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1. Ὀδυσσεὺς καὶ οἱ ἑταῖροι αὐτοῦ ἀφικνοῦντο εἰς νῆσον Αἰαίην ἐν ᾗ ἔναιε Κίρκη δεινὴ θεά· ἔνθα κατήγοντο νηΐ σιωπῇ εἰς ναύλοχον λιμένα· ...
1. Odisseo ed i compagni giungono presso l'isola Eea nella quale dimorava (ναίω) la terribile deità Circe; qui in silenzio approdavano con la nave in un porto sicuro; li guida (ἡγεμονεύω) un dio.
2. Odisseo ed i compagni si riposavano per due giorni (ἦμαρ-ατος) e due notti mangiando cipolla nella stanchezza e nella sofferenza; quando il terzo giorno giungeva l'aurora, allora Odisseo divideva (διαιρέω) in due tutti i compagni; Euriloco era al comando di una metà (ἥμισυς-ἡμίσεος), dell'altra lo stesso Odisseo.
3. Euriloco con i compagni andava verso il centro dell'isola e giungeva presso la dimora di Circe; all'interno vedeva lupi di montagna e leoni che dimenavano la coda (περισαίνω) intorno a sé e udiva all'interno Circe che cantava con un canto (ὄψ-ὀπός) melodioso.
4. I compagni di Euriloco chiamavano (καλέω) Circe; ella, uscita subito fuori, invitava tutti ad entrare in casa; tutti seguivano (ἕπομαι) Circe, il solo Euriloco rimaneva fuori perché temeva (ἡγέομαι) ci fosse un inganno.
5. Circe li faceva accomodare (ἵζω) su sedie e seggi ed offriva loro formaggio e pani d'orzo (ἄλφιτον-ου) e miele, ma mescolava (ἀναμίγνυμι) nel pane maligne pozioni affinché si scordassero della patria; dopo che essi avevano bevuto, Circe li toccava (πλήσσω) con una verga e li trasformava in porci.
6. Euriloco vedendo tutto ciò si impauriva e tornava all'agile (θοός-ή-όν) nave per riferire a Odisseo come stavano le cose. Odisseo, sentendo tutto questo, muoveva (εἶμι) verso la casa di Circe.
7. Quando Odisseo stava per (μέλλω) giungere (ἱκνέομαι) presso Circe, gli appariva Ermes dall'aurea verga (χρυσόρραπις-ιδος) e gli diceva questo: "O misero, dove vai, ignaro (ἄϊδρις-ιος) della selva del posto? Vuoi tu salvare i tuoi compagni? Toh, tieni la pozione idonea che può salvarti da Circe; quando Circe ti tocca con la sua verga, tu va verso di lei; è necessario che tu segua colei che ti fa paura". Ermes dà a Odisseo la pozione antidoto (μῶλος-ου)
(By Geppetto)
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Χυτραν οστρακινην και χυτραν χαλκειαν η ροη καταφερει. Η δε εξαπιναιως την χυτραν χαλκειαν τῇ οστρακινῇ προσφερει. (da Esopo)
La corrente trascina una pentola di terracotta (ὀστράκινος-η-ον) e una pentola di bronzo. Questa improvvisamente si avvicina a quella di terracotta e la pentola di terracotta teme l'urto con quella di bronzo e dice: "Stai lontano da me e non vicino: infatti se un atto anche involontario (ἀκουσία-ας) fa urtare (προσψαύω) una pentola di bronzo con una di rame, quella di terracotta viene infranta (ὄλλῡμι); io non voglio essere distrutta (κατακλάω) da te". La dimora vicino alle abitazioni dei potenti è sempre pericolosa (ha sempre pericolosità).
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Ὡς εἶδεν Ἀχιλλεὺς τὴν Πρωτεσιλάου ναῦν καιομένην, ἐξέπεμψε Πάτροκλον καθοπλίσας τοῖς ἰδίοις ὅπλοις μετὰ τῶν Μυρμιδόνων, δοὺς αὐτῷ τοὺς ἵππους. Ἰδόντες δὲ αὐτὸν οἱ Τρῶες καὶ νομίσαντες Ἀχιλλέα εἶναι εἰς φυγὴν ἐτράποντο. ...(da Apollodoro)
Quando Achille vide la nave di Protesilao incendiarsi, mandò Patroclo armato con le sue armi con i Mirmidoni, dandogli anche i cavalli. Ma i Troiani, vedendolo e credendo che fosse Achille in fuga, se ne andavano. Inseguitoli fino alle mura, uccise (ἀναιρέω) molti di loro, fra i quali Sarpedonte, figlio di Zeus, ma poi fu ucciso da Ettore prima ferito da Euforbo. Nata una feroce battaglia sul cadavere, Aiace a fatica mise in salvo il corpo. Achille (ἀποτίθημι), messa da parte la (sua) ira, si riprese Briseide e dopo che gli fu portata un'armatura da Efesto, essendosi equipaggiato per la guerra, uscì e inseguì i Troiani fino allo (fiume) Scamandro, là uccise molti altri e uccideva anche Asteropeo il figlio di Pelegone (che era) figlio del fiume Assio ed il fiume furioso lo assalì (lett presente). Ed Efesto prosciugò (lett presente) le correnti (del fiume) con un grande fuoco, Achille invece uccise Ettore con un duello e trascinandolo, dopo aver attaccato le (sue) caviglie, al carro giungeva vicino alle navi.
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Ἤδη δὲ ὀπώρας ἀκμαζούσης καὶ τοῦ τρυγητοῦ ἐπείγοντος πᾶς ἦν ἐν ἔργῳ κατὰ τοὺς ἀγρούς· ὁ μὲν ληνοὺς ἐπεσκεύαζεν, ὁ δὲ πίθους ἐξεκάθαιρε, ... (da Longo Sofista)
L'autunno era già al culmine e poiché la vendemmia incalzava ognuno era al lavoro nei campi; chi preparava i torchi, chi ripuliva le botti, chi intrecciava canestri a mano, chi preparava una piccola falce per il taglio del grappolo. Dafni e Cloe non si davano cura delle capre e delle pecore, si davano aiuto l'un l'altro. Dafni trasportava grappoli nelle ceste e li pestava nei tini, portava il vino nelle botti; Cloe invece preparava cibo per i vendemmiatori, versava ( ἐνέχει imperf ἐγχέω) loro da bere e raccoglieva ( πετρύγᾱ, ἀπότρυγάω). le più basse fra le viti.
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Λυκουργος Λακεδαιμονιους θειοτερω φωβω κατηναγκασεν υπακουσαι τοις νομοις. Ει τινα νομον εξευρε... (da Polieno)
Licurgo costrinse (aor καταναγκάζω) gli Spartani col timore più sacro ad obbedire alle leggi. Se aveva trovato qualche legge, portandola a Delfi interrogava il dio, se era vantaggiosa; e la profetessa, persuasa con denari, vaticinava( ἔχρᾱ, imperf χράω) sempre che era vantaggiosa. Gli Spartani obbedivano alle leggi come a degli oracoli, per timore del dio. Licurgo annunciava: "Spartani, non portate guerra a quelle (leggi), affinché impariate a non far guerra contro voi stessi". Licurgo comandava agli Spartani: "Non uccidete quelli che fuggono in guerra, affinché essi ritengano la fuga più vantaggiosa del rimanere".
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