su cui erano stati dislocati i mercenari, distavano tre o quattro pletri dal fiume. A vista d'occhio c'era una sola via che conduceva in alto: sembrava scavata appositamente dalla mano dell'uomo. I Greci si prepararono a varcare il fiume in quel punto. Iniziata la manovra, non appena l'acqua superò il livello dei pettorali, il letto del fiume si rivelò disseminato di pietre grandi e scivolose. Tra l'altro non si potevano tenere le armi nell'acqua, perché la corrente le strappava via; se qualcuno invece le sollevava sopra la testa, si esponeva al tiro di frecce o proiettili d'altro genere. Tornarono indietro e posero le tende lì, lungo il fiume. Ma videro che, proprio nel luogo in cui si erano fermati la notte precedente, si erano adesso raccolti molti Carduchi in armi. Allora serpeggiò profonda sfiducia tra i Greci: vedono la difficoltà di passare il fiume, vedono i nemici che si apprestavano a impedire l'attraversamento e vedono alle spalle i Carduchi pronti a incalzare chi tenti il guado. Per quel giorno e quella notte rimasero fermi, senza saper che fare.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PHRONEMATA - versioni greco tradotte
- Visite: 4
Corciresi e Corinzi inviano ambasciatori ad Atene
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro : phronemata pag. 365 n 298
tὸν δ’ ἐνιαυτὸν πάντα τὸν μετὰ τὴν ναυμαχίαν καὶ τὸν ὕστερον οἱ Κορίνθιοι ὀργῇ φέροντες τὸν πρὸς Κερκυραίους πόλεμον ἐναυπηγοῦντο καὶ παρεσκευάζοντο τὰ κράτιστα νεῶν στόλον, ἔκ τε αὐτῆς Πελοποννήσου ἀγείροντες καὶ τῆς ἄλλης Ἑλλάδος ἐρέτας, μισθῷ πείθοντες. πυνθανόμενοι δὲ οἱ Κερ κυραῖοι τὴν παρασκευὴν αὐτῶν ἐφοβοῦντο, καί (ἦσαν γὰρ οὐδενὸς Ἑλλήνων ἔνσπονδοι οὐδὲ ἐσεγράψαντο ἑαυτοὺς οὔτε ἐς τὰς Ἀθηναίων σπονδὰς οὔτε ἐς τὰς Λακεδαιμονίων) ἔδοξεν αὐτοῖς ἐλθοῦσιν ὡς τοὺς Ἀθηναίους ξυμμάχους γενέσθαι καὶ ὠφελίαν τινὰ πειρᾶσθαι ἀπ’ αὐτῶν εὑρίσκεσθαι. οἱ δὲ Κορίνθιοι πυθόμενοι ταῦτα ἦλθον καὶ αὐτοὶ ἐς τὰς Ἀθήνας πρεσβευσόμενοι, ὅπως μὴ σφίσι πρὸς τῷ Κερκυραίων ναυ τικῷ καὶ τὸ αὐτῶν προσγενόμενον ἐμπόδιον γένηται θέσθαι τὸν πόλεμον ᾗ βούλονται. καταστάσης δὲ ἐκκλησίας ἐς ἀντιλογίαν ἦλθον
TRADUZIONE
Per l'intero anno che seguì lo scontro navale e per il successivo, i Corinzi, ardendo di rancore per l'esito del conflitto con Corcira, erano impegnati ad allestire navi e venivano armando una flotta che fosse forte il più possibile: per questo attiravano rematori, oltre che dal Peloponneso, dal r esto della Grecia, promettendo una lauta paga. Leinformazioni sui preparativi nemici suscitarono in Corcira uno stato d'allarme. Poiché non erano alleati con nessunapopolazione greca e non avevano aderito né alla coalizione ateniese né a quella spartana, presero consiglio di rivolgersiad Atene, divenirne alleati, e tentare di ottenere di là una qualche forma di aiuto. I Corinzi informati di questa manovra, vennero anche loro ad Atene, in ambasceria, per vedere se fosse possibile impedire che alla flotta di Corcira siaffiancasse anche quella ateniese, creando ostacoli alla conclusione della guerra, com'essi la desideravano. Di fronteall'assemblea convocata, posero a confronto le loro ragioni
Alcune città della Grecia e dell'Asia Minore cedono alle richieste di Dario - Erodoto versione greco
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PHRONEMATA - versioni greco tradotte
- Visite: 5
Alcune città della Grecia e dell'Asia Minore cedono alle richieste di Dario
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro PHRONEMATA pagina 357, numero 290
inizio: Aπεπειρατο ο Δαρειος των Ελληνων ο τι εν νοω εχοιεν...
fine: ... των Αιυινητεων τα πεποιηκοιεν προδοντες την Ελλαδα.
ἀπεπειρᾶτο ὁ Δαρεῖος τῶν Ἑλλήνων ὅ τι ἐν νόῳ ἔχοιεν, κότερα πολεμέειν ἑωυτῷ ἢ παραδιδόναι σφέας αὐτούς. Διέπεμπε ὦν κήρυκας ἄλλους ἄλλῃ τάξας ἀνὰ τὴν Ἑλλάδα, κελεύων αἰτέειν βασιλέϊ γῆν τε καὶ ὕδωρ. Τούτους μὲν δὴ ἐς τὴν Ἑλλάδα ἔπεμπε, ἄλλους δὲ κήρυκας διέπεμπε ἐς τὰς ἑωυτοῦ δασμοφόρους πόλις τὰς παραθαλασσίους, κελεύων νέας τε μακρὰς καὶ ἱππαγωγὰ πλοῖα ποιέεσθαι. Οὗτοί τε δὴ παρεσκευάζοντο ταῦτα, καὶ τοῖσι ἥκουσι ἐς τὴν Ἑλλάδα κήρυξι πολλοὶ μὲν ἠπειρωτέων ἔδοσαν τὰ προΐσχετο αἰτέων ὁ Πέρσης, πάντες δὲ νησιῶται ἐς τοὺς ἀπικοίατο αἰτήσοντες. Οἵ τε δὴ ἄλλοι νησιῶται διδοῦσι γῆν τε καὶ ὕδωρ Δαρείῳ καὶ δὴ καὶ Αἰγινῆται. Ποιήσασι δέ σφι ταῦτα ἰθέως Ἀθηναῖοι ἐπεκέατο, δοκέοντές τε ἐπὶ σφίσι ἐπέχοντας τοὺς Αἰγινήτας δεδωκέναι, ὡς ἅμα τῷ Πέρσῃ ἐπί σφεας στρατεύωνται, καὶ ἄσμενοι προφάσιος ἐπελάβοντο, φοιτῶντές τε ἐς τὴν Σπάρτην κατηγόρεον τῶν Αἰγινητέων τὰ πεποιήκοιεν προδόντες τὴν Ἑλλάδα.
TRADUZIONE
In seguito Dario cercava di sondare le intenzioni dei Greci, se volevano fargli la guerra oppure arrendersi. Perciò inviò araldi, un pò dappertutto in Grecia, con l'incarico di esigere terra e acqua per il re. Oltre agli araldi mandati in Grecia, altri ne spedì nelle città costiere sue tributarie con l'ordine di costruire navi lunghe e imbarcazioni adatte al trasporto di cavalli. Tali città dunque allestivano la flotta; intanto agli araldi arrivati in Grecia molti sul continente concessero ciò che esigeva il re persiano; gli isolani a cui giunsero le richieste si adeguarono tutti. Fra gli altri isolani che diedero terra e acqua per Dario ci furono anche gli Egineti. Dopodiché, immediatamente, gli Ateniesi li aggredirono, pensando che gli Egineti l'avessero fatto nutrendo ostilità nei loro confronti, per attaccarli assieme al Persiano; furono ben lieti di appigliarsi a tale pretesto: recandosi a Sparta accusarono gli Egineti di essersi comportati da traditori della Grecia.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PHRONEMATA - versioni greco tradotte
- Visite: 5
Perchè, oh giudici, non dovreste essere equi con me?
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Phronemata vs 64 pag. 79
Δια τι αν και τυχοιμι τοιουτων υμων. Προτερον ... δε του λοιπου μαθησεται μη τοις ασθενεστεροις επιβουλευειν.
Perché (o membri dell’assemblea), dovrei trovarvi in tale disposizione (lett. “dovrei trovare voi di tal genere?”) Forse perché a causa mia qualcuno essendo mai stato coinvolto in un processo perdette i beni? Ma non una sola persona (= nessuno) (lo) potrebbe provare. Forse perché sono un faccendiere e un ardito e un attaccabrighe? Ma non mi trovo a disporre di tali risorse di vita per queste cose (= per potermi comportare così). Forse perché sono troppo insolente e violento? Ma quello (= l’accusatore) non potrebbe affermarlo, se non volesse mentire anche in questo come nelle altre cose. Forse perché essendo divenuto potente sotto i Trenta agii male verso molti dei cittadini? Ma assieme alla vostra folla io fuggii verso Calcide ed essendo possibile a me vivere con quelli senza timore (lett. vivere da cittadino), preferivo essere in pericolo con voi, essendomene andato. E dunque, o membri dell’assemblea, non avendo sbagliato io in nulla (= non essendo colpevole di nulla), possa io non trovare voi uguali (= non trovarvi nella stessa disposizione d’animo) che verso quelli che hanno commesso molte iniquità, ma stabilite questo giudizio su di me con (= allo stesso modo in cui hanno fatto) gli altri Consigli, ricordando che né avendo amministrato le ricchezze della città do parola (= mi giustifico) di queste, né avendo esercitato alcuna carica devo ora subire un processo per il rendimento di conto di essa (= né ora devo rendere conto per alcuna delle cariche pubbliche che ho ricoperto), ma di un obolo solamente reputo degni i (miei) discorsi. E così certo voi tutti delibererete le cose giuste, io sarò grato a voi per queste fortune (= sorti favorevoli) e costui (= l’accusatore) per il futuro imparerà a non ordire trame contro i più deboli.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: PHRONEMATA - versioni greco tradotte
- Visite: 5
Ricordi del passaggio di Eracle in Campania
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Phronemata vs 61 pag. 75
TRADUZIONE
Eracle, essendo andato dai Campi Flegrei verso il mare, compì delle opere presso il lago chiamato Averno (dal greco “a-ornos” = senza uccelli), considerato sacro a Persefone. Il lago si trova dunque in mezzo tra Miseno e Dicearchia (Pozzuoli), vicino alle fonti calde, ha il perimetro come (=di) 5 stadi, la profondità incredibile: avendo (sogg. sott. “il lago”) infatti un’acqua pulitissima appare nera nel colore a causa della grandezza della profondità. Narrano le leggende che anticamente presso questo (sott. lago) ci fosse stata (fosse stata praticata) della negromanzia, a quale nei tempi successivi dicono che fosse stata finita (abbandonata). Poiché il lago sfociava nel mare (lett. essendo stato aperto il lago), si dice che Eracle riempisse di terra il mezzo d’uscita (= la foce), realizzasse la strada che c’è adesso lungo il mare, da lui (= a causa sua) chiamata “Eraclea”.
- I Sagestani - versione greco
- Milziade convince l'arconte Callimaco ad appoggiare il suo piano d'attacco - Erodoto versione grec
- Come si comporterebbero gli uomini se conoscessero le sventure che li attendono - Luciano versione g
- Non accettate cittadini ateniesi i delitti e le persecuzioni dei Trenta Tiranni -Versione greco di S