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L'incontro di Cherea e Calliroe
VERSIONE DI GRECO di Caritone di Afrodisia
TRADUZIONE dal libro Lezioni 2 pagina 106 numero 57
E GRECO ESERCIZI 2
Inzio: Ἑρμοκράτης ὁ Συρακοσίων στρατηγός, οὗτος ὁ νικήσας Ἀθηναίους, εἶχε θυγατέρα Καλλιρόην τοὔνομα, θαυμαστόν τι χρῆμα παρθένου ...Fine: του καλλους τη ευγενεια συνελθὀvτος.
TRADUZIONE LETTERALE
Il comandante dei Siracusani Ermocrate, colui che aveva vinto gli Ateniesi, aveva una figlia di nome Calliroe. Infatti non era una bellezza umana, ma divina, e non di una Nereide o di una ninfa dei monti, ma della stessa Afrodite Vergine. La fama del meraviglioso spettacolo si diffondeva dappertutto e i pretendenti si precipitavano a Siracusa, principi e anche figli dei tiranni, non solo dalla Sicilia, ma anche dall'Italia e dall'Epiro. La festa di Afrodite veniva celebrata a spese pubbliche, a quasi tutte le donne si recarono al tempio. Allora la madre portò fuori Calliroe, poiché il padre aveva ordinati che andasse a venerare la dea. In quel momento Cherea tornava a casa dagli esercizi di ginnastica, un ragazzo bellissimo, al di sopra di tutti, il cui padre Aristone occupava il secondo rango a Siracusa dopo Ermocrate. Così per caso, presso una curva troppo stretta, si incontrarono urtandosi a vicenda, poiché un dio aveva guidato questa congiunzione affinché l'uno fosse visto dall'altra. In un attimo si scambiarono così la passione d'amore.
TRADUZIONE LIBERA ELEGANTE
Ermocrate, stratego dei Siracusani, colui che vinse gli Ateniesi, aveva una figlia di nome Calliroe, una meraviglia di ragazza, vanto di tutta la Sicilia. Era la sua bellezza non umana, ma divina, e non era la bellezza di una Nereide o di una Ninfa dei monti, ma di Afrodite Vergine in persona. La fama di quello spettacolo straordinario si diffondeva ovunque e pretendenti si precipitavano a Siracusa, principi e figli di tiranni, non solo dalla Sicilia, ma anche dall'Italia e in particolare dall'Epiro e dai paesi del continente. Eros desiderava unire in matrimonio una coppia speciale. Cherea era un giovane bello, era superiore a tutti, era come scultori e pittori raffigurano Achille, Nireo, Ippolito e Alcibiade; e il padre Aristone occupava il secondo rango a Siracusa dopo Ermocrate. C'era tra loro un'invidia politica tale che si sarebbero uniti in matrimonio con tutti piuttosto che fra di loro. . Ma Eros ama la rivalità e gode delle belle imprese paradossali: si mise dunque alla ricerca di un'occasione come questa. Si celebrava la festa pubblica di Afrodite1 e quasi tutte le donne si recarono al suo tempio. Calliroe, che non era fino ad allora uscita di casa, ve la conduceva la madre: era stato il padre che V aveva esortata ad andare ad adorare la dea. In quel mentre Cherea se ne andava a casa di ritorno dagli esercizi ginnici, splendente come una stella: fioriva sulla chiarezza del volto il rossore della palestra come Toro sull'argento. . Per caso a una curva troppo stretta si incontrarono urtandosi l'uno con l'altra: un dio aveva guidato quella congiunzione, affinché l'uno fosse visto dall'altra. Si scambiarono subito la passione d'amore.
Rimettere le frasi finali
Tolta frase finale alla versione numero 1 -poiché la bellezza va insieme con la nobiltà di stirpe.
Tolta frase finale alla versione numero 2 -, poiché la bellezza va insieme con la nobiltà di stirpe.
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Il re Filippo II di Macedonia e la spedizione contro la persia
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Greco Terza edizione
le prime parole sono: Φιλιππος ο βασιλευς, ἡγεμων υπο τωυ ελληνων
le le ultime sono: ὡς της Ασιας υπο Μακεδονας εσομενης αιϰμαλωτου
TRADUZIONE
Il re Filippo, essendo posto a capo dai Greci e avendo intrapreso la guerra contro i Persiani, mandò avanti Attalo e Parmenione verso l'Asia, avendo fatto parte dell'esercito e avendo comandato di liberare le città Greche, quello affrettando con decisione degli dei di attaccare battaglia, domandò Pizia se sarà superiore del re dei Persiani. Quella gli diede questo responso: "il toro è stato incoronato, quando ha compimento, è il sacrificio". Filippo, dunque, comprendendo ambiguamente il responso, interpretò a suo vantaggio il responso dell'oracolo, come se l'oracolo dicesse di sacrificare il Persiano come vittima; il vero non era così, ma significava al contrario che Filippo sarebbe stato ucciso come il toro. Quindi avendo creduto che gli dei combattessero con lui, era molto contento, come se l'Asia sarebbe stata sottomessa dai Macedoni
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Ciro muove all'assalto di Mileto
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro greco terza edizione
ὁπόσας εἶχε φυλακὰς ἐν ταῖς πόλεσι παρήγγειλε τοῖς φρουράρχοις ἑκάστοις λαμβάνειν ἄνδρας Πελοποννησίους ὅτι πλείστους καὶ βελτίστους, ὡς ἐπιβουλεύοντος Τισσαφέρνους ταῖς πόλεσι. καὶ γὰρ ἦσαν αἱ Ἰωνικαὶ πόλεις Τισσαφέρνους τὸ ἀρχαῖον ἐκ βασιλέως δεδομέναι, τότε δὲ ἀφειστήκεσαν πρὸς Κῦρον πᾶσαι πλὴν Μιλήτου· ἐν Μιλήτῳ δὲ Τισσαφέρνης προαισθόμενος τὰ αὐτὰ ταῦτα βουλευομένους ἀποστῆναι πρὸς Κῦρον, τοὺς μὲν αὐτῶν ἀπέκτεινε τοὺς δ᾽ ἐξέβαλεν. ὁ δὲ Κῦρος ὑπολαβὼν τοὺς φεύγοντας συλλέξας στράτευμα ἐπολιόρκει Μίλητον καὶ κατὰ γῆν καὶ κατὰ θάλατταν καὶ ἐπειρᾶτο κατάγειν τοὺς ἐκπεπτωκότας. καὶ αὕτη αὖ ἄλλη πρόφασις ἦν αὐτῷ τοῦ ἁθροίζειν στράτευμα. πρὸς δὲ βασιλέα πέμπων ἠξίου ἀδελφὸς ὢν αὐτοῦ δοθῆναι οἷ ταύτας τὰς πόλεις μᾶλλον ἢ Τισσαφέρνην ἄρχειν αὐτῶν, καὶ ἡ μήτηρ συνέπραττεν αὐτῷ ταῦτα· ὥστε βασιλεὺς τὴν μὲν πρὸς ἑαυτὸν ἐπιβουλὴν οὐκ ᾐσθάνετο
TRADUZIONE
Quante guardie aveva Ciro dentro le città, comandò a ciascuno dei comandanti del presidio di prendere gli uomini del Peloponneso che erano moltissimi e i migliori, nell'intenzione di cospirare contro le città di Tissaferne. E infatti le città Ioniche erano di Tissafene essendo stategli donate anticamente dal re, allora si ribellarono contro Ciro tutte tranne Mileto. A mileto Tissaferne accorgendosi che i cittadini macchinavano di ribellarsi contro Ciro, uccise alcuni e esiliò altri. Ciro assaltando i fuggitivi e radunando l'esercito espugnava Mileto. mandando un messaggio al riteneva giusto che dal momento che era suo fratello che queste città fossero andate a lui piuttosto che a Tissaferne, e la madre compiva queste zioni assieme lui così che il re non comprendeva il progetto contro di lui.
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Il suicidio di Catone versione greco Dione Cassio traduzione libro il nuovo lingua greca 2" pagina 56
Κατων αποθανειν ήθέλησε πρό τῆς τοῦ Καισαρος ἃφιξεως και μεθ' ήμέραν μέν ούκ επεχείρησε τοῦτο ποιησαι, ό γάρ υιός καί οί ἃλοι περί αυτόν ὂντες φυλακήν αυτοῦ εἶχον. Επεί δέ εσπέρα εγένετο, ξιφιδιον τι κρυφᾷ υπό τό προσκεφάλαιον υπέθηκε και τό τοῦ Πλατωνος βιβλιον τό περί τῆς ψυχῆς ᾓτησε, παραμυθιον τι πρός τόν θανατον εκ τῆς αναγνωσεως αυτοῦ λαβειν επιθυμεσας. ώς δε εκεῖνο τε ανελεξατο και η νυξ εμεσου. το ξιφιδον υφειλκυσε και εαυτον επι τήν γαστερα επαιρε. Και ευθυς αν ετελευτησεν εξαιμος γενομενος, ει μη καταπεσων ψόφον τε εποιησε και τους προκοιτουντας εξηγειρε. Και ουτως ο υιος και οι αλλοι εσπεσοντες τά εντερα αυτοῦ ες τήν γαστερα αυθις εθεσαν και θεραπειαν αυτῷ προσηγαγον. Και οι μεν το ξιφιδιον ἦραν και τάς θύρας εκλεισαν, εκεῖνος δέ ές τό τραυμα τάς χεῖρας ενέβαλε και τάς ραφάς διαρρήξας απεψύξεν.
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Catone volle morire prima dell’arrivo di Cesare e durante il giorno non si accinse a fare questo, infatti il figlio e gli altri che erano del suo seguito gli facevano la guardia. Quando si fece sera, mise di nascosto un pugnale sotto il guanciale e chiese il libro di Platone sull’anima, avendo desiderato ricevere dalla stessa lettura un conforto per la morte, quando lesse attentamente quello ebbe anche una notte di vomito. Tolse il pugnale di sotto e spinge contro il proprio stomaco. E subito sarebbe morto perdendo sangue, se non fosse caduto a terra e avesse fatto rumore e svegliasse le sentinelle. E così il figlio e gli altri che erano al seguito mise di nuovo le budella nello stomaco e gli prestò cura. E mentre quelli tolsero il pugnale e chiusero le porte, egli invece pose le mani sulla ferita ed dopo aver squarciato le suture esalò.
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Ospitalità tra Spartani e Argivi durante la guerra del Peloponneso
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione pag. 26 n°7
TRADUZIONE
Gli argivi, avendo rimproverato agli Spartani il fatto che non avevano inviato le offerte ad Pollo Pitico, gli dichiararono guerra; proprio nel tempo in cui Alcibiade assalì Argea, gli argivi fecero una spedizione militare con lui contro Trezene, città alleata degli spartani, e dopo aver saccheggiato la regione, si ritirarono. Ciò addirò gli spartani che dichiararono guerra agli argivi; perciò, radunando un esercito crearono il re Agide comandante. Questi fece una spedizione militare contro gli argivi e devastò la regione, nei pressi della città provocava i nemici al combattimento. Gli abitanti di Elea e di Mantinea inviarono agli argivi tremila soldati come soccorritori. Allora gli strateghi, inviando ambascerie da entrambe le parti fecero un armistizio.