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La trovata di Zeus
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Manuale del greco antico
Inizio: Πρῶτον μέν γάρ τρία ἦν τά γένη τά τῶν ανθρώπων, οὐχ ὣσπερ νῦν δύο...
fine: τεμῶ δίχα, ὥστ'ἐφ'ἑνός πορεύσονται σκέλους ἀσκωλιάζοντες.
TRADUZIONE
Prima infatti c'erano tre sessi di uomini, non due come ora, uomo e donna, ma anche un terzo sesso, che accomunava entrambi i precedenti, di cui ora resta il nome, mentre il genere in sè è scomparso: infatti l'androgino era allora uno solo sia nell'aspetto che nel nome comune a entrambi, maschio e femmina, mentre ora non c'è se non come un nome che indica una mostruosità. Dunque alla fine Zeus avendo escogitato (un piano) disse: "mi pare di avere un mezzo perché gli uomini possano continuare ad esistere e cessino di essere indisciplinati diventando più deboli. Infatti ora, diceva, li taglierò ciascuno in due parti, in questo modo da una parte saranno più deboli, e dall'altra ci saranno più utili poiché saranno aumentati di numero; e cammineranno eretti su due gambe. Ma se tenteranno ancora di comportarsi insolentemente e non vorranno stare in tranquillità, di nuovo, diceva, li taglierò in due, così che cammineranno saltellando su una gamba sola.
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Non si uccide solo con la spada
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro I greci: la lingua e la cultura
Qui puoi trovare la versione stesso titolo ma diversa di manuale del greco antico
INIZIO: Έν ταις στρατιαις ο σαλπγκτης τους στρατιώτας τη βυκάνη...
FINE: ...γαρ υμων απέκτεινα· ουδεν γαρ εχω, πλην της βυκάνης ".
TRADUZIONE
Nelle spedizioni militari il trombettiere raduna i soldati con il corno verso la battaglia. Un trombettiere spesso guida gli armati alla vittoria ma talora è catturato dagli eserciti nemici e viene portato nella tenda del generale. Invece il generale comanda all'esercito di uccidere il trombettiere ma prigioniero supplica: "ahimè, non uccidetemi inutilmente, non ho ucciso nessuno di voi infatti non ho nulla oltre il corno".
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La colpa di Tantalo
Versione greco traduzione libro manuale del greco antico
Inizio: Τανταλος, ο της Λυδιας ...
Tantalo, figlio di Zeus, si distingueva per ricchezza e splendore e abitava in Paflagonia, una regione dell'Asia. Raccontano che attraverso la nobiltà paterna Tantalo fosse amico degli dei. Poi offrì la felicità, non adatta all'uomo: quando infatti partecipava al banchetto e riceveva la libertà di parola dagli dei, riferiva le cose divine segrete agli uomini. Per l'eccessiva sottigliezza dunque era condannato a morte dagli dei e ad una pena terribile e perpetua.
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Magiche trasformazioni
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Lucio, giovane proveniente da Patrasso, fu vinto a casua della sua passione circa l'arte della magia. (LUI) desidera attraverso la magia, muoversi agilmente (volare)Un giorno dunque, inventa una pozione magica e beve: crede infatti che il farmaco trasformi l'uomo in uccello. Ma il farmaco trasforma Lucio in asino. Lucio può ritornare uomo una sola volta mangiando delle rose, ma non coglie l'opportunità: inizialmente infatti, Lucio viene preso da briganti, in seguito viene trasferito da padrone alla padrona. Lucio quindi subisce per lungo tempo maltrattamenti e violenze, conosce una donna perversa; gli uomini infatti (non sanno) ignorano che Lucio sia un uomo e disprezzano l'asino. Infine fugge dal padrone e giunge sulla spiaggia dove vede un cespuglio di rose. Così mangia le rose e ritorna uomo.
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Cartagine deve essere distrutta
VERSIONE DI GRECO di Appiano
TRADUZIONE dal libro manuale del greco antico" a pag. 367
και ποτε οι ρομαιοι πρεσβεισ επεμρον... πυνθανομενη εκρινε πολεμειν
Και τότε οι Pωμαϊοι πρέσβεις ἒπεμπον ες Καρχηδόνα έτερους τε και Κάτωνα. Οι δε τἡν χώραν περιεσκόπουν και έὡρων κατασκευάς μεγάλας ἒχουσαν και μᾶλλον πολὐανδρον οὗσαν ἢ πρότερον. Έπανελθόντες ες 'Ρωμην, ἒφραζον ού ζήλου μᾶλλον ἢ φόβου γέμειν αυτοϊς τά Καρχηδονίων πράγματα, πόλεως δουσμενοϋς τοσῆσδε και γείτονος εύχερῶς οὒτως αυξανομένης. Και ό Κάτων μάλιτσα ἒλεγεν οὒ ποτε βέβαιον Pωμαίοις ούδε τήν έλευθεριαν ἒσεσθαι ἒτι μενούσης τῆς Καρχηδόνος. Ὠν ή βουλή πυνθανομένη ἒκρινε πολεμεΐν.
TRADUZIONE
Ed allora i Romani inviavano altri ambasciatori a Cartagine ed anche a Catone. Essi osservavano il paese e notavano che avevano grandi costruzioni e che sono molto più numerosi di prima. Essendo tornati a Roma riferivano di non essere piuttosto pieni di invidia quanto di paura ad essi stessi le opere dei Cartaginesi, poiché la città così tanto ostile e tanto vicina facilmente si è ingrandita. E Catone diceva soprattutto che giammai i Romani erano al sicuro né ci sarebbe stata la libertà, poiché ancora Cartagine perdurava. Essendo il senato informato di queste cose decideva di combattere.