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Εγώ, φίλον παιδίον, Ἑρμογλυφική τέχνη εἰμί, οἰκεία σοὶ καὶ τοῖς προγόνοις σου. Ὁ γὰρ πάππος σου λιθοξόος ἦν καὶ τὰ θείω εὐδόξω ἐγίγνεσθον διὰ ἐμέ. Ὅταν ἐθέλῃς ἐμοὶ ἔπεσθαι, πρῶτον μὲν ἂν τρέφοιo γεννικῶς καὶ τοὺς ὤμους καρτερούς. (da Luciano)
Io, caro fanciullo, sono l'arte della Scultura, familiare a te e ai tuoi antenati. Infatti tuo nonno era uno sculture ed ambedue i tuoi zii (θεῖος -ου, ὁ duale) diventarono (ἐγίγνεσθον duale γίγνομαι) famosi attraverso di me. Qualora tu voglia avvicinarti a me, per prima cosa, potresti crescere nobilmente e potresti avere spalle possenti, poi non andresti mai in terra straniera e non lasceresti i familiari, ma avresti l'elogio presso tutti gli altri uomini. Non provare avversione per la mia frugalità: da questo inizio quell'illustre Fidia e Policleto producevano opere straordinarie ed erano ammirati da tutti. E tu, se mi seguissi, potresti diventare famoso presso gli uomini.
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Νοήσας οὖν ὁ Ἀλέξανδρος ὅτι μέλλει προδώσεσθαι, κελεύσας γενέσθαι τὰς σπονδὰς τοῦ πολέμου ἀπεφήνατο πρὸς Πῶρον, βασιλέα τῶν Ἰνδῶν, λέγων· "Εἰ πολεμήσωμεν οὕτως, τὰ ἡμῶν στρατόπεδα ἀπολοῦνται, ... (dal Romanzo di Alessandro)
Poiché Alessandro si accorse che stava per essere tradito, dopo aver ordinato di generare i patti della guerra espresse la propria opinione (ἀποφαίνω) a Poro re degli Indi dicendo: ""Se combatteremo in questo modo, i nostri eserciti saranno distrutti (ἀπόλλῡμι), mettendo invece fine alla campagna militare penseremo a come (fut ἔρχομαι) andremo a duello per il potere regio". Poro si compiacque e promise ad Alessandro che avrebbe duellato contro di lui vedendo il corpo di Alessandro non proporzionato al suo corpo. Poro infatti era alto cinque cubiti mentre Alessandro nemmeno tre. All'improvviso quindi ci fu (lett presente) clamore nell'accampamento del Re Poro. Ma Alessandro balzò (ἐμπηδάω lett presente) su Poro e gli conficcò (lett pres) la sua spada nel suo ventre ed uccise immediatamente il Re Poro.
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Οἱ δὲ Ἀρκάδες εστράτευον ἐπὶ τοὺς Ἡραιᾶς, οἳ οὐκ ήθελον τοῦ Ἀρκαδικοῦ μετέχειν καὶ συνεισεβεβλήκεσαν εἰς τὴν Ἀρκαδίαν μετὰ τῶν Λακεδαιμονίων. Εμβαλόντες δ' ἐνεπεπήκεσαν τὰς οἰκίας τε καὶ τὰ δένδρα. Ἐπεὶ δὲ οἱ Θηβαῖοι ...(da Senofonte)
Gli Arcadi portavano guerra contro gli abitanti di Erea, i quali non volevano partecipare alla confederazione Arcadica e avevano dato l'assalto (συνεισεβεβλήκεσαν, piuccheperf συνεισβάλλω) con gli Spartani contro l'Arcadia. Quando attaccarono avevano anche incendiato ἐνεπεπήκεσαν, piuccheperf. ἐμπίμπρημι) le case e le piante. Dopo che i Tebani dicevano che erano arrivati in aiuto a Mantinea, gli Arcadi si allontanarono (lett pres st) da Erea e si unirono (lett pres st) ai Tebani. Quando furono nello stesso luogo, i Tebani pensavano ( ᾤοντο imperf οἴομαι) di aver fatto bene per loro stessi, perché avevano prestato aiuto e non vedevano più nessuno nel territorio, e si preparavano a tornare indietro. Ma gli Arcadi, gli Argivi e gli Elei li persuadevano a guidarli al più presto nella Laconia, mostrando la loro grandezza e lodando smisuratamente l'esercito dei Tebani. Infatti tutti i Beoti si esercitavano nelle armi, essendo fieri della vittoria a Leuttra; con loro (c'erano) anche Focesi ed Eubei da tutte le città e cavalieri e peltasti dalla Tessaglia.
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Ἄλλων πολλῶν καὶ καλῶν ἔργων ἕνεκα μνήσομαι Ἡρακλέους καὶ ὅτι τόνδε τὸν ἀγῶνα, τὰ Ὀλύμπια, πρῶτος συνήγειρε δι᾽ εὔνοιαν τῆς Ἑλλάδος. Ἐν μὲν γὰρ τῷ τέως χρόνῳ ἀλλοτρίως αἱ πόλεις πρὸς ἀλλήλας διέκειντο. .. (da Lisia)
Io ricorderò Eracle per le molte altre e belle gesta, anche poiché per primo riunì gente per questo gara, le Olimpiadi, per benevolenza verso la Grecia. Infatti le città per un certo tempo erano ostili le une verso le altre. Dopo che quello depose i tiranni e ostacolò gli insolenti, istituì una gara tra individui, un premio di ricchezza, una prova di intelligenza nel più bel luogo della Grecia, affinché ci riunissimo in questo luogo per tutte queste cose, per vederne alcune, per ascoltarne altre; Eracle infatti ritenne che il raduno in questo luogo sarebbe diventato per i Greci un'amicizia reciproca. Costui dunque spiegò (ὑφηγέομαι) infatti queste cose ed io, oggi, non sono venuto per essere puntiglioso. Queste cose penso che siano proprie dei futili sofisti mentre [penso] che il compito di un uomo onesto e di un cittadino di valore sia il consigliare sulle questioni grandissime, vedendo così la Grecia che si trova in una condizione così sfavorevole, molte delle sue cose che sono state rovinate dai Barbari e molte città che sono state rovinate dai tiranni.
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Ξέρξης ὁ τῆς Ἀσίας βασιλεύς, καταφρονήσας μὲν τῆς Ἑλλάδος, ἀτιμαζόμενος δὲ τῷ γενομένῳ, ἀχθόμενος δὲ τῇ συμφορᾷ, ὀργιζόμενος δὲ τοῖς αἰτίοις, δεκάτῳ ἔτει παρασκευασάμενος διακοσίαις μὲν καὶ χιλίαις ναυσὶν ... (da Lisia)
Serse, il re dell'Asia, disprezzando la Grecia, essendo oltraggiato da quanto accaduto, addolorato per la sventura, e infuriato con i responsabili, dopo aver preparato una flotta di duemilacento navi giunse nel decimo anno; e conduceva una massa di fanteria così immensa che sarebbe lungo enumerare anche i popoli che lo accompagnò (ἀκολουθέω); e questo è il segno più grande della moltitudine (di gente) infatti: pur essendogli possibile far passare (διαβῐβάζω)l'esercito terrestre dall'Asia all'Europa nel punto più stretto dell'Ellesponto con mille navi, non volle (farlo), ritenendo che la traversata sarebbe stata troppo lunga per lui. Per questo motivo trascurò (ὑπερεῖδον) sia le cose naturali sua quelle divine sia le umane considerazioni: creò una strada attraverso il mare e costrinse la navigazione a passare attraverso la terraferma, congiungendo (ζεύγνυμι) l'Ellesponto insinuandosi attraverso (διορύσσω) l'Athos