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La sorte di una moglie
versione greco Euripide traduzione libro Manuale del greco antico
Di tutte le creature che sono animate e hanno ragione noi donne siamo la più sventurata: Noi infatti dobbiamo per prima cosa comprare un marito con dispendio di ricchezze, prendere un padrone del nostro corpo; questo male è infatti peggiore dell'altro: è in questo il pericolo più grande, prendere (un marito) cattivo o buono. Infatti non ci sono separazioni onorevoli per le donne, né è possibile rifiutare un marito. E se uno sposo convivesse con noi che ci sforziamo in questi tentativi sopportando il vincolo a forza, è una vita invidiabile; se no, è preferibile morire. un uomo quando è oppresso stando in casa uscito fuori può liberare il cuore dallo strazio, rivolgendosi a un amico o a un coetaneo; per noi invece è necessario guardare sempre una sola anima (lett).
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Sandalo galeotto
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Manuale del greco antico
TRADUZIONE dal libro manuale del greco antico
Dicono le tradizioni degli egiziani che Rodopi sia stata una bellissima cortigiana. Una volta, mentre si stava lavando, la sorte, che ama compiere i paradossi e gli imprevisti, la aiutò (ad essere) meritevole non di intelletto ma di bellezza. Infatti, mentre si stava lavando e le serve facevano la guardia al vestito, giunse un'aquila e afferrò uno dei sandali, andando (essendo andata) lontano; e (li) portò a Memfi, mentre Psammetico amministrava la giustizia (nel periodo in cui Psammetico...) e gettò il sandalo in una caverna. Psammetico, guardando con meraviglia la consistenza del sandalo e la bellezza della funzionalità di questo, comandò soprattutto all'Egitto che fosse ricercata la donna della quale era il sandalo: e avendola trovata, la sposò.
Versione da altro libro
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Le gru del poeta Ibico VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE dal libro Manuale del greco antico
Il poeta Ibico partiva dalla Grecia per l'Italia; là nelle citta raccoglieva ricchezze e glorie e di nuovo ritornava in Grecia. ma quando si trovò nella foresta nel mezzo tra la costa e Corinto, alcuni briganti lo ammazzarono e gli portarono via le ricchezze, poiché Ibico non aveva nessun alleato e nessun testimone dell'aggressione, mentre moriva vide delle gru che volavano sopra alla foresta e così pregò: "Oh gru denunciate l'atto riprovevole dei briganti e rivendicate la mia morte". Gli abitanti di Corinto trovarono il cadavere di Ibico ma non i malfattori. Dopo pochi giorni a Corinto veniva messa in scena un'opera drammatica e tutti gli abitanti di Corinto si trovavano a teatro; ma improvvisamente alcune gru sorvolarono il teatro e i briganti che erano tra gli spettatori ridevano e mormoravano: "ecco i vendicatori di Ibico". Ma alcuni spettatori udirono ciò e annunciarono ai magistrati la questione; i briganti furono sottoposti a giudizio e costretti a confessare l'omicidio del poeta e furono condannati a morte dai pritani
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Non si uccide solo con la spada
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Manuale del greco antico
Qui puoi trovare la versione stesso titolo ma dal libro i greci la lingua e la cultura che è diversa
TRADUZIONE
Negli eserciti il tormbettiere raduna i soldati in battaglia attraverso la tombra a forma di cono. Un trombettiere più volte guida gli opliti verso la vittoria, ma qualche volta viene rapito dai soldati dell'esercito nemico e ( viene ) condotto verso la tenda dei generali. Il generale dell'esercito ordina che il trombettiere venga messo a morte, ma il sovrano chiede supplicando : "Ahimè non uccidere me invano; non ho ucciso nessuno di voi; infatti non ho nulla, tranne la tromba a forma di cono. " Il generale risponde al trombettiere: "Proprio per questo ti rispondo: tu infatti non hai esperienza riguardo alla guerra né coraggio, ma tuttavia svegli l'esercito in guerra attraverso la tromba a forma di cono. L'oplita muore infatti attraverso la spada con la tromba a forma di cono. "
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Alessandro visita la tomba di Ciro il Grande
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro Manuale del greco antico
Inizio: Ελυπησε Αλεξανδρον η παρανομια η ες τον Κυρου του Καμβισου ταφον
Fine: (all'interno di un discorso diretto) "Μη ουν φθονησης μοι του μνηματος".
TRADUZIONE
La profanazione nei confronti della tomba di Ciro figlio di Cambise addolorò Alessandro, poiché trovò che era stata scassinata e saccheggiata. Aristobulo disse che la tomba di quell'illustre Ciro si trovava a Pasargada nel giardino reale e intorno a quello c'era un bosco piantato di (ad) alberi di ogni genere ed era irrigato d'acqua e erba lussureggiante cresceva nel prato; e ('disse che' sempre sottinteso) quella tomba era stata costruita sotto a una pietra di quattro piedi di aspetto quadrato; inoltre sopra si trovava un edificio che era stato ricoperto di pietra con dentro un'angusta apertura comunicante. E nell'edificio si trovava un sarcofago d'oro, dove era stato sepolto il corpo di Ciro, e un letto vicino al sarcofago. Si trovava dentro alla recinzione presso al passaggio che portava davanti alla tomba un piccolo edificio costruito per i Magi, che appunto custodirono la tomba di Ciro. La tomba è stata iscritta con caratteri persiani e rivela questo in lingua persiana: "Uomo, io sono Ciro figlio di Cambise e sono quello che ha guidato i persiani e che ha regnato sull'Asia. Dunque non rifiutarmi il ricordo".