- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Annibale valica le Alpi
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greco Terza Edizione
Αννιβας δε ινα πολεμον τοις Ρομαιοις αγοι συνηθροιζε Κελτιβηρων τε και λιβυων και ετερων ενθνων αναριθμητον στρατευμα και τα εν Ιβηρια πραγματα παραδιδους Ασδρουβατω αδελφω τα Πυρηναια αρη διεβαινεν εις την Κελτικην χωραν τεν νυν λεγομενην Γαλατιαν αγοων αναριθμητους πεζους και ελεφαντας. Γαλατων δε τους μεν εαυτω επηγετο ειτε δωροις ειτε πειθὁι τους δε και εβιαζετο και ουτο διωδευε την χωραν. Ερχομενος επι τα Αλπεια αρη και μητε διαδον μητε ανοδον ευρισκων επεβαινε και αυτοις τολμηρως χιων τε γαρ ηνκαι κρυος. Την μεν υλην ετεμνε τε και κατεκαιε και οδον εποιει η και νυν εστιν επι των δρων πορευσιμος και καλειται διοδος αννιβου. Ουτω δε εις το πεδιον εκ των δρων κατεβαινε
annibale radunava un innumerevole esercito di Celtiberi, di Libi e delle altre schiere, per condurre la guerra contro i Romani, e consegnando le potenze militari all'Iberia: al fratello Asdrubale, attraversava i Monti Pirenei verso la regione della Gallia ora detta Galazia conducendo con innumerevoli fanti ed elefanti. Fra i Galli alcuni li attirò a se stesso sia con donativi che con la persuasione, ad altri fece anche violenza e così marciava attraverso la regione. Passava sulle Alpi e non trova né la strada né la salita, si allontanò in modo audace su di esse: poiché c'è la neve e il freddo. Mentre tagliava la foresta non solo bruciava ma costruiva anche la strada ed ora è valicabile verso i monti ed è chiamata la strada di Annibale. Così scese dai monti alla pianura.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Vita da isolani
Versione grecotraduzione libro
Greco terza edizione pagina 105 n°23
Traduzione
Nell'Egeo c'è un'isola bella e assolata e difficile da coltivare. Non ci sono strade e non è facile per il carrettiere camminare: sono dunque inutili i cavalli, i muli invece utili. Lì allora gli uomini portano al pascolo moltissime pecore, ma raccolgono pochi frutti dagli alberi e dalle viti. Rari mercanti vengono dalle isole vicine: spesso infatti le tempeste violente ostacolano il percorso marittimo. I mercanti portano ferro e schiavi e nell'agorà (piazza) vendono merci molto apprezzate: grossi coltelli aguzzi, archi, strumenti da guerra e da caccia per i giovani coraggiosi e vesti colorate per le giovani fanciulle. Quando si mettono in mare portano via lana e vino e pecore. Vengono talvolta stranieri: portano al re molti doni e di sera nella grande sala si riuniscono con i nobili isolani; lì il rapsodo canta l'antica guerra a Troia.
TRADUZIONE n. 1
L'isola dell'Egeo da una parte è profonda e dall'altra difficile da coltivare. Non c'erano neanche strade adatta per essere percorse da un carro: da una parte i cavalli non erano idonei e dall'altra i muli erano adatti. Gli uomini possiedono e hanno a disposizione innumerevoli capi di bestiame, raccolgono piccoli frutti degli alberi e dei vigneti. I pochi commercianti vanno nelle isole vicine: ma spesso le impetuose tempeste impediscono il viaggio. I mercanti portano ferro e schiavi che poi i nobili comprano nelle grandi piazze a caro prezzo: affilati coltelli, archi, da guerra e da caccia per i giovani coraggiosi e vestiti variopinti per le giovani fanciulle. Talvolta ricevono lana, vino e anche capi di bestiame. Qualche volta vengono anche gli stranieri: costoro portano ricchi doni al re e la sera, si radunano nella grande sala : inoltre in quel luogo il rapsodo canta le gesta di Ilio durante la guerra.
dal libro Traduzione n. 1
Nell'egeo c'è un'isola difficile da riconoscere e inaccessibile. Percorrere le strade con i carri non è facile non sono inutili i cavalli e i muli. là gli uomini non distribuiscono l'innumerevole pascolo e piccoli frutti raccolgono dagli alberi e dalle vigne raramente gli empori giungono presso l'isola, spesso infatti le forti tempeste ostacolano il viaggio. gli empori portano ferro e schiavi e nelle ampie piazze le vendite sono costose spade taglienti archi di guerra e gli audaci giovani e mantelle variopinte per le giovani fanciulle
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Olinto tratta la pace con Sparta VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro greco terza edizione
Inizio: Και ο Πολυβιαδης δε πανταπασι κακως εχοντας λιμω τους Ολυνθιους δια το... Fine: ... κεκολασμενων οι δυσμενως ειχον αυτοις πανταπασιν ηδη καλως και ασφαλως η αρχη εδοκει αυτοις κατεσκευασθαι.
Alibiade poiché non raggiungeva gli abitanti di Olinto che né dalla terra stavano proprio male per la fame, né portava grano a quelli per mare, obbligò di mandare (qualcuno) a Sparta per la pace. Gli ambasciatori mandati con pieni poteri stipulavano trattati da considerare. Lo stesso nemico amico per gli spartani, di seguirli ovunque procedessero e di essere alleati. e avendo giurato di restare fedeli a questi, così se ne andarono verso la propria casa. andate le cose per gli spartani in modo che ci fossero tebani e anche altri Beoti oltre a quelli. i Corinzi diventassero molto fedeli; i greci fossero umiliati perché non avevano ancora portato aiuto a loro con il pretesto dei mesi; che gli ateniesi fossero devastati poiché gli alleati avevano punito di nuovo quelli che covavano un'avversione segreta verso di loro, ormai sembrava che il potere si disponesse a loro giustamente e chiaramente.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
FRASI GRECO
LIBRO GRECO TERZA EDIZIONE PAGINA 379 NUMERO 2
TRADUZIONE
1) Coloro che tradiscono la fiducia degli amici, concordiamo che sono i più cattivi degli uomini.
2) La vita spaventando sempre e è piena di gelosia, ad alcuni procura gioia né la ricchezza né la gloria (?).
3) Quello che voi stimate le ottime cose di voi stessi nelle sventure non abbandonate gli amici.
4) Quella dottrina che tu veneri rappresenta l'imitazione di coloro di cui ammiri la fama.
5) Ogni parola è straordinaria per quelle che sono le nostre sole origini.
6) La stessa cosa che è facilissima per me spesso difficilissimo per gli altri.
7) Ciro mandava questi che venivano verso di lui piuttosto che dal re.
8) Queste cose sono quelle sulle quali stiamo per decidere. Le cose che stiamo per decidere sono queste.
9) Nello stesso giorno nel quale danno a noi l'oracolo favorevole facciamo la spedizione.
10) Le leggi impongono queste cose che bisogna fare.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GRECO TERZA EDIZIONE - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Edipo svela l'enigma della sfinge VERSIONE DI GRECO di Pseudo apollodoro TRADUZIONE dal libro greco terza edizione e greco nuova edizione
Η Ηρα εμεμπε γαρ εις τους θηβαιους την Σφιγγα, φοβερον τερας: η δε προσωπον μεν γυναικος ειχε, στηθος δε και βασιν και ουραν λεοντος και πτερυγας ορνιθος. Επ' ορος εκαθεζετο και αινιγμα προυτεινε τοις θεβαιοις: " Τι εστιν το εχον μιαν φωνην και τετραπουν και διπουν και τριπουν γιγνομενον; " Κατα χρησμον, δει τους θηβαιους το αινιγμα λυειν, οπως της Σφιγγος απαλλασσωνται, διο πολλοι μεν πειρωνται, επει δε ουχ ευρισκουσιν, η Σφιγξ αρπαζει τους αμαρτανοντας και καταβιβρωσκει. Ο δε Οιδιπους επιτυγχανει, λεγων το υπο της Σφιγγος αινιττομενον ανθρωπον ειναι: ο δε γιγνεται τετραπους βρεφος ων, τοις τετταρσι κωλοις βαδιζων, τελειουμενος δε διπους, γερων δε τριτην προσλαμβανει βασιν το βακτρον. Η Σφιγξ απο της πετρας εαυτην ριπτει.
Era mandava infatti contro i Tebani la Sfinge, uno spaventoso mostro; essa aveva da una parte il volto di donna dall'altro il petto e la coda di leone e le ali di un aquila. Sedeva sopra un monte e formulava come proposizione un enigma ai Tebani: " Che cos'è che ha una sola voce e diventa quadrupede e bipede e tripode?" Secondo l'oracolo, bisogna che i Tebani risolvano l'enigma, per allontanarsi dalla Sfinge, per cui molti provano, ma poiché non riescono( trovano) la Sfinge afferra e divora coloro che sbagliano. Invece Edipo riesce, dicendo che ciò a cui si riferiva la Sfinge era l'uomo: questo nasce essendo un bambino quadrupede, che cammina a quattro zampe, che giunge a maturità bipede, mentre da vecchio aggiunge come terza gamba il bastone. La Sfinge si getta dalla rupe.
Traduzione n. 2
Era, infatti, mandava ai Tebani la Sfinge, un mostro spaventoso: ella aveva volto di donna ma il petto e la coda di leone e ali di uccello. Sedeva su un monte e poneva ai Tebani un enigma: "che cosa è quella cosa che ha una sola voce e ha quattro gambe e due gambe e tre gambe?". In base all'oracolo, occorre che i Tebani sciolgano l'enigma per liberarsi della Sfinge, perciò molti tentano, ma poiché non trovano (la soluzione), la Sfinge rapisce quelli che sbagliano e li divora. Ma Edipo ci riesce, dicendo che quella cosa che è detta in enigma dalla Sfinge è l'uomo: egli ha quattro gambe quando è neonato, poiché cammina su quattro membra (gattona), poi, ha due gambe quando è cresciuto, poi, da vecchio prende il bastone come terza gamba. La Sfinge si getta dalla rupe.