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Un critico inflessibile VERSIONE GRECO Diodoro Siculo
TRADUZIONE libro Greco terza edizione esercizi 1 di
Campanini e Scaglietti
Inizio: Εν τουτῳ τῳ χρονῳ διονυσιος ο των συρακοσιων τυραννος πολλην ειρηνηνη και σχολην ειχεν... fine: ...τοις δε υπηρεταις κελευει: " Απαγετε με εις τας λατομιας.
In quel tempo Dionigi, il tiranno dei Siracusani, manteneva molta pace e quiete. Perciò sia scriveva poemi, sia mandava a chiamare (i poeti) per passare il tempo con questi e per conoscere i giudizi sulle sue opere. Una volta il tiranno durante il suo simposio chiese un giudizio a Filosseno, poeta ditirambico; "Dimmi, cosa ne pensi dei miei poemi ". E questo allora risponde: "Le tue opere sono di pessimo gusto", Dionigi ordina ai servi di portarlo via all'istante e di gettarlo nelle latomie. Ma il giorno dopo gli amici del tiranno lo convincono a perdonare Filosseno. E Dionigi comanda i servi di liberare il poeta e di farlo venire al simposio. Ma egli rifiuta e Dioniso di nuovo gli chiede se i suoi poemi gli piacciano o no. Allora Filosseno da una parte non risponde al tiranno, dall'altra esortava i servi : " Portatemi delle latomie "
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Giuramento di Ippocrate
Versione greco traduzione libro
Greco terza edizione campanini scaglietti
Io giuro su Apollo medico e Asclepio e Igieia e Panacea e su tutti gli dei e le dee prendendoli a miei testimoni che porterò a compimento secondo il mio potere ed il mio giudizio questo giuramento e questo impegno scritto Farò uso delle misure dietetiche per il giovamento dei pazienti secondo il mio potere e il mio giudizio e mi asterrò da nocumento e da ingiustizia. E non darò neppure un farmaco mortale a nessuno per quanto richiesto ne' proporrò un tal consiglio; ed ugualmente neppure darò ad una donna un pessario abortivo. Ma pura e pia conserverò la mia vita e la mia arte In quante case io entri mai, vi giungerò per il giovamento dei pazienti tenendomi fuori da ogni ingiustizia volontaria e da ogni altro guasto, particolarmente da atti sessuali sulle persone sia di donne che di uomini, sia di liberi che di schiavi. Quel che io nel corso della cura o anche a prescindere dalla cura o veda o senta della vita degli uomini, che non bisogna in nessun caso andare fuori a raccontare, lo tacerò ritenendo che in tali cose si sia tenuti al segreto. Portando dunque a compimento questo giuramento e non violandolo mi sia dato di avere il frutto della vita e dell'arte, famoso presso tutti gli uomini per sempre nel tempo, ma trasgredendolo e spergiurando il contrario di cio'.
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Il buon re secondo Socrate
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Greco Terza edizione
Inizio: Ο Σοκρατης ελεγε βασιλεας
fine: προθυμοτατους ασπαζομενος
TRADUZIONE n. 1
SOCRATE DICEVA CHE IL POTERE E IL COMANDANTE NON AVENDO IL POTERE NE TOCCANDO IN SORTE NE FACENDO VIOLENZA NE MENTENDO AGLI ALTRI MA COMANDANDO IN MODO ADEGUATO E MOLTO VALOROSE ED IN MODO MOLTO AMBIZIOSO E IN MODO MOLTO AMANTE DEL RISCHIO E MOLTA CURA PER GLI DEI AVENDO CURA DEL CORPO E DEL PIACERE QUINDI TUTTI COLORO CHE SONO COMANDANTI HANNO COME ESEMPIO IL RE.
INOLTRE DICEVA CHE è NECESSARIO CHE I RE MIGLIORI SIANO MOLTO INSAZIABILI DI INTELLETTO E CHE SCHIERINO L'ESERCITO CON MOLTA SAGGEZZA.
DICEVA ANCHE CHE IL RE MIGLIORE E' ANCHE MOLTO MITE MA ANCHE MOLTO COMPIACENTE PER GLI AMICI ASSAI TERRIBILE PER I NEMICI E DIFFICILE DA INGANNARE NON MOLTO FORTE CON GLI AMICI MA LI ABBRACCIA CON MOLTO AFFETTO.
traduzione n. 2
Socrate diceva che re e arconti non erano coloro che avevano scettri, ma coloro che lo avevano in sorte(che erano destinati), né chi inganna li altri, ma i capaci a governare e i coraggiosi e i più amanti della gloria e più amanti del pericolo e i più rispettosi degli dei e i più moderati dei piaceri del corpo così che tutti chiedessero al re e così che tutti lo seguano come esempio. Inoltre diceva che era necessario che gli aristocratici fossero capi più scrupolosi dell'approvazione del giudizio e i più abili nello schierare l'esercito. Disse anche che il re migliore è il più benigno o anche certamente il più facile ad essere ingannato dagli amici, il più terribile e difficile ad essere ingannato dai nemici, amando tra gli amici non i più forti ma i più volenterosi.
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Alessandro diventa re dei Macedoni VERSIONE DI GRECO
traduzione libro Greco terza edizione
Μετὰ τὸν Φιλίππου θάνατον Αλέξανδρος, ὁ υἱός, ἔτι νέος βασιλείαν ᾓῤει καὶ σὺν τῇ ἀρχῇ ἑκλερονόμει καὶ ἒκθρας καὶ κινδύνους καὶ πολέμους. Οἱ βάρβαροι γὰρ καὶ οἱ πρόσοικοι ἐφουβοῦντο ὃτι ἐκινδύνευον καταδουλοῦσθαι ὑπὸ τοῦ Ἀλεξάνδρου· πρὸς μὲν Βορέαν οἱ Ἰλλυριοί, μάχιμοι καὶ ἀνδρεῖοι ἂνθρωποι, τῆς ἐλευθερίας καὶ τῆς αὐτονομίας ἐπεθύμουν, πρὸς δὲ μεσημβρίαν οἰ Ἑλλενικοὶ καὶ μάλιστα οἱ Ἀθηναῖοι τῇ τοῦ Ἀλεξάνδρου δεσποτείᾳ ὑποτάσσεσθαι οὐκ ἐβούλοντο. Ἐν δὲ Μακεδονία οὐκ ὀλίγοι ἐνέδρας τῷ δεσπότῃ παρεσκεύαζον. Ὁ δὲ Ἀλέζανδρος παραδόξῳ τόλμῃ καὶ μεγαλοφροσύνῃ εἰς τὰς Θερμοπύλας τὴν στρατιὰν ἐλαύνει καὶ τὰς Θήβας καταστρέφεται. Αὐτίκα δὲ ἀνέρχεται εἰς τὴν Μακεδονίαν καὶ τοὺς ἐναντίους διαφθείρει. Ἒπειτα δὲ εἰς τὴν Ἰλλυρίαν προστρέχει· τοῖς Ἰλλυριοῖς πολεμεῖ καὶ νικᾷ.
TRADUZIONE
Subito dopo la morte di filippo, alessandro, il giovane figlio di filippo, eredita il regno. i consiglieri e gli strateghi di filippo diventano i fedeli collaboratori di alessandro. tuttavia alessandro riceve contemporaneamente al regno sia terribili nemici sia guerre piene di pericoli; a nord infatti gli illiri, soldati bellicosi e valorosi, desiderano libertà e autonomia; mentre a sud gli ateniesi e gli alrei greci, si ricordano la gloriosa fama degli antenati illustri e non vogliono essere sottomessi dal dominio di alessandro; però in macedonia non pochi aspirano al potere. invece alessandro con straordinario ardore conduce l'esercito dalla tessaglia alle termopili e conquista tebe. subito sale verso la mecedonia e annienta i nemici. la spedizione militare è potente e circondato di pericoli e contro gli illiri attraversa la regione ostile e pericolosa. ma tuttavia alessandro con mirabile coraggio e valore sottomette anche gli illiri.
Analisi grammaticale
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I monarchi devono temere più gli amici che i nemici
VERSIONE DI GRECO di Cassio Dione
TRADUZIONE dal libro Greco Terza edizione
Inizio: τουτ εν ταις μοναρκιαις καλεποτατον εστιν, οτι με μονον τους πολεμιους αλλα και τους φιλους φοβουνται οι μοναρκοι. fine: καλεποτερους δε τους φιλους ειναι. φιλους γαρ αναγξε παντας σφας, καν με οσι καλεισζαι.
TRADUZIONE
Questo è il difficile nelle monarchie, ovvero che i monarchi non temono solo gli avversari ma anche gli amici. e in verità spesso la maggior parte da tali persone, o come anche da chi non merita nulla, furono raggirati, pur essendosi sempre fidati di loro giorno e notte, desti o addormentati, poiché prendevano sempre cibi e bevande preparati da loro. cosicchè per i monarchi è terribile la solitudine, ma anche la compagnia e spaventosa la mancanza di protezione, ma più terribile ancora per loro la protezione, e opprimenti i nemici, ma ancora di più gli amici. infatti non è necessario chiamare tutti gli amici, anche se non ci sono.