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INFANZIA E PRIMA GIOVINEZZA DI ERACLE
VERSIONE DI GRECO di Pseudo Apollodoro
traduzione dal libro greco antico
'Αλκμήνη δύο ἒτικτε παϊδας, Διΐ μέν Ήρακλέα, Άμφιτρύωνι δέ Ίφικλέα. Τοϋ δέ Ηρακλέους ὂντος παιδός όκταμηνιαίου, δυο δράκοντας Ήρη έπι τήν εύνήν ἒπεμπε μίσει έποτρυνομένη τῷ προς Άλκμήνην, διαφθείρεσθαι τό βρέφος θέλουσα. Έπιβοωμένης (= έπιβοαομένης) δέ Αλκμήνης Αμφιτρύωνα, Ηρακλής διανιστάμενος και ἃγχων έκατέραις ταΐς χερσίν αυτούς διέφθειρεν. Φερεκύδης δέ φησιν αυτόν τον Αμφιτρύωνα, βουλόμενον μανθάνειν όπότερος τῶν παίδων ἦν εκείνου, τούς δράκοντας εις την εύνήν έμβάλλειν καί, τοΰ μεν Ίφικλέους φεύγοντος, τοϋ δέ Ηρακλέους υφισταμένου, δια τοϋτο μανθάνειν τον Ίφικλέα έξ αύτοϋ γεγεννῆσθαι. Διεδίδοτο οὗν διδάσκεσθαι τόν Ήρακλέα άρματηλατεΐν (= άρματηλατέειν) υπό Άμφιτρύωνος, παλαίειν δε υπό Αύτολύκου, τοξεύειν δέ υπό Εύρύτου, όπλομαχεΐν (= όπλομαχέειν) υπό Κάστορος, κιθαρῳδεΐν (= κιθαρῳδέειν) δέ ύπό Λίνου. Οὗτος δέ, Θήβας προσιών και Θηβαῖος γιγνόμενος, ύπό Ηρακλέους τή κιθάρᾳ πλησσόμενος άπέθνῃσκε• έπιπλήσσοντα γάρ αυτόν όργιζόμενος άπέκτεινε. Δίκην δέ έπαγόντων τινῶν τῷ Ήρακλει φόνου, ὂμως οὗτος άπελύετο, παραναγιγνώσκων νόμον λέγονθ'οὒτως• "Ό αμυνόμενος τόν χειρῶν αδίκων κατάρχοντα άθῷος ἒστω".
TRADUZIONE
Alcmena partoriva due bambini a Zeus Eracle, ad Anfitrione Ificle. Eracle mentre era un bambino di otto mesi, Era inviava due serpenti verso il letto volendo uccidere il neonato, spinta dall’odio per Alcmena, Alcmena chiamando a gran voce Anfitrione, Eracle svegliandosi e con entrambe le mani strozzando li uccideva. Ferecide dice che lo stesso Anfitrione, volendo capire quale dei due fra i bambini era suo, gettava serpenti sul letto, mentre Ificle fuggiva, Eracle invece si opponeva, per questo capiva che Ificle era nato da lui stesso. Si dice che Eracle viene istruito a condurre un carro da Anfitrione e a gareggiare da Autolico, a tirare con l'arco da Eurito, a combattere da Castore, a suonare la cetra da Lino. Questi, accogliendo i Tebani e diventando Tebano moriva percosso con la cetra da Eracle; infatti rimproverandolo e adirandosi lo uccideva. Infliggendo alcuni ad Eracle la pena dell’omicidio, tuttavia quello lo liberava, leggendo a voce alta la legge che dice così: “sia impunito colui che respinge chi per primo alza le mani ingiustamente”.
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L'ISOLA DEI BEATI II parte
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Greco antico - pag. 352 n. 499

Usano vestiti con ragnatele sottili tinti di porpora; egli stessi non avevano corpi ma sono privi di carne che mostrano un solo aspetto e una forma permanente e essendo privi di corpo nonostante ciò si uniscono, si muovono e emettono la voce perciò sono come ombre felici. ma di notte non sono vicino a noi e di giorno non sono del tutto luminosi e inoltre conoscono una sola stagione dell anno, infatti sempre presso gli stessi essendo primavera e soffiando solo zefiro il territorio è pieno di fiori di ogni specie, e prosperano alberi di ogni specie coltivati e ombreggiati. le viti infatti hanno grappoli d'uva in ogni mese dell anno le spighe invece del grano come dicono, generano pane pronto sulla sommità come funghi. dicono che le sorgenti attorno alla città siano d'acqua e miele e profumo; i fiumi di latte e di vino.
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IL CACCIATORE E L'ALLODOLA
VERSIONE DI GRECO di Esopo dal libro Greco antico
Ορνιθοθηρας ορνισιν ιστη παγιδας. Κορυδαλος δε τουτον πορρωθεν βλεπων επυνθανετο τι ποτ' εργαζοιτο. Του δε πολιν κτιζειν λεγοντος ειτα δε πορρωτερω αποχωρουντος και κρυπτομενου ο κορυδαλος τοις του ανδρος λογοις επιστευε και προσερχομενος εις τον βροχον ηλισχετο. Του δε ορνιΘοΘηρον επιτρεχοντος ο κορδυδαλος ελεγεν "Ω ουτος τι τοιαυτην πολιν κτιζειις ου πολλυς δυνη ευρισχειν τους ενοικουντασ". Ο μυΘος δηλοι οτι τοτε μαλιστα οικοι και πολεις ερημουνται οτε οι αρχοντες κἁλεπαινουσιν
TRADUZIONE
un cacciatore di uccelli disponeva delle trappole per catturare gli uccelli. una allodola vedendo questo da molto lontano si domandò cosa facesse. poiché quello rispose che costruiva una città, poi si allontanò e si nascose, l'allodola avendo creduto alle parole dell uomo si avvicina alla rete restandoci intrappolata. mentre il cacciatore si affrettava, l'allodola diceva "o se fondi la città non puoi trovare molti abitanti". la favola dimostra che moltissime case e città si spopolano quando gli amministratori sono crudeli.
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Due aneddoti su Diogene
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Manuale del greco Antico
TRADUZIONE
Una volta il cane di Diogene faceva colazione in una taverna, poi chiamava Demostene che si trovava presente. Non ascoltandolo disse "Demostene tu ti vergogni di entrare nella taverna? e invece il tuo padrone entra ogni giorno qui, raccogliendo i contadini, dimostrando che i nobili e i retori sono schiavi della plebe. Dopo una volta Alessandro mandò a Antipatro in Atene un certo Atlio, Diogeneessendo presente disse"un infelice da parte di un infelice attraverso un infelice ad un infelice"
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DOPO EGOSPOTAMI GLI ATENIESI
TENTANO DI NEGOZIARE LA PACE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Manuale del greco antico
- pag. 483 n. 188
TRADUZIONE
poichè avevano ritenuto loro privi o in possesso dei diritti civili, gli ateniesi, pur assediati per terra e per mare, resistettero, e pur essendone morti numerosi per la fame nella città, essi non discutevano riguardo ad un accordo. poiché era già terminato tutto l'approvigionamento, gli ambasciatori inviarono un annuncio ad agide, gli alleati che vollero essere con gli spartani i quali ebbero le mura e il pireo, scrissero gli accordi per questi. Questo comandò loro di andare a sparta; infatti non di essere lui il padrone. dopo che gi ambasciatori annunciarono queste cose agli ateniesi, si inviarono loro a sparta. Dopo che quelli furono in sellasia e gli efori chiesero ciò che dicevano di loro e precisamente come fossero rispetto ad agide, ordinarono a loro di andarsene da quel luogo, e che se avessero avuto bisogno della pace, avevano progettato di arrivare nel modo più buono. Gli ambasciatori dopo che giunsero in patria e portarono le notizie alla città, piombò su tutti avvillimento. infatti presumevano che sarebbero diventati schiavi, e gli ambasciatori forse poterono mandare gli altri, molti si lasciavano morire per la fame.