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MOTIVI PER CUI BISOGNA SCAGIONARE
ELENA DA OGNI ACCUSA
VERSIONE DI GRECO di Gorgia
TRADUZIONE dal libro Meletan - pagina 229 numero 16
TRADUZIONE
Certo o per volere della sorte e per decisione divina e per decreto della necessità fece quello che ha fatto oppure trascinata con forza, o persuasa con la parola, o presa da amore. Se dunque avvenne per la prima ragione, è giusto che sia accusato chi è colpevole, perché è impossibile ostacolare il volere divino con la previdenza umana. Avviene per natura che non è il più forte a essere impedito dal più debole, ma che il più debole sia comandato e spinto dal più forte, e che il più forte guidi, il più debole segua. Dio è più potente dell'uomo per forza, per potenza, per ogni altra cosa. Se dunque sulla sorte e sul Dio deve essere rigettata l'accusa, si deve liberare Elena dalla cattiva fama. E se fu strappata con la forza e fu violentata contro ogni legge e fu offesa ingiustamente, è chiaro che ha commesso ingiustizia colui che l'ha rapita, perché l'ha oltraggiata, mentre lei che fu rapita fu sventurata, in quanto subì l'oltraggio. È giusto perciò che il barbaro che intraprese un'azione barbara secondo la parola, secondo la legge, secondo l'azione, abbia secondo la legge privazione dei diritti pubblici, secondo la parola un'accusa, secondo l'azione una punizione. Ma lei, oltraggiata e privata della patria e spogliata dei suoi cari, come mai non dovrebbe essere a ragione compianta invece che calunniata? L'uno infatti commise ingiustizia e l'altra la subì: è giusto quindi compiangere l'una e odiare l'altro. Ma se invece fu la parola a persuaderla e a ingannarle la mente, neppure sotto questo rispetto è difficile scusarla e scioglierla dall'accusa nel modo seguente. La parola è una potente signora, che pur dotata di un corpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine: può far cessare il timore, togliere il dolore, produrre la gioia e accrescere la compassione. Che tutto questo sia cosi, lo mostrerò.
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L'ANIMA
VERSIONE DI GRECO di Epicuro
TRADUZIONE dal libro Meletan - pagina 363 numero 117
TRADUZIONE
Dopo di che, è necessario considerare facendo riferimento alle sensazioni e alle passioni – così, infatti, si darà più salda prova (credibilità), – che l’anima è un corpo costituito da parti sottili, disseminato per l’intero (assembramento) organismo, estremamente simile a un soffio | (dotato) che ha una certa mescolanza di calore e in alcuni casi più (affine) simile a questo, in altri a quello. C’è, però, una certa parte dell’anima che si è andata nettamente (molto) distinguendo per via della divisione minuta anche di queste stesse (sottinteso: particelle), e tanto più, per tale motivo, è in stretta relazione con il resto dell’aggregato. E tutto questo, sono le facoltà dell’anima a mostrarlo (letteralmente: lo rendono evidente le facoltà dell’anima), e pure le affezioni (malattie), la facilità dei movimenti, e i processi mentali: essendo privati dei quali (noi) moriamo. Inoltre, occorre tenere come punto fermo che la causa della sensazione (facoltà percettiva) è per lo più l’anima.
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PRESENTAZIONE DI ELENA
VERSIONE DI GRECO di Gorgia
TRADUZIONE dal libro Meletan
TRADUZIONE
Nata da questi genitori ebbe bellezza pari agli dèi, e avutala la possedette non ignota: in moltissimi destò grande desiderio amoroso e con una persona sola riunì molte persone di eroi superbi per grandi qualità, dei quali gli uni possedevano abbondanza di ricchezze, gli altri gloria di antico casato, gli altri ricchezza di forza personale, gli altri potenza di acquisito sapere. E tutti vennero, spinti da amore desideroso di vittoria e da ambizione invincibile. . Non dirò chi fu colui che, ottenuta Elena, soddisfece il suo amore, e per guai raione e come lo soddisfece, perché ripetere a chi sa quello che già conosce può avere credito, ma non produce diletto. Tralasciando ora col mio discorso quell'epoca passerò all'inizio del discorso che devo fare ed esporrò le ragioni per cui era naturale che avenisse la partenza di Elena per Troia.
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IL BACO DA SETA
VERSIONE DI GRECO di Pausania
TRADUZIONE dal libro Meletan - pagina 420 numero 164
TRADUZIONE
Il territorio dell’Elide tra l’altro è ottimo per l’allevamento di capre e buoi. Da una parte la terra è adatta alla coltivazione di canapa, lino e cotone per quanto ne seminano; dall’altra i fili, dai quali i Seri producono gli abiti, non dalla corteccia, in questo modo ne generano un altro. Essi hanno un animaletto nella terra, che i Greci chiamano sere, per opera dei Seri era chiamato in un altro modo e non baco da seta; da una parte, la sua grandezza è doppia rispetto al più grande degli scarabei, dall’altra, altri sono simili ai ragni, i quali tessono sotto gli alberi, ed hanno anche otto piedi come i ragni. I Seri allevano questi animali avendo reso le case ospitali nelle stagioni invernali e estive: il compito degli animali è quello di trovare un filo sottile per avvolgerlo attorno a ognuno d essi. Allevano poi questi per 4 anni per procurarsi come vettovagliamenti il miglio, al 5° anno poi – infatti non si conosce oltre le cose vissute – offrono la paglia giallastra da mangiare; il nutrimento è tra tutte le cose la più gradita dall’animale, e la parte in questione della paglia poi si rompe per la sazietà di cibo e così morta la paglia dentro trovano molto del filo del baco da seta.
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I DELITTI DEI TRENTA- Contro Eratostene XII 20 22
VERSIONE DI GRECO di Lisia
ἀλλ' οὕτως εἰς ἡμᾶς διὰ τὰ χρήματα ἐξημάρτανον, ὥσπερ ἂν ἕτεροι μεγάλων ἀδικημάτων ὀργὴν ἔχοντες, οὐ τούτων ἀξίους γε ὄντας τῇ πόλει, ἀλλὰ πάσας ‹μὲν› τὰς χορηγίας χορηγήσαντας, πολλὰς δ' εἰσφορὰς εἰσενεγκόντας, κοσμίους δ' ἡμᾶς αὐτοὺς παρέχοντας καὶ πᾶν τὸ προσταττόμενον ποιοῦντας, ἐχθρὸν δ' οὐδένα κεκτημένους, πολλοὺς δ' Ἀθηναίων ἐκ τῶν πολεμίων λυσαμένους τοιούτων ἠξίωσαν οὐχ ὁμοίως μετοικοῦντας ὥσπερ αὐτοὶ ἐπολιτεύοντο. οὗτοι γὰρ πολλοὺς μὲν τῶν πολιτῶν εἰς τοὺς πολεμίους ἐξήλασαν, πολλοὺς δ' ἀδίκως ἀποκτείναντες ἀτάφους ἐποίησαν, πολλοὺς δ' ἐπιτίμους ὄντας ἀτίμους κατέστησαν, πολλῶν δὲ θυγατέρας μελλούσας ἐκδίδοσθαι ἐκώλυσαν. Καὶ εἰς τοσοῦτόν εἰσι τόλμης ἀφιγμένοι ὥσθ' ἥκουσιν ἀπολογησόμενοι, καὶ λέγουσιν ὡς οὐδὲν κακὸν οὐδ' αἰσχρὸν εἰργασμένοι εἰσίν.
TRADUZIONE
E si scagliarono contro di noi per il denaro così come avrebbero fatto altri per il rancore di pesanti insulti; ciononostante non eravamo meritevoli di questa accoglienza da parte della città, dopo aver sostenuto tutte le coregie e versato molti contributi, presentandoci buoni cittadini e decisi a fare tutto ciò che ci veniva ordinato, noi che non avevamo nessun nemico, che anzi avevamo riscattato dai nemici molti Ateniesi: ebbene, ritennero di trattare così noi che come meteci ci comportammo non certo allo stesso modo in cui si comportarono loro come capi del comando. Essi invero mandarono in esilio tra i rivali parecchi abitanti, lasciarono insepolti molti inviati a morte illecitamente, molti altri che erano nella totalità dei diritti di cittadino ne furono privati e alle figlie di molti infine che dovevano sposarsi si opposero al matrimonio. E sono giunti all’arroganza di essere venuti qui a difendersi dicendo di non aver commesso alcuna azione cattiva o riservata