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ALCIBIADE I
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Meletan - pag. 373 n. 121
TRADUZIONE
Sembra che la famiglia di Alcibiade abbia come capostipite dal principio Eurisace, il figlio di Aiace; da parte di madre, invece, egli era un Alcmeonide, in quanto nato da Dinomache, figlia di Megacle. Clinia, suo padre, condusse una battaglia navale in modo onorevole all'Artemisio con una trireme allestita a proprie spese; in seguito, morì combattendo contro i Beoti presso Coronea. Tutori di Alcibiade furono Pericle e Arifrone, figli di Santippo, e suoi parenti (lett. attigui/vicini per stirpe). 2 Si dice non male, che, per la sua fama, Alcibiade ottenne non poche cose/vantaggi dalla benevolenza e dall'affetto di Socrate verso di lui. Se certo di Nicia, di Demostene, di Lamaco, di Formione, di Trasibulo e di Teramene, pur essendo tutti uomini illustri del suo tempo (lett. con lui), di nessuno la madre ottenne per niente il nome. Invece di Alcibiade conosciamo anche la nutrice, per stirpe laconica, di nome Amicla, Zopiro, il precettore, dei quali l'uno lo raccontò Antistene, l'altro Platone.
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ALCIBIADE II
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Meletan - pag. 373 n. 122
TRADUZIONE
Non c’è ugualmente bisogno di dire niente riguardo la bellezza di Alcibiade; eccetto che fiorente in ogni età e stagione - fanciullo, adolescente, uomo -, lo presentò gradevole e amabile di corpo. Non infatti, come diceva Euripide, anche l'autunno di tutti i belli è bello; ma questo fu/capitò per Alcibiade e con lui pochi altri a causa della prestanza e dell'eccezionalità del suo fisico. 4 Si dice che anche la balbuzie si addicesse alla sua voce, aggiungeva anzi una grazia piena di fascino al suo parlare. Anche Aristofane ricorda questa balbuzie nelle occasioni in cui prende in giro Teoro: "Così mi disse Alcibiade balbettando: "Lo scolgi Teolo? Ha la testa di un colvo". Alcibiade giustamente balbettò questo/così!". E Archippo, prendendosi gioco del figlio di Alcibiade, diceva: "Cammina essendo effeminato, strascinando il mantello, per sembrare assai simile a suo padre, e ha l'aria affettata, balbetta".
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I COSTUMI DEI TRACI
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Meletan
TRADUZIONE
Megabazo, uno dei comandanti di Dario, condusse l’esercito attraverso la regione dei Traci e tutto il popolo, pur essendo grande e pratico della guerra, si sottomise con il re. I Traci hanno siffatte leggi, che erano di gran lunga differenti da quelle dei Greci: vendevano i figli, non proteggevano le fanciulle, compravano donne per le grandi ricchezze dai genitori. Credevano bella la vita lontana dalla guerra e dal ladrocinio. I soli dei Ares, Dioniso, Artemide e soprattutto Ermes erano venerati. Le sepolture dei Traci erano tali: portano il morto e varie vittime, sacrificano anche uomini e devono insieme agli amici e ai familiari. Dopo seppelliscono il morto.
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L'ASSALTO A PLATEA
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
Traduzione dal libro Meletan
τῷ δὲ πέμπτῳ καὶ δεκάτῳ ἔτει, ἐπὶ Χρυσίδος ἐν Ἄργει τότε πεντήκοντα δυοῖν δέοντα ἔτη ἱερωμένης καὶ Αἰνησίου ἐφόρου ἐν Σπάρτῃ καὶ Πυθοδώρου ἔτι δύο μῆνας ἄρχοντος Ἀθηναίοις, μετὰ τὴν ἐν Ποτειδαίᾳ μάχην μηνὶ ἕκτῳ καὶ ἅμα ἦρι ἀρχομένῳ Θηβαίων ἄνδρες ὀλίγῳ πλείους τριακοσίων (ἡγοῦντο δὲ αὐτῶν βοιωταρχοῦντες Πυθάγγελός τε ὁ Φυλείδου καὶ Διέμπορος ὁ Ὀνητορίδου) ἐσῆλθον περὶ πρῶτον ὕπνον ξὺν ὅπλοις ἐς Πλάταιαν τῆς Βοιωτίας οὖσαν Ἀθηναίωνξυμμαχίδα. ἐπηγάγοντο δὲ καὶ ἀνέῳξαν τὰς πύλας Πλαταιῶν ἄνδρες, Ναυκλείδης τε καὶ οἱ μετ' αὐτοῦ, βουλόμενοι ἰδίας ἕνεκα δυνάμεως ἄνδρας τε τῶν πολιτῶν τοὺς σφίσιν ὑπεναντίους διαφθεῖραι καὶ τὴν πόλιν Θηβαίοις προσποιῆσαι. ἔπραξαν δὲ ταῦτα δι' Εὐρυμάχου τοῦ Λεοντιάδου, ἀνδρὸς Θηβαίων δυνατωτάτου. προϊδόντες γὰρ οἱ Θηβαῖοι ὅτι ἔσοιτο ὁ πόλεμος ἐβούλοντο τὴν Πλάταιαν αἰεὶ σφίσι διάφορον οὖσαν ἔτι ἐν εἰρήνῃ τε καὶ τοῦ πολέμου μήπω φανεροῦ καθεστῶτος προκαταλαβεῖν. ᾗ καὶ ῥᾷον ἔλαθον ἐσελθόντες, φυλακῆς οὐ προκαθεστηκυίας.
TRADUZIONE
Durante il quindicesimo anno, durante i cinquanta mancanti di due anni mentre era consacrata sacerdotessa al tempio di Criside in Argo e mentre Enesio era eforo in Sparta e mentre non più di quattro mesi aveva di arcontato Pitidoro, dopo cinque mesi dalla battaglia presso Potidea e all'inizio della primavera, uomini dei Tebani poco più di trecento( i Brotarchi misero a capo di essi Pitangelo figlio di Filide e di Diemporo, figlio di Onetoride) irruppero nel massimo sonno interamente armati presso Platea (città) della Beozia che era alleata agli Ateniesi. Vennero condotti e aprirono le porte di Platea degli uomini, e Neuclide e quelli con lui, volendo per il potere personale sia distruggere gli uomini tra i cittadini che erano contrari ad essi sia consegnare la città ai tebani. Si occuparono di queste cose attraverso Eurimaco figlio di Leontiade, uomo assai influente tra i tebani. Infatti i Tebani prevedendo( avendo previsto) che ci sarebbe stata la guerra, volevano assogettare prima Platea che sempre aveva scontro con quelli ancora in pace e mentre la guerra non ancora manifesta era. Perciò anche più facilmente entrarono quelli di nascosto( sfuggendo l'attenzione) poiché la guardia non era stata predisposta prima.
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Antioco oltrepassa il fiume Ario
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro Meletan
Γ ενομένης δὲ τῆς προσαγγελίας διότι συμβαίνει τὸν μὲν Εὐθύδημον μετὰ τῆς δυνάμεως εἶναι περὶ Ταπουρίαν, μυρίους δ' ἱππεῖς προκαθίζεσθαι φυλάττοντας τὰς περὶ τὸν Ἄριον ποταμὸν διαβάσεις, ἔκρινε τὴν πολιορκίαν ἀπογνοὺς ἔχεσθαι τῶν προκειμένων. ἀπέχοντος δὲ τοῦ ποταμοῦ τριῶν ἡμερῶν ὁδόν, ἐπὶ μὲν ἡμέρας δύο σύμμετρον ἐποιήσατο τὴν πορείαν, τῇ δὲ τρίτῃ μετὰ τὸ δειπνῆσαι τοῖς ἄλλοις ἅμα τῷ φωτὶ ποιεῖσθαι παρήγγειλε τὴν ἀναζυγήν, αὐτὸς δ' ἀναλαβὼν τοὺς ἱππέας καὶ τοὺς εὐζώνους, ἅμα δὲ πελταστὰς μυρίους, προῆγε νυκτός, πορείᾳ χρώμενος ἐνεργῷ. τοὺς γὰρ ἱππεῖς ἐπυνθάνετο τῶν ὑπεναντίων τὰς μὲν ἡμέρας ἐφεδρεύειν παρὰ τὸ χεῖλος τοῦ ποταμοῦ, τὰς δὲ νύκτας ὑποχωρεῖν πρός τινα πόλιν οὐκ ἔλαττον εἴκοσι σταδίων διέχουσαν. διανύσας δὲ νύκτωρ τὴν καταλειπομένην ὁδόν, ἅτε τῶν πεδίων ἱππασίμων ὑπαρχόντων, ἔφθασε περαιώσας τὸν ποταμὸν ἅμα τῷ φωτὶ τὸ πλεῖστον μέρος τῆς μεθ' ἑαυτοῦ δυνάμεως. οἱ δὲ τῶν Βακτριανῶν ἱππεῖς, σημηνάντων αὐτοῖς τῶν σκοπῶν τὸ γεγονός, ἐξεβοήθουν, καὶ κατὰ πορείαν συνέμισγον τοῖς ὑπεναντίοις. ὁ δὲ βασιλεύς, θεωρῶν ὅτι δεῖ δέξασθαι τὴν πρώτην ἐπιφορὰν τῶν πολεμίων, παρακαλέσας τοὺς περὶ αὐτὸν εἰθισμένους κινδυνεύειν τῶν ἱππέων δισχιλίους, τοῖς μὲν ἄλλοις παρήγγειλε κατὰ σημαίας καὶ κατ' οὐλαμοὺς αὐτοῦ παρεμβαλεῖν καὶ λαμβάνειν ἑκάστους τὰς εἰθισμένας τάξεις, αὐτὸς δὲ μετὰ τῶν προειρημένων ἱππέων ἀπαντήσας συνέβαλε τοῖς πρώτοις ἐπιφερομένοις τῶν Βάκτρων. δοκεῖ δὲ κατὰ τοῦτον τὸν κίνδυνον Ἀντίοχος ἀγωνίσασθαι διαπρεπέστατα τῶν μεθ' αὑτοῦ.