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Il Vesuvio Strabone versione manuale del greco antico
Υπέρκειται δέ τῶν τόπων τούτων ὂρος τό Ούεσουιον. άγροῖς περιοικού-μενον παγκαλοις πλήν τῆς κορυφῆς• άύτη δʹεπίπεδος μεν πολϋ μέρος εστίν, άκαρπος δ' ὂλη, έκ δέ τῆς ὂψεως τεφρώδης, και κοιλάδας φαίνει σηραγγώδεις πετρῶν αιθαλωδῶν κατά τήν χρόαν, ώς ἃν έκβεβρω-μένων ύπο πυρός, ως τεκμαιροιτ' ἃν τις τό χωρίον τοῦτο καιεσθαι προτερον και ἒχειν κρατήρας πυρός, σβεσθῆναι δ' έπιλιπούσης τῆς ὒλης. τάχα δέ και τῆς εύκαρπίας τῆς κύκλῳ τουτ' αίτιον, ὣσπερ έν τῇ Κατάνῃ, φασί, τό κατατεφρωθέν μέρος έκ τῆς σποδοῦ τῆς άνενεχθεισης υπό τοῦ Αίτναίου πυρός ευάμπελον τήν γῆν εποίησεν. ἒχει μέν γάρ τό λιπαῖνον και έκπυρουμένην βῶλον και τήν έκφέρουσαν τούς καρπούς.
Il Vesuvio sta al disopra di questi luoghi, circondato attorno di bellissimi campi tranne la cima; essa stessa gran parte è pianeggiante, tutta priva di frutti, cinerea nell’ aspetto, presenta valli simili a caverne per il colore di pietre fuligginose, come se fosse divorata dal fuoco, come se uno potesse pensare che questo spazio prima era bruciato e aveva bocche di fuoco, fosse disseccato dalla lava tralasciata. Forse anche questo è il motivo della fertilità di tutt ’intorno, come a Catania, dicono, la parte tutta ridotta in cenere dal fuoco dell’Etna dalla polvere riemersa rese piena di belle viti la terra. Ha infatti fecondità anche il terreno distrutto dal fuoco e produce frutti.
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Il leone e il coniglio Esopo
traduzione manuale del greco antico
Λέων περιτυχών λαγωω κοιμωμένω τούτον εμελλεn χαταφαγεΐν Μεταξύ δε tεασάμενος ελαψον πα ριονσαν άφεϊς(lasciando) τον λαγωόν, έχείνην έδίωχεν. Ό μέν ούν από των ψόφων εξαναστάς έφυγε. Ό δe λέων επϊ πολύ διώξας την ελαφον επειδή χαταλαβεΐν ουκ έδυνή&η επανήλ&ε πάλιν επϊ τον λαγωόν Εύρων δ και αυτόν πεφευγότα(che era fuggita) εφη άλλ ε γωγε δίκαια πέπον&α οτι περ άφεϊς την εν χερσϊ βοράν άδήλοις ελπίσιν εδίωχον Οϋτως ενιοι των άν&ρώπων μιχροΐς χέρδεσι μη άρχονμενοι λαν&άνουσι και τά εν χεραϊ προϊέμενοι( participio predicativo del verbo lantano)
Un leone imbattutosi in una lepre che dormiva stava per divorarla. Ma nel frattempo avendo visto una cerva che passava, la inseguì lasciando andare la lepre. E quella dunque rimessasi in piedi in seguito ai rumori fuggì; e il leone avendo a lungo inseguito la cerva poiché non fu in grado di catturarla ritornò verso la lepre. Ma avendo trovato che anche quella era fuggita disse: "Ma io ho subìto giusti malanni, poiché lasciando andare il cibo (che avevo) tra le mani ho preferito una speranza più grande". Così alcuni tra gli uomini non accontentandosi di guadagni moderati non si accorgono di buttarvia anche quelli (che hanno) tra le mani.
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Bellezza del corpo e bellezza dell'anima versione greco Luciano traduzione libro manuale del greco antico
τῶν δὲ τῆς ψυχῆς ἀγαθῶν ἀθέατος εἶ, οὐδὲ οἶσθα ὅσον τὸ κάλλος ἐκεῖνό ἐστιν αὐτῆς, μακρῷ τινι ἄμεινον καὶ θεοειδέστερον τοῦ σώματος. ἐγὼ δὲ συνήθης γάρ εἰμι καὶ λόγων ἐκοινώνησα πολλάκις ὁμοεθνὴς ὤν. καὶ γάρ, ὡς οἶσθα καὶ αὐτός, τὸ ἥμερον καὶ φιλάνθρωπον καὶ τὸ μεγαλόφρον καὶ σωφροσύνην καὶ παιδείαν πρὸ τοῦ κάλλους ἐπαινῶ· ἄξια γὰρ προκεκρίσθαι ταῦτα τοῦ σώματος· ἐπεὶ ἄλογον ἂν εἴη καὶ γελοῖον, ὥσπερ εἴ τις τὴν ἐσθῆτα πρὸ τοῦ σώματος θαυμάζοι. τὸ δ' ἐντελὲς κάλλος, οἶμαι, τοῦτό ἐστιν, ὁπόταν εἰς τὸ αὐτὸ συνδράμῃ ψυχῆς ἀρετὴ καὶ εὐμορφία σώματος.
Poichè tu non ne vedesti le doti dell'animo (genitivo assoluto), e non sai che ella (si parla di Pantea citata anche nella Ciropedia di Senofonte) ha in sè una bellezza molto maggiore e più divina di quella del corpo. Lo so io, che sono suo compatriota e familiare, e le ho parlato tante volte. Ed io più della bellezza lodo, come fai anche tu, la bontà, l'umanità, la magnanimità, la modestia, l'istruzione le quali sono più pregevoli del corpo : e il dire il contrario sarebbe così ridicolo come se uno più della persona ammirasse il vestito. La perfetta bellezza, a parer mio, è quando si uniscono insieme virtù di animo e formosità di persona.
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UN PADRE E DUE FIGLIE
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Manuale del greco antico
TRADUZIONE
Un tale avendo due figlie, concedeva in matrimonio una ad un ortolano e l’altra ad un vasaio. Passando il tempo giungeva presso la moglie dell’ortolano e le chiedeva come stesse e come andassero le cose e lei diceva di chiedere soltanto questo agli dei che venga l’inverno e la pioggia affinché annaffi gli ortaggi. Dopo non molto tempo sopraggiungeva dalla moglie del vasaio e le chiedeva come stesse e come andassero le cose. Questa rispondeva che non aveva bisogno di nulla e pregava soltanto che durasse il tempo sereno e il sole per spaccare la legna. Il padre esclamava: “Per chi mai devo pregare se tu chiedi il sereno e tua sorella la pioggia?”. Cosi se si mette mano a due imprese contrastanti è normale che vadano male entrambi.
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UNA MULA VANITOSA
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Manuale del greco antico
TRADUZIONE
Una mula sazia di orzo per la vanità esulta e dice: "appartengo alla stirpe del cavallo e sono simile in tutto al cavallo". Ma all'improvviso arrivano, l'afferrano e la mula è costretta a correre. Ma quando la corsa cessa per la fatica respira con difficoltà e per poco non sviene; si ricorda quindi che è figlia dell'asino. Cosi' Zeus desidera che l'uomo in sicurezza non dimentica il principio veritiero.